Honda spiazzata dalle parole di Newey: “Perché parla a nome dei piloti?”

Honda replica alle critiche di Adrian Newey sulle vibrazioni del motore Aston Martin: il presidente Koji Watanabe dice di non avere dati che confermino gli effetti fisici sui piloti.

Le dichiarazioni di Adrian Newey sulle forti vibrazioni del motore Honda che equipaggia l’Aston Martin hanno acceso il dibattito nel paddock di Formula 1. A intervenire sulla questione è stato Koji Watanabe, presidente di Honda Racing, che ha espresso sorpresa per le parole del tecnico britannico, soprattutto per il fatto che abbia parlato a nome dei piloti.

Nei giorni scorsi, Newey aveva lanciato un allarme riguardo ai possibili effetti fisici delle vibrazioni sull’equipaggio dell’Aston Martin, in particolare su Fernando Alonso e Lance Stroll. Le sue dichiarazioni hanno fatto rapidamente il giro del mondo, attirando l’attenzione sulla nuova power unit giapponese.

Le parole di Newey che hanno acceso la polemica

Durante una conferenza stampa, il progettista dell’Aston Martin aveva spiegato che le vibrazioni generate dal motore stanno creando diversi problemi alla monoposto, non solo a livello tecnico ma anche per i piloti:

“Queste vibrazioni stanno causando alcuni problemi di affidabilità, come la caduta dei retrovisori, tra le altre cose, che dobbiamo risolvere. Ma il problema più importante è che la vibrazione si trasmette infine alle mani del pilota”, aveva spiegato Newey.

Il tecnico aveva poi citato direttamente le sensazioni dei piloti:

“Per questo Fernando Alonso pensa di non poter fare più di 25 giri consecutivi prima di correre il rischio di subire danni nervosi permanenti alle mani. Lance pensa di non poter fare più di 15 giri prima di raggiungere quella soglia.”

Parole molto forti che hanno inevitabilmente messo sotto i riflettori il lavoro del reparto motori Honda.

La replica di Honda: “Non abbiamo dati su questi effetti”

Koji Watanabe ha risposto alle dichiarazioni con toni prudenti ma chiaramente perplessi. Il dirigente giapponese ha spiegato che, al momento, non esistono dati concreti che dimostrino gli effetti fisici citati da Newey:

“Abbiamo sentito commenti sul fatto che i piloti siano esposti a vibrazioni, ma non disponiamo di dati numerici. Non abbiamo idea di quante vibrazioni siano effettivamente sopportate da un pilota né se abbiano effetti fisici su di lui.”

Secondo il presidente di Honda Racing, il punto più sorprendente della vicenda è stato proprio il fatto che Newey abbia parlato direttamente a nome dei piloti:

“Una cosa sarebbe se il pilota stesso dicesse qualcosa di intuitivo che solo lui potrebbe capire, ma sono un po’ sconcertato dal motivo per cui Newey abbia parlato a loro nome.”

Le sensazioni dei piloti

In realtà, anche i piloti dell’Aston Martin avevano accennato al problema delle vibrazioni. Lance Stroll, ad esempio, aveva descritto la sensazione provata al volante con parole molto dure, paragonandola a:

“Essere elettrificato su una sedia elettrica.”

Anche Fernando Alonso aveva confermato che le vibrazioni si percepiscono chiaramente nell’abitacolo. Lo spagnolo aveva spiegato:

“L’effetto principale è l’intorpidimento di mani, piedi e di tutto il corpo durante la guida.”

Tuttavia, il due volte campione del mondo aveva sottolineato che il problema più grande resta quello tecnico, legato alla resistenza delle batterie e alla possibilità di completare la gara senza guasti.

I problemi tecnici dell’Aston Martin

Le vibrazioni del motore Honda sono infatti alla base di diversi problemi di affidabilità della nuova monoposto AMR26. Il fenomeno è stato individuato già durante i primi test stagionali, quando gli ingegneri si sono resi conto che il movimento anomalo del motore si trasmette all’intera vettura.

Quando il propulsore vibra, anche la carrozzeria e i componenti montati su di essa iniziano a oscillare, con conseguenze su batterie, elettronica e altri elementi della monoposto.

Proprio i problemi alle batterie hanno condizionato anche il weekend del Gran Premio d’Australia, dove Aston Martin aveva a disposizione solo quattro unità totali.

L’obiettivo: risolvere i problemi prima della Cina

Gli ingegneri Honda stanno ora lavorando per ridurre le vibrazioni e migliorare la durata delle batterie in vista delle prossime gare del Mondiale.

Secondo il responsabile tecnico del progetto, i dati raccolti nell’ultimo weekend mostrano segnali incoraggianti:

“Le vibrazioni della batteria stanno diminuendo progressivamente, il che ci dà fiducia di poter fare ulteriori passi avanti.”

L’obiettivo è arrivare alla prossima gara con una monoposto più affidabile e capace di completare la distanza di gara senza compromettere le prestazioni. In un campionato che si preannuncia molto competitivo, ogni dettaglio tecnico può fare la differenza.

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