Mago Forest: “Mi piace sentirmi nel posto sbagliato. Non volevo tornare con la Gialappa’s”

Mago Forest racconta il suo ritorno con la Gialappa's, la sua carriera e le esperienze mancate.

In un’intervista al Corriere della Sera, il Mago Forest, nome d’arte di Michele Foresta, racconta il suo percorso professionale, dagli inizi nella radio e nei cabaret fino al cinema, dove è protagonista di «Il Malloppo», commedia diretta da Volfango De Biasi, insieme a Diego Abatantuono e Max Angioni. Il film arriva nelle sale dal 3 settembre.

«Mi piace sentirmi nel posto sbagliato»

La comicità di Forest nasce da uno sguardo laterale sulla realtà e dal gusto per l’assurdo. «Mi piace sentirmi nel posto sbagliato, nel momento sbagliato, mentre dico una cosa sbagliatissima».

Alla definizione di «cretino professionista», risponde citando Eduardo De Filippo: «Grazie per il complimento. Come diceva De Filippo: “La comicità è l’arte di nascondere l’intenzione di far ridere”».

Il senso di inadeguatezza è diventato una caratteristica anche dei suoi personaggi: «Mago inadeguato, presentatore inadeguato, ora anche detective inadeguato. Ma poi alla fine la porto sempre a casa».

Nel «Malloppo» è un detective sui generis

Nel nuovo film Forest interpreta un detective che indaga su un omicidio. Al suo fianco c’è Max Angioni, mentre Diego Abatantuono interpreta il principale sospettato.

Angioni è il suo aiutante, una sorta di Watson: «Mi fa da aiutante, è il mio Watson, ma l’ho assunto solo perché ha la macchina, che tra l’altro non è sua, ma di sua mamma».

Quanto al paragone con l’ispettore Clouseau, Forest mette le distanze: «No, Clouseau è inarrivabile. Nessun paragone, né con lui né con altri». Il suo personaggio è piuttosto un insieme di riferimenti: «Io sono un mix, il risultato è una sorta di signora Fletcher».

Il cinema e la «licenza» da attore

Il rapporto di Forest con il cinema è meno frequente rispetto a quello con cabaret e televisione. «Il mio percorso parte dal cabaret per approdare poi in televisione. Ho frequentato poco il cinema, però ho comprato questa licenza che era libera. Funziona come con i taxi: tu l’acquisti, fai un esamino e puoi fare l’attore».

Per il passaggio dal piccolo al grande schermo ha dovuto adattare il proprio modo di recitare: «In televisione si punta a una recitazione più sostenuta, mentre al cinema bisogna abbassare i toni». Dopo aver studiato la parte, spera di essere stato all’altezza: «Credo che sia venuto fuori un bel film».

Abatantuono e il divertimento sul set

Forest definisce Diego Abatantuono «un monumento del cinema italiano» e ne apprezza soprattutto la naturalezza nella recitazione: «Come dicono quelli bravi, recitare è dimenticare di recitare: lui è perfetto».

Anche fuori dal set l’esperienza con Abatantuono è stata particolare: «Cenare con Diego è un’esperienza che consiglierei a tutti: anzi lui dovrebbe far pagare un biglietto per assistere, perché ha migliaia di aneddoti».

Dalle radio libere alla televisione

La sua storia professionale comincia a Nicosia, in provincia di Enna. La nascita delle prime radio libere rappresenta la scintilla: «Facevo già lo scemo in classe e un bel giorno i professori mi dicono: “Scusa, ma anziché fare lo scemo in classe perché non lo vieni a fare alla radio?”».

All’epoca Forest racconta di aver preso ispirazione anche dalla radio di Arbore: «Copiavo a mani basse le idee che sentivo da Arbore ad “Alto Gradimento”».

Anche l’imbianchino tra i lavori della gavetta

Prima del successo, Forest ha svolto anche il mestiere di imbianchino per aiutare la famiglia: «D’estate, per aiutare in casa e portare qualche soldo in famiglia. Sono anche molto bravo, se ha bisogno di imbiancare casa, me lo dica che vengo».

Ricorda un’epoca in cui il lavoro era più complicato anche per l’assenza di strumenti oggi comuni: «All’epoca era dura, non c’era ancora lo scotch di carta, la più grande invenzione del secolo scorso».

La gavetta nei cabaret milanesi degli anni Ottanta comprendeva anche serate davanti a pochissime persone. «A volte ti esibivi per due persone».

L’incontro con Arbore e «Indietro tutta»

L’occasione decisiva arriva con un provino per «Indietro tutta», al quale Forest si presenta al posto di un amico. Il ricordo di quel momento è netto: «È stata una grande botta di culo — si può dire botta? —».

Dopo essersi cambiato nei bagni di un grande albergo, porta in scena il suo repertorio da mago scalcinato. Arbore, racconta, lo aiuta a valorizzare le sue caratteristiche: «Arbore, facendomi da spalla, mi tirava fuori il meglio».

Del gruppo di «Indietro tutta» ricorda anche Nino Frassica e il modo di lavorare della trasmissione: «Mi impressionava la capacità di mettere giù una scaletta dettagliata e poi dimenticarsela per andare avanti cazzeggiando».

Il ritorno con la Gialappa’s

Forest ammette di essere stato inizialmente contrario al ritorno della Gialappa’s con «GialappaShow». Non solo non era convinto della possibilità di ripetere i successi del passato, ma racconta: «Non solo non volevo farlo, volevo convincere pure i Gialappi a non farlo. E pensi che io sono quello sveglio del gruppo».

Il rimpianto per il film con Cremonini

Tra le occasioni professionali che Forest ricorda con rimpianto c’è quella legata a Pupi Avati e al film «Il cuore grande delle ragazze», con Cesare Cremonini.

«Mi voleva Pupi Avati per Il cuore grande delle ragazze, il film con Cesare Cremonini, ma avevo già preso l’impegno per “Human Take Control”, uno dei programmi più brutti che ho mai fatto».

La paura prima di salire sul palco

L’ansia legata alla creatività lo accompagna da sempre. «“Farò ridere?”. Poi sali quei gradini per andare sul palco e tutto passa».

Forest descrive la propria capacità di trovare idee attraverso un’immagine che riassume il suo modo di intendere la comicità: «Mi piace pensare che esista una sorta di miniera delle cazzate, dove tu ti metti un caschetto, entri, scavi e poi qualcosa, una cazzata, salta sempre fuori».

«Il Malloppo», una nuova tappa

L’intervista al Corriere della Sera restituisce così il percorso di un comico partito dalle radio libere e dal cabaret, passato attraverso la televisione e approdato ora a un nuovo ruolo cinematografico. In «Il Malloppo», Forest porta sul grande schermo il suo personaggio di detective inadeguato, affiancato da Max Angioni e alle prese con Diego Abatantuono.

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