Durante la trasmissione Good Morning Kiss Kiss, condotta da Max e Max su Radio Kiss Kiss, il giornalista esperto di Esteri Giampiero Gramaglia è intervenuto per commentare le recenti dichiarazioni di Donald Trump sulla guerra in Iran. Gramaglia ha analizzato la situazione attuale del conflitto e le possibili conseguenze delle parole dell’ex presidente americano.
Trump dichiara la guerra in Iran “praticamente conclusa”: cosa significa davvero?
Nel corso dell’intervista, i conduttori hanno chiesto a Gismpiero Gramaglia quanto sia realistica l’affermazione di Trump secondo cui la guerra in Iran sarebbe “praticamente conclusa”. Gramaglia ha risposto: “Intanto è durata già un giorno di più di quella che era durata la guerra del giugno scorso, la guerra dei 12 giorni. Oggi siamo al tredicesimo. Però Trump pare essersene effettivamente già stancato. Si stanca in fretta, devo dire, in genere di tutto”. Il giornalista ha sottolineato come l’attenzione di Trump e dell’opinione pubblica americana sia rivolta più al prezzo della benzina che al conteggio delle vittime: “Gli americani hanno appena visto più di 4 euro al gallone, che è molto meno che da noi, perché un gallone sono quasi 4 litri. Però insomma, i 4 euro sono la cosa che agli americani li manda ai matti. Se la benzina costa 4 dollari al gallone è troppo. E questo preoccupa anche Trump, che ha fretta di fare finire la guerra”.
Gramaglia ha poi aggiunto: “A lui basta dire, ho vinto e quindi finiamo. Ho raggiunto tutti i miei obiettivi. Poi uno gli può dire, ma quali? Hai cambiato regime? No. Hai distrutto la capacità dell’Iran di mandare missili? No, perché li continuano a mandare. Hai distrutto le capacità nucleari? Ce l’avevi già raccontato 9 mesi fa? Adesso ce lo racconti, ma forse tra 9 mesi non sarà più vero. Però questo non ha importanza. Sappiamo che il rapporto tra la verità dei fatti e le parole di Trump è molto labile”.
Le possibili conseguenze delle dichiarazioni di Trump
Alla domanda su cosa potrebbe accadere dopo una dichiarazione di vittoria da parte di Trump, Gramaglia ha spiegato: “Israele continuerà la sua guerra in Libano, perché questo l’ha già detto. In Iran probabilmente, a parte la ricostruzione, a parte i morti, a parte le 175 bambine della scuola elementare che sono andate, a parte tutto questo, in Iran il regime della nuova guida suprema cercherà di gestire la situazione, sarà stato facilitato probabilmente in parte dal fatto che l’ostilità, l’astio, l’odio dell’opinione pubblica si rivolgerà più a quelli che gli hanno tirato le bombe addosso che al fronte interno, magari se la prenderanno un po’ con le minoranze che si sono agitate in questo momento”.
Gramaglia ha quindi ipotizzato che la situazione potrebbe tornare simile a quella precedente al conflitto: “Sì, poi magari fra nove mesi scopriremo che bisogna di nuovo attaccare l’Iran, ma magari fra nove mesi Trump avrà un po’ meno di poteri perché il voto dei midterm potrebbe averglieli tolti”.
Il ruolo del petrolio e le prospettive future
Nel finale dell’intervista, Max e Max hanno sottolineato come le recenti guerre abbiano coinvolto i principali produttori di petrolio al mondo: “Così giusto per fare un po’ di polemica, vediamo la terzo produttore qual è, così sappiamo la prossima guerra”.
L’intervista si è chiusa con una riflessione sul legame tra conflitti e interessi energetici, tema che continua a influenzare gli equilibri internazionali. Un confronto che ha offerto agli ascoltatori uno sguardo più ampio sulle dinamiche della crisi e sulle possibili evoluzioni dello scenario globale.