Si chiude con la vittoria di I See Buildings Fall Like Lightning la ventunesima edizione della Festa del Cinema di Roma. Il film diretto da Clio Barnard ha ottenuto il riconoscimento più importante del concorso Progressive Cinema, al termine della cerimonia ospitata nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.
L’opera racconta le difficoltà di un gruppo di amici trentenni nella Birmingham contemporanea, tra trasformazioni urbane, precarietà e legami personali. Alla pellicola è andato anche il premio per la migliore interpretazione maschile, assegnato ad Anthony Boyle ex aequo con Paolo Pierobon.
A scegliere i vincitori è stata la giuria internazionale presieduta dal regista Jan Komasa, affiancato da Alice Braga, Saja Kilani, Carlos Marques-Marcet e Alessio Rigo de Righi.
Paolo Pierobon miglior attore, Victoria Luengo premiata per Sants
Tra i protagonisti della serata figura l’italiano Paolo Pierobon, premiato per la sua interpretazione nel film Brianza di Simone Catania. L’attore ha condiviso il riconoscimento con Anthony Boyle, protagonista dell’opera vincitrice.
Il premio alla migliore attrice è stato invece assegnato a Victoria Luengo per Sants, diretto da Mikel Gurrea. Il Gran Premio della Giuria è andato a The Life and Deaths of Wilson Shedd di Tim Blake Nelson, mentre Rafiki Fariala ha conquistato il premio per la migliore regia grazie a Congo Boy.
Per la sceneggiatura sono stati premiati Abia Castillo, Diego Rabasa e Diego Luna per Ceniza en la boca. Il Premio speciale della Giuria è stato attribuito alla famiglia Al Mawla per Yesterday the Eye Didn’t Sleep.
Kasia Smutniak conquista il pubblico con Mustang
Un altro importante riconoscimento riguarda Kasia Smutniak, che con Mustang ha ottenuto il Premio del Pubblico Terna, condividendolo ex aequo con Congo Boy di Rafiki Fariala.
Il risultato conferma l’apprezzamento degli spettatori, chiamati a esprimere direttamente le proprie preferenze dopo le proiezioni. Per Congo Boy si tratta del secondo riconoscimento della manifestazione, dopo quello assegnato al regista.
Migliore opera prima e documentario: tutti gli altri premi
Il premio per la migliore opera prima è stato assegnato a Clementine Orange di Lisa Forslund, mentre una menzione speciale è andata a El tren fluvial, diretto da Lorenzo Ferro e Lucas A. Vignale.
Nella categoria documentari ha prevalso Dans la gueule de l’ogre di Mahsa Karampour, con una menzione speciale per Un hiver russe di Patric Chiha.
Durante la manifestazione sono stati inoltre conferiti riconoscimenti alla carriera a Javier Bardem e Julianne Moore, mentre Tessa Ross ha ricevuto il premio dedicato al contributo all’industria cinematografica. Premiati anche Anthony Ippolito, Nicola Piovani ed Emmanuel Marre, quest’ultimo per Notre salut.
Alice nella città 2026, vince Everytime di Sandra Wollner
Spazio anche ai riconoscimenti di Alice nella città, la manifestazione parallela dedicata alle nuove generazioni. Il premio per il miglior film è stato assegnato a Everytime di Sandra Wollner, mentre Senza chiedere permesso di Giacomo Mazzariol ha conquistato il riconoscimento principale della sezione Panorama Italia.
Il premio del pubblico della stessa sezione è andato a Figli perduti di Lorenzo Maria Chierici, con Matteo Oscar Giuggioli premiato anche come interprete Under 35.
Festa del Cinema di Roma, un’edizione da quasi 120mila presenze
La manifestazione si conclude con 119.788 presenze complessive, 527 proiezioni e 194 film provenienti da 55 Paesi. Numeri che accompagnano un’edizione caratterizzata da una partecipazione significativa e da numerosi riconoscimenti internazionali.
A dominare il palmarès resta I See Buildings Fall Like Lightning, ma tra i risultati più importanti per il cinema italiano spiccano i premi ottenuti da Paolo Pierobon e Kasia Smutniak, protagonisti di una serata che ha celebrato opere, interpreti e registi provenienti da tutto il mondo.