Si intitola A Carnevale ogni scherzo vale il libro scritto da Maurizio Ferrini insieme a Giovanni Fabiano, con protagonista la celebre signora Coriandoli, il personaggio comico che da anni accompagna la sua carriera e che continua a essere amato dal pubblico. Intervistato dal Corriere della Sera, l’attore ha ripercorso la nascita e l’evoluzione della casalinga di Bagnocavallo, apparsa per la prima volta in televisione a Domenica In e poi diventata popolare grazie a Striscia la Notizia, dove, ha spiegato, “la Coriandoli è diventata un vero personaggio”.
Il rapporto con Antonio Ricci e l’ambiente televisivo
Ferrini ha ricordato con affetto il clima creativo vissuto insieme ad Antonio Ricci, sottolineando l’energia e lo spirito di gruppo che caratterizzavano quell’esperienza: “siamo amici. Sapeva creare un clima molto studentesco, da universitari fuori sede. Eravamo un gruppo affiatato. Ci divertivamo parecchio“.
Un ruolo fondamentale nella sua carriera lo ha avuto anche Renzo Arbore, che contribuì al suo ingresso nel mondo della televisione. “Gli mandai una cassetta e lui mi chiamò un anno e mezzo dopo”, ha raccontato Ferrini, ricordando l’inizio di un percorso che lo avrebbe reso uno dei volti più riconoscibili della comicità italiana.
Il rispetto per le donne e il rapporto con il suo personaggio
Il libro, che mette al centro una figura femminile forte e ironica, ha offerto l’occasione per riflettere sul suo approccio alla rappresentazione delle donne. Alla domanda se si tratti di un inno alla loro superiorità, Ferrini ha risposto senza esitazioni: “Sempre. Io sono un fiero eterosessuale e non avendo conflitti con le donne cerco di ritrarle come sono senza ambiguità erotiche. Questo a quanto pare è apprezzato”.
E quando gli è stato chiesto se avrebbe voluto nascere donna, la sua risposta è stata netta: “No, quello no. Sto bene così”.
L’aneddoto con Gianni Agnelli e Quelli della notte
Tra i ricordi più curiosi raccontati dall’attore c’è quello legato a un evento organizzato da Gianni Agnelli, che invitò Arbore e il suo gruppo nelle sue residenze per registrare una puntata di Quelli della notte. Ferrini ha ricordato un momento rimasto nella storia: “Sul palco mi complimentai perché sembrava una riuscitissima Festa dell’Unità e poi iniziai a cantare Bandiera Rossa. La metà degli invitati se ne andò, ma in realtà erano stati messi alla prova da Agnelli: voleva vedere chi aveva il senso dell’umorismo, chi non ce l’aveva veniva declassato”.
Il ritorno in tv e il sostegno degli amici
Dopo il grande successo, Ferrini ha attraversato anche periodi difficili, ma è riuscito a tornare in televisione, tra le altre cose, grazie alla partecipazione a Che Tempo Che Fa, esperienza per la quale ha riconosciuto un possibile aiuto indiretto di Arbore e del conduttore Fabio Fazio.
Fondamentale è stato anche il rapporto con Nino Frassica, con cui ha costruito un’amicizia profonda: “Siamo molto sinceri, ci diciamo il bello e il brutto, ci confessiamo le cose privatissime, intime”, confermando anche il sostegno ricevuto in momenti personali difficili.
La libertà della comicità e la critica alla situazione culturale
Ferrini ha infine affrontato il tema della libertà comica e del contesto culturale italiano, esprimendo una posizione chiara: “L’Italia a livello culturale è come il Paraguay nel Sud America, all’ultimo posto. In un Paese sano, di grande civiltà e democrazia, si possono prendere in giro tutti. Il comico deve essere libero di avere un’identità politica o di non averla, deve essere libero di criticare tutti”.
Una riflessione che riassume la sua visione della comicità come forma di espressione libera e senza limiti: “È l’ovvio. È una verità, come dire: c’è il sole nel cielo. A volte l’Italia è imbarazzante. E con Pucci è stata imbarazzante“.
Un personaggio che continua a vivere
Con il libro A Carnevale ogni scherzo vale, Maurizio Ferrini conferma il legame profondo con Emma Coriandoli, un personaggio che ha attraversato decenni di televisione italiana e che continua a rappresentare, con ironia e autenticità, uno spaccato riconoscibile della società. Una figura che, tra comicità e osservazione del quotidiano, resta uno dei simboli più longevi e amati dello spettacolo italiano.