La sfida tra Juventus e Atalanta si avvicina e il clima in casa bianconera è carico di aspettative. Gianni Balzarini di SportMediaset, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss per analizzare il momento della Juve, il valore della vittoria in Europa League e le prospettive per la partita contro l’Atalanta.
Juventus, la vittoria in Europa League e il morale della squadra
Gianni Balzarini ha sottolineato quanto fosse importante per la Juventus ottenere una vittoria convincente contro il NEC in Europa League. “Mi aspetto un approccio simile a quello visto contro il NEC, poi è chiaro che bisogna fare le dovute proporzioni, però la Juve ha bisogno di vivere una serata così. Non che fosse in discussione il fatto che potesse battere il NEC, ma era importante che lo battesse in questa maniera. Tre gol nel primo tempo, due nel secondo, perché sai, vinci 1-0, 2-0, magari becchi il 2-1, sì hai vinto, però i problemi restano, anzi si amplificano. E invece per il morale dei giocatori, per un discorso di autostima dei giocatori, c’era bisogno di vivere una serata come questa, che non significa ovviamente che adesso la Juve riuscirà a vivere lo stesso tipo di serata contro l’Atalanta, perché l’avversario è decisamente più forte, perché l’avversario viene da due sconfitte consecutive se non vado errato, l’ultima in casa col Cagliari, e perché comunque è ben allenata.”
Balzarini ha poi ricordato come la Juventus abbia bisogno di continuità e di risultati per ritrovare fiducia, soprattutto dopo la sconfitta contro il Sassuolo che ancora pesa nell’ambiente bianconero. “Per il morale dei giocatori, per un discorso di autostima dei giocatori, c’era bisogno di vivere una serata come questa”, ha ribadito il giornalista.
Il caso Woltemade: un talento da scoprire in Serie A
Durante l’intervista con Giorgia Rossi e Carmine Martino, Balzarini si è soffermato anche su Woltemade, giovane calciatore che ha attirato l’attenzione per il suo percorso particolare e le sue caratteristiche fisiche. “Ma guarda, è un giocatore strano da decifrare, perché quando entra in campo e lo vedi muoversi così, effettivamente ti chiedi se il calcio era veramente il suo destino. Adesso non voglio esagerare, però vedi questa stazza, questa statura, questo corpo comunque filiforme, perché non è particolarmente dotato muscolarmente. Poi dopo lo vedi toccare il pallone e lo tocca bene. Quindi è una specie di prodigio della natura, nel senso che il pallone lo tocca molto bene. L’altra cosa invece di rimando negativa, così alto non ha elevazione di testa. E qui la sfida a migliorare è il corpo di testa, è un paradosso. Però io credo che sotto la cura di Spalletti possa far vedere cose interessanti.”
Spalletti e l’ombra di Conte: la gestione della pressione
Un altro tema affrontato durante l’intervista è stato quello dell’influenza di Antonio Conte sull’ambiente Juventus e, in particolare, su Luciano Spalletti. “Conte con la Juve aveva fatto un contratto di tre anni, ma ha fatto un contratto a tempo indeterminato come ‘ombra’. Praticamente lui sarà sempre l’ombra di qualcuno, sempre, vita natural durante. Però Spalletti credo che sia una persona molto navigata, l’ha dimostrato anche nell’ultima conferenza stampa quando è stato evocato l’argomento direttamente. A questa età, con l’esperienza che ha, penso che veramente non si faccia influenzare più di tanto da quelle che sono sostanzialmente voci, perché non ci sono trattative, non c’è nulla assolutamente di concreto. Poi, è chiaro, sapete bene anche voi che poi parlano i risultati sul campo. Se quest’anno la Juve non dovesse centrare almeno l’obiettivo di tornare in Champions, le valutazioni vanno fatte, è ovvio. Questo è normale, ma vale per tutti.”