Il 5 settembre 2026 Freddie Mercury avrebbe compiuto 80 anni. Nato Farrokh Bulsara il 5 settembre 1946 a Stone Town, Zanzibar, il frontman dei Queen resta una delle figure più influenti della storia del rock. Dall’infanzia tra Zanzibar e India al trasferimento in Inghilterra, fino alla nascita dei Queen con Brian May, Roger Taylor e John Deacon, la sua carriera è stata segnata da una continua ricerca musicale. Dieci momenti aiutano a raccontarne il percorso.
Bohemian Rhapsody, la rivoluzione del 1975
Con Bohemian Rhapsody Mercury rompe le regole della canzone pop: quasi sei minuti, atmosfere che cambiano continuamente, rock, ballata e opera fuse insieme. Il brano diventa uno dei simboli assoluti dei Queen.
Somebody to Love, il gospel dei Queen
Nel 1976 arriva Somebody to Love, costruita su armonie vocali ispirate al gospel. È una delle interpretazioni più intense di Mercury, sospesa tra bisogno d’amore e interrogativi personali.
We Are the Champions, l’inno degli stadi
Un anno dopo Mercury firma We Are the Champions. Pensata per il rapporto diretto con il pubblico, diventa presto una delle canzoni più cantate negli stadi e negli eventi sportivi.
Radio Ga Ga, il dialogo con il pubblico
Nel 1984 Radio Ga Ga, scritta da Roger Taylor, offre a Mercury un altro grande momento dal vivo. Il doppio battito di mani coinvolge intere platee e diventa parte integrante dello spettacolo dei Queen.
I Want to Break Free, libertà e provocazione
Sempre nel 1984 arriva I Want to Break Free, firmata da John Deacon. Il celebre video con i componenti della band travestiti da personaggi ispirati a una soap britannica rafforza il carattere provocatorio e anticonvenzionale del gruppo.
Live Aid, venti minuti entrati nella storia
Il 13 luglio 1985 Mercury domina il palco di Wembley durante il Live Aid. In circa venti minuti guida oltre 70mila persone tra Bohemian Rhapsody, Radio Ga Ga e il celebre dialogo vocale con il pubblico. È uno dei momenti più ricordati della sua carriera.
Who Wants to Live Forever, il tempo e il destino
Nel 1986 Who Wants to Live Forever, legata al film Highlander, porta i Queen verso toni più solenni e malinconici. Il brano riflette sul tempo, sulla mortalità e sulla perdita.
Live at Wembley, Freddie re del palco
Le due date del 1986 al Wembley Stadium fissano definitivamente l’immagine di Mercury come grande frontman: giacca gialla, corona, scettro e una capacità scenica capace di tenere insieme decine di migliaia di spettatori.
Barcelona, l’incontro con Montserrat Caballé
Nel 1988 Mercury realizza uno dei suoi progetti più ambiziosi: Barcelona, duetto con il soprano Montserrat Caballé. Rock e lirica si incontrano in una collaborazione diventata poi simbolicamente legata alle Olimpiadi di Barcellona del 1992.
The Show Must Go On, l’ultimo grande messaggio
Nel 1991, con le condizioni di salute ormai compromesse, Mercury registra The Show Must Go On, scritta principalmente da Brian May. La sua interpretazione trasforma il brano in un simbolo di resistenza artistica.
Freddie Mercury morì il 24 novembre 1991, il giorno dopo aver reso pubblica la sua malattia. A 80 anni dalla nascita, Bohemian Rhapsody, Somebody to Love, We Are the Champions, Radio Ga Ga e le altre canzoni continuano a tenere viva una voce che ha superato la propria epoca.