Anche le leggende devono fare i conti con il tempo. E questa volta i numeri non lasciano spazio alle interpretazioni: per la prima volta in carriera LeBron James non sarà inserito in uno dei quintetti ideali All-NBA. Un evento storico, che segna un passaggio simbolico nella straordinaria parabola del fuoriclasse dei Los Angeles Lakers.
La regola delle 65 partite spezza la striscia
L’assenza nell’ultima gara contro gli Spurs, a causa di un’artrite al piede sinistro, ha avuto conseguenze definitive: LeBron non potrà raggiungere il minimo di 65 partite stagionali richiesto dalla NBA per essere eleggibile ai premi individuali.
A 41 anni, nella sua 23ª stagione – la più lunga di sempre nella lega – James interrompe così una serie impressionante di 21 selezioni consecutive nei quintetti All-NBA. Un record di continuità che sembrava intoccabile.
Già a inizio stagione, l’infortunio al nervo sciatico che lo aveva costretto a saltare 14 partite consecutive aveva compromesso la sua corsa. Oggi arriva la conferma matematica di quella che è una svolta epocale nella carriera del numero 23.
Numeri in calo e nuovi scenari
LeBron sta viaggiando a 21,8 punti di media, il dato più basso dalla sua stagione da rookie. Un segnale evidente di un rendimento ancora competitivo ma lontano dai picchi dominanti del passato.
L’allenatore dei Lakers, JJ Redick, ha commentato indirettamente la norma delle 65 partite, introdotta dalla NBA nella stagione 2023-2024 per limitare i riposi programmati delle stelle:
“Credo sia giusto avere una linea guida per chi vota. Ricordo che il primo anno in cui ho votato c’erano diversi giocatori tra le 54 e le 56 partite”, ha spiegato il tecnico.
Non è l’unica serie che si interrompe per James. A dicembre si era fermata anche la straordinaria striscia di partite in doppia cifra iniziata nel 2007: 1.297 gare consecutive, 6.057 giorni, quasi vent’anni senza scendere sotto i 10 punti. Una continuità irreale, chiusa simbolicamente con un assist decisivo a Rui Hachimura per la tripla della vittoria contro Toronto.
Il futuro dei Lakers guarda a Doncic
LeBron parteciperà comunque all’All-Star Game di Los Angeles, ma per il secondo anno consecutivo non sarà protagonista come in passato: l’anno scorso non giocò per infortunio dopo 20 presenze consecutive, e quest’anno non è stato scelto nel quintetto titolare.
Intanto il futuro dei Lakers sembra orientato verso Luka Doncic. Lo sloveno è destinato a diventare il leader unico della franchigia quando, a giugno, scadrà il contratto di James. I gialloviola non hanno ancora presentato un’offerta di rinnovo, concentrati sulla costruzione di un presente e di un domani attorno all’ex Mavericks.
Troppe “prime volte” tutte insieme per un giocatore che ha costruito la propria carriera sull’eccezionalità. LeBron ha sempre parlato del “Padre Tempo” come dell’unico vero avversario imbattibile. Oggi, più che mai, sembra che quella sfida stia entrando nella sua fase decisiva.
