La nuova stagione di GialappaShow riparte da lunedì 30 marzo su Tv8 con un ritorno atteso dal pubblico e una novità di rilievo: la presenza di Jovanotti come co-conduttore d’eccezione. Alla vigilia del debutto, Giorgio Gherarducci e Marco Santin si sono raccontati in un’intervista al Corriere della Sera, ripercorrendo il “divorzio” da Mediaset, il successo del programma e le reazioni alle loro celebri parodie.
Il rapporto con Mediaset e le parole su Pier Silvio Berlusconi
Il passaggio da Mediaset a Sky resta uno dei temi centrali del racconto. I Gialappi ricordano gli anni del rapporto con il Biscione e spiegano così la rottura, citando direttamente Pier Silvio Berlusconi:
“Pier Silvio Berlusconi si è sentito tradito da noi ma la verità è che non ci offrivano più niente, solo tre puntate di un Mai dire gol con vecchi comici: noi volevamo fare un programma nuovo”.
Gherarducci aggiunge una riflessione più ampia sul cambiamento televisivo: la necessità di “sperimentare” e non ripetersi, anche a costo di lasciare una casa storica della loro carriera.
Sky e la libertà creativa: “volevamo continuare a sperimentare”
Nel nuovo contesto editoriale, i Gialappi sottolineano la differenza rispetto al passato e il maggiore spazio creativo trovato a Sky. Il successo del format è arrivato rapidamente, grazie a un mix di parodie e nuovi talenti comici.
Marco Santin racconta anche il rovescio della medaglia:
“Siamo contenti, l’unica cosa è che stiamo lavorando di più adesso di quando avevamo trent’anni, non so se vada bene…”.
Un paradosso che fotografa una seconda giovinezza professionale, ma anche un ritmo produttivo più intenso rispetto al passato.
De Martino, le parodie e le reazioni: “versioni discordanti”
Uno dei temi più virali riguarda le imitazioni e la loro ricezione da parte dei diretti interessati, in particolare Stefano De Martino.
Alla domanda su come abbia reagito il conduttore all’imitazione, i Gialappi rispondono con cautela e ironia:
“Eh, ci sono versioni discordanti, ufficialmente non sappiamo niente”.
Poi aggiungono una battuta che apre a un’idea televisiva:
“Magari potremmo chiedergli di fare il co-conduttore di una puntata”.
Santin rilancia anche la suggestione, pur riconoscendo le difficoltà organizzative: “Sarebbe bello, anche se con chi ha un impegno quotidiano in Rai non è semplice”.
Il mondo delle parodie: tra like, critiche e reazioni social
Le imitazioni del programma continuano a generare reazioni molto diverse tra i personaggi coinvolti. Alcuni, raccontano i Gialappi, reagiscono con entusiasmo:
“Cremonini ci mette like, Achille Lauro ci ha detto che ha apprezzato…”
Altri invece non gradiscono affatto il risultato, come nel caso di Monica Setta, che secondo il duo avrebbe reagito in modo molto duro:
“Sì, Monica Setta è avvelenata. È vero che la sua è una parodia cattivella, ma se l’è presa più per come l’abbiamo caricaturizzata nell’aspetto che per il nostro vero obiettivo”.
Il confine tra satira e sensibilità personale resta quindi uno dei temi più delicati del programma.
Il rimpianto Zalone e i grandi incontri mancati
Spazio anche ai ricordi e ai rimpianti di carriera. Tra questi, uno in particolare riguarda Checco Zalone:
“Appena lo abbiamo visto abbiamo riconosciuto il fenomeno, ma era già a Zelig. Però lo abbiamo sfiorato”.
Gherarducci racconta anche i contatti telefonici con l’artista prima del suo grande successo cinematografico, ma le trattative si arenarono poco prima della svolta decisiva.
Costanzo, Ventura e il patrimonio della TV italiana
Nel lungo elenco di collaborazioni e incontri, i Gialappi citano anche figure storiche della televisione come Maurizio Costanzo e Simona Ventura.
Un mondo televisivo che, raccontano, li ha spesso cercati e coinvolti in progetti e inviti, anche attraverso modalità insolite, come nel caso dei tentativi di portarli al Costanzo Show:
“Ci faceva chiamare da chiunque, anche da vecchi parenti che non sentivi da anni e alla fine della telefonata ti dicevano: ‘Ma non è che andresti al Costanzo Show?’”.
Un ritorno tra continuità e nuove ambizioni
Il ritorno di GialappaShow rappresenta quindi una nuova fase per il trio creativo, tra conferme e ambizioni rinnovate. La presenza di Jovanotti, il successo delle parodie e la continuità del format confermano la solidità del progetto, mentre i Gialappi rivendicano ancora una volta la loro identità: sperimentare, cambiare e non ripetersi mai.
