Juventus-Napoli, Massimo Mauro: «Due squadre ancora malate. Un’altra sconfitta sarebbe un bel problema per la Juve»

A Kiss Kiss Play Sport su Radio Kiss Kiss, Massimo Mauro analizza Juventus-Napoli senza risparmiare critiche ai bianconeri: dalla mancanza di personalità alle responsabilità dei calciatori, fino al giudizio su Spalletti e De Bruyne.

«Mi sembra che siano tutte e due ancora molto malate». Massimo Mauro non usa giri di parole per descrivere il momento di Juventus e Napoli, attese da uno scontro diretto particolarmente delicato. L’ex calciatore, intervenuto a Kiss Kiss Play Sport su Radio Kiss Kiss, nella trasmissione condotta da Carmine Martino e Giorgia Rossi, ha analizzato le difficoltà dei bianconeri, la gestione di Luciano Spalletti e la ripresa degli azzurri, soffermandosi anche sul peso delle responsabilità individuali e sul ruolo di Kevin De Bruyne.

Juventus, Mauro: «Quando si cercano continuamente alibi diventa difficile»

Il primo argomento affrontato riguarda la situazione della Juventus e la scelta di ricorrere al ritiro per cercare maggiore compattezza.

«I ritiri sono cose da squadre che di solito non sono in forma. Quando le cose vanno male si fa il ritiro», ha osservato Mauro, spostando però l’attenzione sui problemi dello spogliatoio: «La verità è che quando si arriva a fare scaricabarile oppure a trovare continuamente alibi diventa difficile».

Secondo l’ex calciatore, la reazione deve partire dall’atteggiamento in campo: «Se sei una grande squadra devi tirare fuori un po’ di personalità. Devi avere la capacità di andare in campo e fare le cose semplici, perché ti fanno fare le cose giuste».

«La personalità si compra, servono giocatori che l’abbiano già dimostrata»

Giorgia Rossi ha chiesto a Mauro se la personalità possa essere allenata, anche alla luce delle difficoltà attraversate da diversi giocatori bianconeri.

«Io credo che si compri la personalità. Si compra prendendo giocatori buoni, giocatori di un certo livello, che hanno dimostrato di averla. Poi, se compri giovani, devi aiutarli a indossare una maglia pesantissima come quella della Juventus o del Napoli».

Mauro ha apprezzato l’atteggiamento di Spalletti: «Ho ammirato Spalletti perché non trova scuse negli infortunati, eppure sono giocatori importanti».

Poi la critica ai singoli: «Quelli che sono arrivati non mi sembrano giocatori di grande personalità e quelli che sono alla Juventus da qualche anno l’hanno un po’ smarrita. Mi riferisco a McKennie, Cambiasso, Bremer: giocatori che hanno fatto vedere di essere molto bravi, ma che in queste prime partite hanno steccato quasi tutte».

Moduli e attaccanti: «Se manca l’intensità puoi giocare anche con un pullman davanti alla porta»

Sulle possibili modifiche tattiche della Juventus, Mauro ha ridimensionato l’importanza degli schemi e delle combinazioni offensive.

«Se l’intensità è quella messa contro il Genoa, puoi giocare anche con un pullman davanti alla porta e prendi gol».

L’ex centrocampista ha insistito: «I numeri, 3-5-2 o 4-4-2, sono insignificanti se non riesci a mettere in campo le qualità principali per fare una partita. Non perché non vuoi, ma perché c’è un’altra squadra che ne mette un po’ più di te e tu non hai la capacità di reagire. Questo di solito non è da giocatori di grande squadra».

Napoli, Mauro su De Bruyne: «Può giocare dappertutto, ha un’intelligenza tattica straordinaria»

Il discorso si è poi spostato sul Napoli e sul contributo di Kevin De Bruyne alla costruzione del gioco.

«È stato uno dei migliori giocatori al mondo, quindi ha l’intelligenza tattica per stare in tutte le zone del campo. Ha la capacità di giocare a due tocchi, vede il gioco, può giocare dappertutto», ha spiegato Mauro.

L’ex calciatore ha però invitato a non considerare superate le difficoltà degli azzurri: «Anche il Napoli ha avuto un sacco di guai. La vittoria col Monza non è la soluzione di tutti i problemi. L’avversario conta».

«Alla Juventus c’è malumore, ma i gol li fanno i calciatori»

Una sconfitta nello scontro diretto avrebbe conseguenze soprattutto per i bianconeri, secondo Mauro.

«Sarebbe un bel problema, perché alla Juve è difficile gestire un’altra sconfitta. Credo che il Napoli viva tempi buoni tra tifosi, società e allenatore. Alla Juve no. Vivo a Torino e c’è già un po’ di malumore».

Infine, una riflessione sulle responsabilità attribuite a Spalletti: «Io dico sempre che l’allenatore nelle vittorie conta il 30% e nelle sconfitte conta il 30%. Chi va in campo sono i giocatori, gli allenatori non fanno i gol».

«Sono stati bravi a far sembrare il loro lavoro la cosa più importante del mondo, ma non è così. I gol li fanno i calciatori, quindi la responsabilità è dei calciatori».

Un richiamo diretto alla squadra, chiamata secondo Mauro a trovare soprattutto personalità e intensità, indipendentemente dalle scelte dell’allenatore.

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