Crescere significa anche imparare ad accettare un corpo che cambia, soprattutto quando le aspettative degli altri sembrano impossibili da soddisfare. È questo il tema centrale di Il corsetto, il nuovo film d’animazione diretto da Louis Clichy, presentato al Festival di Cannes 2026 e selezionato per Alice nella Città. Ambientato nella campagna francese tra gli anni Ottanta e Novanta, il lungometraggio racconta le difficoltà di un bambino costretto a indossare un busto ortopedico, trasformando una vicenda personale in una storia di formazione, amicizia e scoperta della propria identità.
Il corsetto, la trama del film
Protagonista della storia è Christophe, un bambino di circa dieci anni che vive con la famiglia in una fattoria nella regione francese della Beauce. La sua quotidianità è condizionata dal rapporto con il padre Jean, un uomo severo e poco incline a comprenderne la sensibilità, dal quale il figlio cerca continuamente un’approvazione che fatica a ottenere.
A complicare ulteriormente la situazione sono alcuni problemi fisici che compromettono il suo equilibrio. Christophe comincia infatti a piegarsi improvvisamente e a cadere nei momenti più impensati, durante le lezioni, a tavola e persino mentre si trova sul trattore di famiglia.
Dopo una visita medica gli viene prescritto un corsetto ortopedico di ferro, necessario per mantenere la schiena dritta. Quello che dovrebbe aiutarlo diventa però una costrizione difficile da sopportare, obbligandolo a confrontarsi con nuove limitazioni proprio mentre cerca di trovare il proprio posto nel mondo.
La musica e l’amicizia cambiano la vita di Christophe
Il percorso del protagonista non si esaurisce nelle difficoltà fisiche e familiari. Nonostante il disagio provocato dal corsetto, Christophe comincia gradualmente a scoprire interessi e rapporti capaci di offrirgli una prospettiva diversa.
Un ruolo importante viene assunto dalla musica, alla quale si avvicina grazie al maestro Michel e alla scoperta di un organo in chiesa. Nel frattempo, l’incontro con Clara, una coetanea dal carattere ribelle, introduce nella sua vita una nuova amicizia.
Attraverso queste esperienze il bambino inizia a comprendere che non deve necessariamente corrispondere alle aspettative paterne per trovare una propria strada.
Louis Clichy, da Asterix a una storia personale
Alla regia troviamo Louis Clichy, già conosciuto per aver diretto insieme ad Alexandre Astier i film d’animazione Asterix e il regno degli dei e Asterix e il segreto della pozione magica.
Con Il corsetto, il regista sceglie però un racconto più intimo, ispirato anche alla propria esperienza personale. Clichy è cresciuto in una famiglia di agricoltori e ha raccontato di aver dovuto indossare un busto ortopedico durante l’adolescenza.
Questi ricordi diventano il punto di partenza di una storia che affronta la fragilità fisica senza ridurre il protagonista alla sua condizione, lasciando spazio alla fantasia e al desiderio di indipendenza.
Il cast vocale e il riconoscimento a Cannes
Il film, il cui titolo originale è Le Corset, è una produzione francese della durata di circa 90 minuti. La sceneggiatura è firmata da Louis Clichy e Franck Salomé, mentre tra gli interpreti vocali figurano Gary Clichy, Rod Paradot, Brune Moulin, Aurélie Vassort, Alexandre Astier e Jean-Pascal Zadi.
Presentato nella sezione Un Certain Regard del Festival di Cannes 2026, il lungometraggio ha conquistato il Premio speciale della giuria, ottenendo un importante riconoscimento internazionale.
Il corsetto, quando esce al cinema
Dopo il percorso festivaliero, Il corsetto è arrivato nelle sale francesi il 14 ottobre 2026. In Italia il film è stato selezionato per Alice nella Città, nell’ambito degli appuntamenti cinematografici romani di ottobre.
Al momento non risulta confermata una data di distribuzione nazionale nei cinema italiani.
Con uno stile d’animazione personale e una storia che unisce disagio, ironia e scoperta di sé, Louis Clichy propone un racconto nel quale il corsetto diventa molto più di uno strumento medico: rappresenta le costrizioni che Christophe deve affrontare, ma anche il punto di partenza per imparare a guardare il mondo con occhi nuovi.