Il dolore per la perdita della sorella Stella, scomparsa nel luglio 2022, pochi giorni dopo la diagnosi del suo tumore, è diventato una nuova composizione musicale. Giovanni Allevi torna a raccontare uno dei periodi più difficili della propria vita e lo fa in un’intervista rilasciata a Maria Volpe per il Corriere della Sera. Il compositore presenta la Sinfonia del Tempo Perduto, un’opera dedicata alla sorella che sarà eseguita mercoledì 14 ottobre 2026 alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano.
Giovanni Allevi e la morte della sorella Stella: il dolore dopo la diagnosi
Nel giugno 2022, al termine di un concerto a Vienna, Giovanni Allevi aveva avvertito dolori molto intensi. Gli accertamenti avevano portato alla diagnosi di mieloma multiplo. Poche settimane dopo, la scomparsa della sorella Stella, morta a 57 anni.
«In pochi giorni ho conosciuto il buio, l’esistenza nella sua veste più cruda», racconta il compositore nell’intervista.
Un doppio trauma che inizialmente non era riuscito a elaborare. Allevi spiega di aver cercato di mantenere il controllo delle proprie emozioni, senza riuscire a piangere.
Determinante è stato l’intervento di una psichiatra dell’Istituto dei Tumori, che lo ha incoraggiato a intraprendere un percorso di sostegno psicologico.
Il legame con Stella e le ultime parole prima della morte
Quattro anni più grande di Giovanni, Stella era una musicista e filosofa esperta di bioetica. I due fratelli condividevano la passione per la musica e mantenevano un rapporto quotidiano.
Durante l’infanzia avevano trascorso molto tempo insieme, giocando all’aperto e suonando il pianoforte a quattro mani.
Quando Stella aveva saputo della malattia del fratello, gli aveva rivolto poche parole, rimaste impresse nella sua memoria: «Facciamoci forza».
La sorella era stata anche un sostegno fondamentale nei momenti in cui Allevi si era trovato ad affrontare le critiche del mondo accademico.
«La sua voce io la sento dentro nel cuore, il dialogo non si è mai interrotto», confida il musicista.
Giovanni Allevi e il rimpianto più grande: «Non aver detto a mia sorella ti voglio bene»
Tra i passaggi più emozionanti dell’intervista emerge il rimpianto per un sentimento mai espresso apertamente.
Alla domanda su cosa avrebbe voluto fare diversamente, Allevi risponde: «Non aver detto a mia sorella “ti voglio bene”. Credo colga tutte le persone che hanno subìto una perdita».
La mancanza di Stella continua a manifestarsi soprattutto nella quotidianità, nei messaggi che i due si scambiavano e nelle conversazioni che non possono più avere.
Sinfonia del Tempo Perduto, il dolore trasformato in musica
La nuova composizione dura circa dieci minuti ed è articolata in un unico movimento. Attraverso la musica, Allevi ripercorre la sofferenza della perdita, ma anche i ricordi felici condivisi con la sorella.
«E dal buio ha origine la melodia straziante, l’urlo di dolore che ho compresso per tre anni, ora manifestato in musica. Ma la disperazione cede il passo al ricordo dell’infanzia».
Il compositore spiega che la nascita dell’opera non è stata una scelta razionale, ma il risultato di un processo emotivo.
«La musica è stata la mia Madeleine. Ha aperto un interruttore dentro di me».
La sinfonia attraversa sentimenti contrastanti, dalla disperazione alla ricerca di una nuova serenità, fino a lasciare spazio alla speranza.
La malattia e una nuova consapevolezza: l’amore per la vita
Il percorso affrontato negli ultimi quattro anni ha modificato profondamente il modo in cui Allevi guarda alla vita.
Nonostante il dolore fisico cronico e l’incertezza legata alla malattia, il musicista racconta di aver sviluppato una maggiore sensibilità verso la sofferenza degli altri.
«Il dolore aumenta la consapevolezza del dolore degli altri. Mi ha reso più compassionevole, anche se ci sono punti interrogativi che non offrono risposta».
Nell’intervista ricorda anche l’incontro, durante una visita all’Istituto dei Tumori, con una donna preoccupata per il figlio di nove anni. Un momento di profonda commozione, culminato in un abbraccio e nelle lacrime condivise.
Giovanni Allevi torna al Conservatorio di Milano il 14 ottobre
Dopo il debutto in Germania, la Sinfonia del Tempo Perduto sarà eseguita mercoledì 14 ottobre alla Sala Verdi del Conservatorio di Milano dalla NWD Philharmonie, diretta da Jonathan Bloxham.
Il programma comprenderà anche la Settima Sinfonia di Beethoven.
Per Allevi il ritorno al Conservatorio assume un significato particolare, considerando le difficoltà vissute in passato nel rapporto con il mondo musicale accademico.
Il compositore, tuttavia, respinge qualsiasi interpretazione legata a una possibile rivincita.
«No nè sfida, nè rivincita. Sono profondamente commosso di vedere eseguita la mia Sinfonia nella Sala Verdi del Conservatorio, con la Società dei Concerti di Milano: la mia musica ha ritrovato la sua casa».
Un ritorno alle origini che coincide con una nuova fase personale e artistica, nella quale il ricordo di Stella continua a vivere attraverso la musica.
