La notizia del presunto figlio adottivo di Raffaella Carrà ha suscitato grande sorpresa, soprattutto tra chi ha conosciuto da vicino la showgirl. Giancarlo Magalli, amico della Carrà, ha commentato la vicenda nel corso di un’intervista al Corriere della Sera, manifestando dubbi e perplessità: “Il figlio segreto di Raffaella? Mai sentito nominare. Ho saputo del fatto come tutti, leggendo. E il mio telefono per tutto il pomeriggio non ha smesso di squillare. Non lo so, mi pare molto strano. Non le ho davvero mai sentito fare il suo nome”.
Secondo le ricostruzioni recenti, la showgirl avrebbe adottato Gian Luca Pelloni Bulzoni, indicato come unico erede e già collaboratore. La notizia è stata confermata dalla Fondazione Carrà, che ha spiegato come l’adozione sia finalizzata a garantire la continuità delle attività dell’artista.
L’adozione sorprende Magalli: “Complicata e non è da lei”
Il conduttore ha anche espresso perplessità sulla procedura stessa di adozione, sottolineandone la complessità e la natura insolita per la personalità della Carrà: “Questa cosa dell’adozione poi è la cosa che mi stupisce di più – ha affermato – Perché adottare un figlio è un’impresa. Complicata, burocratica, costosa. E non ce la vedo, Raffaella. Non era tipo da imbarcarsi in questo genere di faccende”.
Magalli ha aggiunto che, sebbene l’ipotesi di documenti a conferma dell’adozione sia possibile, rimangono molte domande sul perché proprio Pelloni Bulzoni sia stato scelto come erede: “Se davvero ci sono le carte che lo provano va bene così. Ipoteticamente può averlo adottato. È tutto possibile. Però si è sempre pensato che gli eredi fossero i figli di Renzo. Raffaella gli voleva davvero molto bene, gli era affezionata”.
Dubbio sul ruolo di manager
Oltre all’adozione, Magalli ha posto in evidenza la discrepanza tra quanto riportato dai media e la realtà dei rapporti professionali della Carrà: “Se è così, non mi è stato mai presentato in questa veste. Di manager di Raffaella ne ho sempre e solo conosciuto uno, ovvero Angelo Perrone. Per tutti, al suo fianco, c’era solo lui. Raffaella l’ho sempre vista da sola o con Perrone. Anche quando l’ho incontrata al funerale di Gianni Boncompagni, lei era con lui. E non con questo Gian Luca”.
Queste osservazioni mettono in luce come il presunto ruolo manageriale di Pelloni Bulzoni sia sconosciuto a chi ha condiviso anni di lavoro e rapporti personali con la Carrà.
L’assenza nelle occasioni pubbliche
Magalli ricorda diversi momenti pubblici condivisi con Raffaella Carrà, sottolineando l’assenza di Pelloni Bulzoni accanto a lei: “Quando capitava di incontrarla era sempre da sola oppure con Perrone. Ricordo anche il funerale di Gianni Boncompagni, lei era con lui, non con questa persona”. Per il conduttore, questa discrepanza rafforza il senso di sorpresa rispetto alle notizie circolate.
Un legame lungo decenni
Il racconto di Magalli include anche il lungo rapporto professionale e personale con la showgirl, iniziato nei primi anni Ottanta: lavorando come autore televisivo, contribuì alla nascita del programma Pronto, Raffaella? e firmò testi per alcune canzoni della Carrà. L’amicizia e la collaborazione si consolidarono anche a livello personale, con la vendita dell’appartamento romano di Magalli alla showgirl, che negli anni ampliò la proprietà con altre unità abitative.