Lucio Corsi torna con una nuova canzone e racconta perché, dopo il successo di Sanremo, ha scelto di allontanarsi temporaneamente dai riflettori. In un’intervista a Rockol il cantautore toscano parla del nuovo singolo Napoleone Buonanotte, in uscita venerdì 30 ottobre, del lavoro sul prossimo album e dei concerti nei palasport previsti tra novembre e dicembre.
Al centro della conversazione c’è soprattutto il valore della solitudine, che Corsi considera indispensabile per scrivere e ritrovare nuove idee. Un’esigenza che lo ha portato a trascorrere gli ultimi mesi in uno studio di registrazione a Milano, lontano dalla continua esposizione sui social.
Lucio Corsi dopo Sanremo: perché ha scelto di allontanarsi dai riflettori
Il 2025 ha rappresentato un momento importante nella carriera di Lucio Corsi. La partecipazione al Festival di Sanremo con Volevo essere un duro gli ha permesso di raggiungere un pubblico molto più ampio, dando il via a un periodo ricco di concerti e impegni.
Dopo il tour europeo, però, il cantautore ha deciso di rallentare e dedicarsi alla preparazione di nuova musica.
Nell’intervista a Rockol spiega che un artista ha bisogno anche di fermarsi, senza sentirsi obbligato a mantenere costantemente alta la propria visibilità.
«Però non può essere sempre come l’anno scorso: serve anche tempo per fermarsi, per scrivere, per trovare idee, per reinventarsi. Anche dopo i live mi riprenderò lo spazio che mi serve per trovare delle idee».
La decisione non nasce da una perdita di interesse per i concerti, ma dalla volontà di ritrovare il tempo necessario alla scrittura.
Il nuovo studio a Milano con Tommaso Ottomano
Negli ultimi mesi Corsi ha lavorato insieme a Tommaso Ottomano alla sistemazione di un vecchio studio jazz degli anni Settanta, situato a Milano.
I due hanno recuperato lo spazio intervenendo personalmente su diversi elementi, dal pavimento alla postazione di regia, per trasformarlo in un ambiente nel quale poter registrare liberamente.
«Dopo il tour europeo abbiamo preso questo studio con Tommaso e abbiamo iniziato a risistemarlo: qua possiamo registrare quando ci pare, senza le ore contate».
Nello studio trovano posto un pianoforte a coda, chitarre, un Wurlitzer e altri strumenti. È proprio qui che il cantautore ha iniziato a sviluppare le nuove composizioni.
La possibilità di lavorare senza limiti di orario rappresenta per lui un elemento importante, perché permette di sperimentare e registrare quando arriva l’ispirazione.
“Napoleone Buonanotte”, una canzone d’amore dedicata alla solitudine
Il primo brano registrato nel nuovo studio è “Napoleone Buonanotte”, il singolo in uscita il 30 ottobre 2026.
La canzone è stata utilizzata inizialmente anche per verificare le caratteristiche sonore dell’ambiente, ma il risultato ha convinto Corsi e Ottomano.
Nell’intervista, l’artista spiega il significato del pezzo e il legame con la propria esperienza personale.
«“Napoleone Buonanotte” è una canzone d’amore per la solitudine, con una presa di coscienza del proprio amore per un certo tipo di vita».
Il brano racconta un personaggio che attraversa esperienze, cambiamenti e sconfitte, fino a riscoprire il valore della propria dimensione individuale.
L’immaginario scelto è quello di un Napoleone lontano dalla tradizionale rappresentazione storica, trasformato in una figura decadente e vicina all’estetica glam rock.
Il Napoleone glam rock e il legame con la campagna
Per spiegare la canzone, Lucio Corsi torna con la memoria alla propria infanzia in Maremma.
Crescere in campagna, lontano dai centri abitati, lo ha abituato fin da piccolo a trascorrere molto tempo da solo.
Quella condizione, che per altri potrebbe rappresentare un limite, è diventata una parte fondamentale del suo modo di vivere e creare.
«A me la solitudine è sempre mancata quando non l’avevo, perché mi porta a poter scrivere, a dedicarmi alla musica profondamente».
Nel personaggio di Napoleone, Corsi ha trovato un’immagine capace di rappresentare partenze, battaglie, successi e sconfitte.
La figura storica viene così reinterpretata attraverso la fantasia, diventando il protagonista di una canzone che riflette sul rapporto tra cambiamento e ritorno alle proprie origini.
Il successo non ha cambiato il modo di scrivere di Lucio Corsi
La notorietà raggiunta dopo Sanremo non sembra aver modificato le abitudini del cantautore.
Corsi racconta di continuare a frequentare le stesse persone con cui condivideva la musica prima del successo, tra cui Tommaso Ottomano, Francis Delacroix e i componenti della sua band.
Anche il rapporto con la scrittura è rimasto invariato. L’artista non vuole costruire le canzoni cercando di soddisfare un pubblico più ampio, ma preferisce seguire il proprio gusto musicale.
