Luca Zingaretti sarà protagonista di Il metodo Paraldi, crime drama tratto dai romanzi di Fabrizio Roncone e diretto da Giuseppe Gagliardi, in arrivo nel 2027 su Paramount+. In un’intervista al Corriere della Sera, l’attore ha raccontato il personaggio di Marco Paraldi, ex giornalista diventato vinaio ma ancora incapace di rinunciare all’istinto dell’inchiesta.
«Ho amato subito Marco Paraldi perché è un uomo libero. Per difendere la sua libertà di cronista perde il lavoro in redazione. È autentico, retto, ma ha un caratterino testardo, a tratti insopportabile».
Un ex cronista che continua a indagare
Paraldi ha lasciato il giornalismo e gestisce una vineria, ma davanti a un mistero irrisolto il richiamo dell’indagine resta irresistibile. Zingaretti lo descrive come un personaggio pieno di contraddizioni, capace di alternare sicurezza e fragilità.
«Se sei un cronista di razza puoi anche ritirarti e aprire una vineria, ma l’adrenalina dell’indagine ti mancherà sempre, come l’ossigeno. Difficile resistere di fronte a un crimine irrisolto, al giallo di una persona scomparsa o a un omicidio».
L’attore ha ricordato anche un dettaglio della propria giovinezza: prima di scegliere definitivamente la recitazione aveva pensato proprio al giornalismo, iscrivendosi a Lettere e frequentando anche un corso.
«Nessun paragone con Montalbano»
Il ritorno a un personaggio alle prese con indagini potrebbe evocare inevitabilmente il commissario Montalbano, ma Zingaretti respinge qualsiasi accostamento.
«Ma per favore non facciamo paragoni impossibili con Montalbano. Non si possono accomunare dei ruoli solo perché magari vestono di blu o affrontano un’indagine».
Paraldi si occupa soprattutto delle storie di chi ha meno strumenti per difendersi. «Cerca giustizia per loro», spiega l’attore parlando di un uomo allergico ai potenti e alle ingiustizie.
Una Roma tra potere e umanità
La serie, composta da otto episodi, viene girata a Roma. Nella vineria di Paraldi si incrociano personaggi appartenenti a mondi molto diversi: dal ricettatore alla nobildonna, dal prelato al prete delle borgate, fino a un agente dei servizi segreti e a un’anziana maitresse.
«Sono personaggi spesso legati al suo passato da cronista d’assalto», racconta Zingaretti, descrivendo una Roma fatta di classi sociali, potere e umanità differenti.
Il protagonista, però, non viene trasformato in un eroe senza difetti. «Dopo il Covid siamo tutti più cinici. Dovevamo uscirne migliori e invece siamo più disillusi. Paraldi è un uomo vero, con pregi e debolezze, che affronta sfide esterne mentre tenta di rimarginare le sue ferite interiori, di godersi le vittorie e di curare le proprie sconfitte».