Il progetto inseguito per diciassette anni da George Lucas sta per diventare realtà. Il Lucas Museum of Narrative Art aprirà ufficialmente il 22 settembre 2026 a Exposition Park, Los Angeles. Nato dalla visione del creatore di Star Wars e della moglie Mellody Hobson, il museo è costato oltre un miliardo di dollari e sarà interamente dedicato alla narrazione visiva, mettendo sullo stesso piano cinema, pittura, fumetto, illustrazione, murales e immagini della cultura popolare.
Un progetto inseguito per diciassette anni
Le origini del museo affondano nella passione per l’arte che George Lucas coltiva fin dagli anni da studente. Nel tempo il regista ha raccolto opere, disegni, bozzetti, illustrazioni e testimonianze della cultura popolare, costruendo il nucleo di quella che sarebbe diventata la collezione dell’istituzione.
Il percorso per arrivare all’apertura, però, è stato particolarmente lungo. I primi tentativi risalgono all’inizio degli anni Dieci e hanno coinvolto prima San Francisco e successivamente Chicago. Solo nel 2017 la scelta definitiva è ricaduta su Los Angeles.
Lucas ha definito questo cammino “quasi impossibile”: tra ipotesi tramontate, rinvii progettuali e ostacoli amministrativi sono trascorsi diciassette anni. La sola costruzione dell’edificio ha richiesto praticamente otto anni.
Un edificio sospeso nel cuore di Exposition Park
Il museo è stato progettato da Ma Yansong di MAD Architects insieme a Stantec e si estende su circa 300.000 piedi quadrati, equivalenti a quasi 28.000 metri quadrati. Attorno all’edificio si sviluppa un campus di 13 acri progettato da Mia Lehrer dello Studio-MLA.
La stessa architettura è pensata come parte dell’esperienza narrativa. La struttura, dalle linee curve e continue, sembra sospesa sul terreno e può ricordare una navicella spaziale, una nuvola o una grande formazione naturale. L’edificio tocca il suolo soltanto in alcuni punti, lasciando spazio a un’ampia area pubblica centrale.
A caratterizzare l’esterno sono più di 1.200 pannelli differenti realizzati in polimero rinforzato con fibra di vetro, materiale scelto per la sua leggerezza e per la possibilità di ottenere superfici curve.
Trenta gallerie senza divisioni tradizionali
All’interno trovano posto 30 gallerie tematiche, oltre a due teatri, una biblioteca, ambienti educativi, un ristorante, un caffè e spazi destinati alle attività della comunità.
La scelta espositiva si allontana dalla struttura tradizionale dei musei. Le opere non vengono infatti suddivise rigidamente per epoche, movimenti o discipline artistiche. Il percorso è costruito attorno a grandi temi come l’amore, il lavoro, la comunità, l’infanzia e la fantasia.
L’obiettivo è far emergere ciò che le immagini raccontano, indipendentemente dal supporto attraverso il quale quelle storie sono state realizzate.
Oltre 40mila opere, da Star Wars a Frida Kahlo
La collezione comprende più di 40.000 opere raccolte nel corso degli anni da George Lucas e Mellody Hobson, anche se soltanto una parte sarà presentata al pubblico al momento dell’inaugurazione.
Non sarà, dunque, semplicemente un museo dedicato a Star Wars. I materiali legati alla saga occuperanno circa il 7% dello spazio espositivo e comprenderanno modelli, costumi e bozzetti. Accanto a questi troveranno posto opere di artisti come Frida Kahlo, Norman Rockwell, Andy Warhol, Banksy e Kadir Nelson.
Nella raccolta figurano anche materiali riconducibili a Indiana Jones, inseriti in un percorso molto più ampio dedicato alle differenti forme attraverso le quali immagini e arte hanno raccontato storie.
Tra arte considerata “alta” e cultura popolare
Uno dei punti centrali del progetto è proprio il superamento delle gerarchie tradizionali. Un dipinto, un fumetto, un’illustrazione commerciale o un’immagine cinematografica possono condividere lo stesso spazio se contribuiscono a raccontare un’esperienza, un personaggio o un momento della società.
Il museo prova così a mettere in discussione la separazione tra la cosiddetta arte “alta” e le forme visive nate all’interno della cultura popolare. Al centro non c’è il prestigio attribuito al mezzo utilizzato, ma la sua capacità di costruire un racconto.
Biglietti da 25 dollari e ingresso gratuito per i più giovani
La posizione scelta, nel quartiere di South Los Angeles, accompagna anche la volontà di rendere il museo accessibile a un pubblico ampio.
Il biglietto per gli adulti costerà 25 dollari, mentre l’ingresso sarà gratuito per i ragazzi fino a 17 anni, per i possessori di carta EBT, per i militari in servizio e per altre categorie previste.
Il museo con cui Lucas vuole cambiare il modo di guardare le immagini
Con l’apertura del 22 settembre, George Lucas porta quindi a compimento un progetto che va molto oltre l’universo cinematografico che lo ha reso celebre.
Il Lucas Museum of Narrative Art nasce con l’ambizione di attribuire lo stesso valore narrativo a linguaggi che per molto tempo sono stati collocati su livelli differenti. Cinema, fumetti, illustrazioni, pittura e cultura popolare diventano parti di un unico percorso: quello delle immagini utilizzate dall’uomo per raccontare storie.