«E di sicuro quando scrivo non penso al fatto che la canzone che sto scrivendo debba intercettare i gusti di più tipologie di orecchie. Sarebbe un errore, devo prima di tutto soddisfare le mie di orecchie».
Una scelta che conferma la volontà di mantenere una propria identità artistica, senza lasciarsi condizionare dai risultati ottenuti.
Lucio Corsi e i social: perché preferisce non raccontare tutto
Nell’intervista a Rockol emerge anche il rapporto particolare di Corsi con i social network.
Il cantautore ammette di non sentirsi a proprio agio nel documentare continuamente ciò che fa, soprattutto mentre sta lavorando a qualcosa di nuovo.
Pur riconoscendo che la promozione fa parte della professione, preferisce mantenere una certa distanza dalla necessità di condividere ogni momento.
«Non sono mica buono a raccontare le cose su internet mentre le faccio».
È anche per questo che lo studio milanese è rimasto lontano dall’attenzione del pubblico durante i mesi dedicati alla sua sistemazione.
Per Corsi, la possibilità di non mostrarsi continuamente rappresenta una forma di libertà, coerente con il bisogno di concentrazione che accompagna il suo processo creativo.
Dai piccoli bar ai palasport: «Ogni palco ha la stessa dignità»
Tra novembre e dicembre Lucio Corsi debutterà nei palasport italiani, affrontando una dimensione diversa rispetto ai concerti nei club.
Il cantautore considera questi appuntamenti un’occasione per imparare a costruire spettacoli più articolati, sperimentando nuove soluzioni tecniche e sceniche.
Nonostante ciò, continua a sentirsi particolarmente legato agli ambienti più piccoli.
«Preferisco i luoghi piccoli perché quando sali sul palco e sei già sudato vuol dire che ti divertirai un sacco da lì a poco».
Proprio per mantenere il contatto con questa dimensione, ha organizzato alcune prove aperte nei bar, con l’intenzione di ripetere l’esperienza anche a Roma e Firenze.
Gli appuntamenti permettono alla band di suonare in spazi raccolti e di prepararsi ai grandi concerti senza perdere il rapporto diretto con il pubblico.
Il debutto nei palasport e la voglia di provare canzoni inedite
I concerti nei palasport serviranno anche a sperimentare nuove composizioni.
Corsi considera il palco un luogo importante per capire come funzionano le canzoni, anche prima della loro pubblicazione ufficiale.
Per questo non esclude di inserire nella scaletta alcuni brani ancora inediti, nonostante il rischio che possano circolare attraverso le registrazioni del pubblico.
Le date del tour Lucio Corsi – Palasport 2026 sono:
- 27 novembre 2026: Firenze, Nelson Mandela Forum.
- 5 dicembre 2026: Roma, Palazzo dello Sport.
- 11 dicembre 2026: Milano, Unipol Forum.
Per il cantautore sarà un’esperienza utile anche sul piano professionale, perché gli consentirà di confrontarsi con una produzione più complessa rispetto a quella dei locali di dimensioni ridotte.
Gli abiti di scena e il rapporto con i personaggi delle sue canzoni
Il personaggio di Napoleone avrà anche una propria rappresentazione visiva, attraverso un costume che il cantautore conserva già nel nuovo studio.
Per Corsi, tuttavia, gli abiti di scena non sono semplici elementi decorativi.
Il loro valore nasce dall’utilizzo durante i concerti, dall’usura e dai ricordi che finiscono per accumulare.
Nell’intervista racconta che alcuni dei suoi vestiti sono ormai molto consumati, così come gli strumenti che lo accompagnano da anni.
Tra questi c’è una chitarra acustica che presenta due buchi nel legno, provocati dalle continue plettrate.
Corsi non considera questi segni un difetto da nascondere, ma una testimonianza dell’esperienza vissuta sul palco.
Anche il costume di Napoleone, quindi, sarà destinato a trasformarsi concerto dopo concerto.
Quando uscirà il prossimo album di Lucio Corsi?
Il nuovo disco è ancora in fase di lavorazione e non ha una data di pubblicazione.
Alla domanda sui tempi necessari per completarlo, il cantautore risponde inizialmente con ironia:
«Cinque anni!».
Poi chiarisce che sta già lavorando a diverse canzoni, ma che intende dedicarsi maggiormente al progetto dopo i concerti nei palasport.
Non vuole fissare nuovi impegni dal vivo subito dopo la tournée, proprio per evitare di ritrovarsi nuovamente senza il tempo necessario per comporre.
«Dopo questi live nei palazzetti non mi sono dato appuntamenti: se no corri dietro ad altre cose. Invece mi serve un po’ di concentrazione sulle cose nuove, senza ansia».
Il nuovo album nascerà quindi senza una scadenza precisa, seguendo un metodo di lavoro che Corsi continua a considerare fondamentale.
Tra il ritorno con Napoleone Buonanotte e il debutto nei palasport, il cantautore si prepara a vivere un’altra fase della carriera, mantenendo al centro la scrittura, la sperimentazione e quella solitudine che, come ha raccontato a Rockol, gli permette di dedicarsi profondamente alla musica.