Max Pezzali a Napoli: un viaggio negli anni ’90 allo stadio Maradona

Il concerto di Max Pezzali allo Stadio Diego Armando Maradona di Napoli ha riportato il pubblico negli anni '90 con una performance indimenticabile.

Lo stadio Diego Armando Maradona ha ospitato una delle tappe più attese di “Max Forever – Gli anni d’oro – Stadi 2026”, il tour che sta registrando il tutto esaurito in tutta Italia. Davanti a circa 50mila spettatori, Max Pezzali ha trasformato l’impianto di Fuorigrotta in una grande festa collettiva all’insegna della nostalgia, del divertimento e delle canzoni che hanno segnato intere generazioni.

Uno show immerso nell’estetica degli anni ’90

L’intero concerto è stato costruito come un omaggio al decennio che ha consacrato l’ex leader degli 883. La scenografia, dominata dal denim, ha caratterizzato palco, schermi e pavimentazione, creando un forte richiamo visivo all’immaginario degli anni Novanta.

Ad aprire lo spettacolo è stato il segmento denominato “FestivalMax”, ispirato ai celebri appuntamenti musicali estivi dell’epoca. Un cameo di Amadeus ha introdotto l’inizio del concerto, dando il via a una sequenza di brani trascinanti composta da “Tieni il tempo”, “Bella vera” e “La lunga estate caldissima”.

Tra pupazzi iconici e grandi successi

Uno dei momenti più coinvolgenti della serata è arrivato con “Sei un mito”, accompagnata dalla presenza dei celebri pupazzi che popolano l’universo narrativo di Pezzali. Gli stessi personaggi hanno animato anche “Viaggio al centro del mondo” e “La regola dell’amico”, fino a mescolarsi tra il pubblico sulle note di uno snippet di “Disco Inferno”, chiudendo il primo capitolo dello show.

Il racconto di una carriera attraverso le canzoni

Dopo la prima parte più energica, il concerto ha cambiato atmosfera con le ballad “L’universo tranne noi” e “Ci sono anch’io”. Un contributo video ha poi mostrato un dialogo immaginario tra il Max del 1995 e quello di oggi, in una riflessione sul percorso artistico compiuto e sull’eredità lasciata dalle sue canzoni.

Da qui è partita una nuova sequenza di classici che ha incluso “Hanno ucciso l’uomo ragno”, “Non me la menare” e “Rotta X casa di Dio”, accolta dal pubblico con un coro continuo.

Le emozioni più intime del repertorio

La scaletta ha riservato spazio anche a brani meno eseguiti dal vivo negli ultimi anni. “Cumuli”, “Un giorno così” e “Senza averti qui” hanno rappresentato il momento più raccolto della serata, seguito da una serie di hit romantiche come “Ti sento vivere”, “Eccoti” e “Una canzone d’amore”.

L’half time tra divertimento e partecipazione

Uno dei momenti più attesi dai fan è stato l’ormai tradizionale “half time”. Attraverso diverse telecamere dedicate, il pubblico è diventato protagonista dello spettacolo: dalla Dance Cam per i più scatenati alla Single Cam, fino alla Birra Cam che ha coinvolto anche l’artista in collegamento dal backstage per un brindisi collettivo.

Karaoke da stadio e omaggi al calcio

Le emozioni sono tornate protagoniste con “Io ci sarò”, “Nessun rimpianto” e “Come mai”. In particolare, “Nessun rimpianto” si è trasformata in un enorme karaoke collettivo, con migliaia di voci unite in un unico coro.

La parte successiva dello show ha visto protagonista “La dura legge del gol”, eseguita accanto a un gigantesco giradischi e successivamente su una scenografia mobile a forma di panchina da spogliatoio. Con “Gli anni”, invece, gli schermi hanno reso omaggio ai grandi protagonisti della storia del calcio italiano.

Un finale tra simboli e nostalgia

Nella fase conclusiva del concerto è arrivata una versione acustica de “Lo strano percorso”, seguita da “Grazie mille”. Durante il brano, Pezzali ha lasciato un segno simbolico imprimendo la data e la città della serata su un grande floppy disk presente sul palco.

Per i bis è comparso a sorpresa Uan, storico personaggio televisivo degli anni Novanta, che ha animato l’esecuzione di “Nord Sud Ovest Est” in versione mariachi.

Coriandoli e un ultimo viaggio nel tempo

Il finale ha riportato il pubblico all’energia delle prime battute dello show. “Tieni il tempo” è tornata in scaletta con una citazione finale de “L’ombelico del mondo”, prima della chiusura affidata a “Con un deca”.

Una pioggia di coriandoli ha accompagnato l’ultimo saluto, suggellando una serata che ha trasformato il Maradona in una gigantesca macchina del tempo, capace di riportare migliaia di persone nel cuore degli anni Novanta.

Il calendario del tour: le prossime tappe negli stadi

Dopo la tappa napoletana, il tour prosegue con un fitto calendario negli stadi italiani, articolato tra giugno e luglio 2026. Le date confermate sono le seguenti:

  • 7 giugno 2026 – Lignano Sabbiadoro (Stadio G. Teghil)
  • 13 e 14 giugno 2026 – Torino (Allianz Stadium)
  • 19 giugno 2026 – Napoli (Stadio Diego Armando Maradona)
  • 23 e 24 giugno 2026 – Roma (Stadio Olimpico)
  • 27 e 28 giugno 2026 – Bologna (Stadio Renato Dall’Ara)
  • 1 e 2 luglio 2026 – Messina (Stadio Franco Scoglio)
  • 5 luglio 2026 – Bari (Stadio San Nicola)
  • 8 e 9 luglio 2026 – Padova (Stadio Euganeo)
  • 11 e 12 luglio 2026 – Milano (Stadio San Siro)

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