Michele Placido è Celestino V: “Il mio Papa era forte e gentile”. Il nuovo film in arrivo su Rai 1

Michele Placido interpreta Celestino V nel film L'eremita che diventò Papa, raccontando la forza, la spiritualità e il coraggio di una figura storica straordinaria.

Una figura storica spesso associata al celebre «gran rifiuto» raccontato da Dante, ma che il cinema si prepara a mostrare da una prospettiva differente. Michele Placido interpreta Celestino V nel nuovo film televisivo L’eremita che diventò Papa, diretto da Edoardo Re e presentato in anteprima alla 78ª edizione del Prix Italia, all’Aquila, il 30 settembre 2026. La produzione, prossimamente in onda su Rai 1, ripercorre la vicenda di Pietro da Morrone, l’eremita diventato pontefice nel 1294, soffermandosi soprattutto sul suo coraggio, sulla spiritualità e sul rapporto con il potere.

Michele Placido racconta il suo Celestino V: «Forte e gentile»

A ottant’anni, Michele Placido si confronta con uno dei personaggi più particolari della storia della Chiesa. Un ruolo che l’attore ha vissuto con grande coinvolgimento, riconoscendo anche alcune sorprendenti coincidenze tra la propria vita e quella del pontefice.

Entrambi, infatti, sono legati alla data del 19 maggio: il giorno della nascita di Placido coincide con quello della morte di Celestino V. Una circostanza alla quale l’interprete attribuisce un significato personale.

Durante la presentazione del film all’Aquila, Placido ha descritto il personaggio attraverso due caratteristiche che considera fondamentali: la forza e la gentilezza. L’attore ha spiegato di essersi trovato davanti a una figura umana particolare, capace di rendere questa esperienza professionale particolarmente significativa.

Il suo Celestino è un uomo che non si lascia definire esclusivamente dalla rinuncia al pontificato, ma che affronta le pressioni del proprio tempo senza abbandonare i principi nei quali crede.

Le difficoltà delle riprese e il ruolo che Placido stava per rifiutare

L’attore ha raccontato di aver inizialmente dubitato di poter affrontare il progetto. Le riprese, realizzate in Abruzzo, prevedevano infatti un lavoro impegnativo tra montagne, rifugi e paesaggi innevati.

Quando il regista gli ha mostrato i luoghi scelti per il film, Placido ha temuto che le condizioni ambientali e l’impegno fisico richiesto potessero rappresentare un ostacolo troppo grande.

A convincerlo è stato proprio il confronto con Celestino V, diventato Papa in età avanzata. Se l’eremita era riuscito ad affrontare una simile esperienza, anche lui poteva trovare le energie necessarie per interpretarlo.

I timori iniziali sono scomparsi una volta cominciate le riprese. Placido ha sottolineato l’importanza del lavoro collettivo, raccontando di aver trovato fin dal primo ciak una squadra capace di sostenerlo.

Celestino V, il Papa che sfidò il potere e scelse di rinunciare

La vicenda raccontata nel film ruota attorno a due decisioni fondamentali del pontificato di Celestino V. La prima riguarda la Perdonanza, istituita attraverso la Bolla del Perdono del 29 agosto 1294, dalla quale nasce una tradizione religiosa ancora oggi profondamente legata alla città dell’Aquila e riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Il secondo passaggio è la rinuncia al pontificato, avvenuta il 13 dicembre dello stesso anno. Una decisione che Dante avrebbe associato al celebre episodio del gran rifiuto, ma che il film propone di rileggere come una manifestazione di indipendenza.

Nella ricostruzione cinematografica, Celestino V si oppone alle pressioni politiche dell’epoca, in particolare all’influenza di Carlo II d’Angiò, re di Napoli. La rinuncia diventa così il gesto di un uomo intenzionato a difendere la propria libertà.

Un film che punta sulle emozioni: il racconto del regista Edoardo Re

Alla base della produzione c’è il libro Celestino, Papa, eremita e santo di Maria Burani. Il film è stato realizzato da Pepito Produzioni in collaborazione con Rai Fiction, con l’obiettivo di rendere accessibile al pubblico una vicenda storica complessa attraverso il linguaggio cinematografico.

Il regista Edoardo Re ha spiegato di aver privilegiato la dimensione emotiva della narrazione rispetto a una semplice ricostruzione degli avvenimenti. L’intenzione è raccontare la storia di Celestino V attraverso le esperienze e i sentimenti dei protagonisti.

La realizzazione ha richiesto un impegno produttivo considerevole, soprattutto per le ambientazioni medievali, i costumi e le ricostruzioni storiche. Agostino Saccà, fondatore della società di produzione, ha raccontato che gli interpreti hanno accettato compensi inferiori rispetto a quelli abituali per contribuire alla realizzazione del progetto, a cominciare proprio da Michele Placido

Il cast di Celestino V: da Tommaso Ragno a Giovanni Scifoni

Accanto a Michele Placido, il film riunisce diversi interpreti del cinema e della televisione italiana. Tommaso Ragno veste i panni di Benedetto Caetani, destinato a diventare Papa Bonifacio VIII, mentre Fortunato Cerlino interpreta il cardinale Colonna.

Giovanni Scifoni assume un ruolo particolare nella narrazione. Il suo personaggio è un giullare che accompagna gli spettatori attraverso gli avvenimenti, diventando il collegamento tra il pubblico e il mondo medievale rappresentato nel film.

Completano il cast Giacomo Ferrara nel ruolo di Roberto da Salle, Giulio Beranek in quello di Carlo II d’Angiò, Francesco Sechi nei panni di Francesco d’Atri, Christian La Rosa come Giovanni di Castrocielo e Antonio Greco nel ruolo di Tommaso d’Ocre.

L’Abruzzo protagonista del film: il legame tra Celestino V e la natura

Le montagne abruzzesi non rappresentano soltanto l’ambientazione della storia, ma costituiscono un elemento importante del racconto. I paesaggi della Maiella, i luoghi dell’eremitaggio e il rapporto con l’ambiente naturale accompagnano il percorso spirituale del protagonista.

A sottolineare questo aspetto è stato Giacomo Ferrara, originario dell’Abruzzo e cresciuto proprio sulla Maiella. L’attore ha raccontato quanto sia stato significativo partecipare a un progetto così strettamente legato alla sua terra, riconoscendosi nella particolare relazione che Celestino V aveva con la natura e con la spiritualità.

Presentato in anteprima all’Aquila, L’eremita che diventò Papa arriverà prossimamente su Rai 1. La data esatta della messa in onda non è ancora stata annunciata.

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