Ospite su Rai da Francesca Faldini a “Da noi…A ruota libera”, Fabrizio Moro ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera, partendo da un’infanzia segnata da sogni semplici e strumenti improvvisati. La passione nasce presto, con una chitarra recuperata in cantina e appena tre corde: abbastanza, però, per immaginare un futuro sul palco. Un percorso lungo, costruito passo dopo passo, che lo porterà fino ai successi sul palco del Festival di Sanremo, prima tra le nuove proposte e poi in coppia con Ermal Meta.
Il ruolo decisivo di Pippo Baudo
Tra i momenti chiave del racconto emerge l’incontro con Pippo Baudo, figura determinante nella sua crescita artistica. Moro lo descrive come un punto di svolta assoluto: qualcuno capace di riconoscere il talento al di là delle logiche di mercato. All’epoca lavorava come cameriere e non aveva alcun contratto discografico, ma questo non rappresentò un ostacolo. Baudo, racconta, scelse di puntare su di lui senza esitazioni, trasmettendogli sicurezza e determinazione.
La crisi della musica autorale
Nel corso dell’intervista, il cantautore ha espresso una riflessione amara sul presente del settore musicale. Secondo la sua visione, lo spazio per la musica d’autore si sta progressivamente restringendo: oggi contano soprattutto i numeri, mentre il valore artistico rischia di passare in secondo piano. Senza risultati immediati, sostiene, è difficile ottenere attenzione da parte dell’industria, anche quando si hanno brani di qualità.
Un progetto per i giovani
Proprio da questa consapevolezza nasce il desiderio di restituire qualcosa alle nuove generazioni. Moro immagina un futuro in cui poter aprire una scuola di musica, un luogo dove coltivare talento e passione senza le pressioni del mercato. Un modo per tenere viva quella “fiamma” che, a suo dire, oggi rischia di affievolirsi sempre di più.
L’incontro che lascia il segno
Durante la trasmissione, uno dei momenti più intensi è stato l’incontro con Giorgina, giovane interprete che ha tradotto il brano “Pensa” nella lingua dei segni. Un’esibizione che ha colpito profondamente l’artista, tanto da spingerlo a immaginare una futura collaborazione, invitandola a esibirsi con lui in un concerto a Roma.
Tra palco e fragilità
Attualmente impegnato nello show Canzonissima su Rai 1, Moro ha raccontato anche il lato meno visibile del suo lavoro. Se da un lato il clima del programma è leggero e quasi “scolastico”, dall’altro resta una difficoltà personale nel gestire il momento immediatamente successivo all’esibizione. Dopo aver cantato, ammette, fatica a mantenere lucidità di fronte ai giudizi: una sensazione di smarrimento che lo porta a voler lasciare subito il palco. Un contrasto netto tra la sicurezza dell’artista e la vulnerabilità dell’uomo.

