La notte del 23 febbraio 2026 resterà impressa negli annali della pallacanestro: nonostante la sconfitta dei Los Angeles Lakers contro i Boston Celtics, LeBron James ha superato la soglia dei 43.000 punti segnati in carriera, confermandosi come il massimo realizzatore nella storia della NBA. Con 41 anni, l’ala veterana continua a dimostrare una longevità e un livello di rendimento fuori dal comune.
Un traguardo che sfida il tempo
Con i 20 punti messi a segno nell’ultima partita, LeBron ha raggiunto quota 43.008 punti, staccando di quasi 5.000 lunghezze il secondo classificato, Kareem Abdul-Jabbar, fermo a 38.387 punti. Un distacco che rende quasi impensabile il raggiungimento di questo record da parte delle generazioni future. Seguono nella top 5 dei migliori marcatori della storia Karl Malone (36.928), Kobe Bryant (33.643) e Michael Jordan (32.292), tutti nomi che hanno segnato epoche diverse della pallacanestro mondiale.
La presenza di una leggenda
Il traguardo di LeBron è stato celebrato anche da chi lo ha preceduto: Kareem Abdul-Jabbar era infatti presente al Crypto.com Arena per partecipare all’omaggio a Pat Riley, leggenda dei Lakers con quattro titoli da allenatore e uno da giocatore. La serata ha visto l’inaugurazione di una statua in bronzo di Riley, alta quasi 2,5 metri e dal peso di 230 kg, simbolo di una carriera leggendaria e di un legame indissolubile con la franchigia californiana.
Record che resteranno nella memoria
Le cifre raggiunte da LeBron James non rappresentano solo un primato individuale, ma un’icona di costanza e talento ineguagliabile. La combinazione di tecnica, dedizione e longevità lo ha reso un modello non solo per i compagni di squadra, ma per intere generazioni di appassionati e futuri campioni della NBA. Ogni punto segnato aggiunge un tassello alla sua leggenda, rendendo sempre più difficile immaginare un record così distante da chiunque altro nella storia del basket.