Hen – Storia di una gallina: al cinema un film che fa ridere e riflettere

Il nuovo film di György Pálfi, 'Hen – Storia di una gallina', racconta le avventure di una gallina in fuga, offrendo una prospettiva unica sulle dinamiche umane e animali.

Con “Hen – Storia di una gallina”, il regista ungherese György Pálfi costruisce un racconto insolito e sorprendente, scegliendo come protagonista assoluta una gallina nera in fuga da un allevamento intensivo. Il film segue il suo percorso tra strade, mercati, aree di servizio e ambienti dominati dagli esseri umani, trasformando una semplice evasione in un’odissea fatta di pericoli, incontri e istinto di sopravvivenza.

La narrazione è sviluppata quasi interamente dal punto di vista dell’animale, una scelta che cambia radicalmente la prospettiva dello spettatore e permette di osservare il mondo umano attraverso occhi estranei, vulnerabili ma anche incredibilmente determinati.

Una protagonista senza parole ma ricca di espressività

Il film rinuncia ai dialoghi tradizionali e punta tutto sulla forza delle immagini, del montaggio e del linguaggio cinematografico. La gallina protagonista non parla e non viene umanizzata attraverso effetti digitali, eppure riesce a trasmettere emozioni, paura, tensione e persino ironia.

Pálfi utilizza tecniche visive che richiamano il cinema muto e l’animazione classica per suggerire pensieri e stati d’animo senza bisogno di spiegazioni esplicite. Il risultato è un racconto immersivo che alterna momenti di comicità a situazioni più dure e drammatiche, mantenendo costante il coinvolgimento emotivo.

Otto galline vere per creare un personaggio unico

Uno degli aspetti più particolari della produzione riguarda la scelta di lavorare esclusivamente con animali reali. Per interpretare la protagonista sono state utilizzate otto galline diverse, addestrate nei mesi precedenti alle riprese per familiarizzare con troupe, luci e macchina da presa.

Le galline, rese simili tra loro attraverso piccoli accorgimenti estetici, si alternavano durante le scene perché la loro capacità di concentrazione davanti alla camera era molto limitata. Le sessioni di ripresa non superavano infatti i 20 o 30 minuti consecutivi, obbligando il team a organizzare il lavoro in modo estremamente preciso.

Questa decisione ha permesso al film di evitare completamente la CGI, puntando invece su autenticità e naturalezza.

Tra favola nera, thriller e satira sociale

“Hen – Storia di una gallina” non si limita a essere un racconto animale. Dietro la vicenda della protagonista emergono temi più ampi legati alla libertà, alla violenza, alla sopraffazione e alla difficoltà di trovare il proprio posto in un mondo governato da logiche di potere.

Nel corso della fuga compaiono anche personaggi umani coinvolti in tensioni familiari, criminalità e rapporti conflittuali, ma il film mantiene sempre la gallina al centro della scena. Gli esseri umani diventano quasi figure di sfondo, osservate da una prospettiva estranea che ne mette in evidenza contraddizioni e crudeltà.

L’opera alterna registri differenti: da una parte il tono da favola surreale, dall’altra elementi da thriller e cinema d’azione che accompagnano continuamente il percorso della protagonista.

Un progetto europeo fuori dagli schemi

Realizzato come coproduzione tra Germania, Grecia e Ungheria, il film è arrivato nelle sale italiane il 28 maggio 2026 dopo essere stato presentato in importanti festival internazionali.

Con una durata di 96 minuti, il lungometraggio conferma lo stile autoriale di György Pálfi, già noto per opere provocatorie e sperimentali. Anche in questo caso il regista sceglie di lavorare ai margini delle convenzioni narrative tradizionali, costruendo un’esperienza cinematografica che unisce realismo, simbolismo e osservazione sociale.

Il cast umano tra criminalità e tensioni familiari

Accanto alla protagonista animale si muovono diversi personaggi umani che contribuiscono a definire il contesto della storia. Tra questi spicca Ioannis, ex proprietario del ristorante Panorama, interpretato da Yannis Kokiasmenos. Attorno a lui si sviluppano relazioni complicate che coinvolgono familiari, criminali e figure marginali.

Nel cast figurano anche Maria Diakopanayotou, Argyris Pantazaras, Machmout Bamerni, Antonis Kafetzopoulos e Antonis Tsiotsiopoulos.

Un film che riflette sul rapporto tra uomini e animali

Attraverso il viaggio della sua protagonista, “Hen – Storia di una gallina” propone anche una riflessione sul modo in cui gli esseri umani trattano gli animali e sul rapporto di dominio esercitato nei loro confronti.

La storia mette in scena allevamenti intensivi, cattività, sfruttamento e sopravvivenza senza trasformarsi apertamente in un manifesto, ma lasciando che siano le immagini e le situazioni a suggerire il significato più profondo del racconto.

La forza del film sta proprio nella capacità di creare empatia attraverso un animale comune, trasformando una gallina in una figura cinematografica sorprendentemente intensa e memorabile.

Un esperimento cinematografico che punta tutto sul linguaggio visivo

L’aspetto più sorprendente dell’opera resta probabilmente la sua costruzione cinematografica. Pálfi dimostra come il cinema possa creare emozione e partecipazione anche senza dialoghi o protagonisti umani tradizionali.

Attraverso inquadrature, suoni, movimenti di macchina e montaggio, il regista costruisce l’illusione che la gallina reciti davvero e abbia una precisa interiorità. Una sfida tecnica e narrativa che rende “Hen – Storia di una gallina” uno dei progetti più particolari e audaci arrivati al cinema nel 2026.

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