Dopo un periodo di assenza dalle scene a causa di problemi di salute, Fabio Concato annuncia il suo ritorno sul palco. Il cantautore milanese, 72 anni, ha comunicato che riprenderà i concerti, con una prima data prevista al Teatro Nazionale di Milano l’11 maggio, seguita da un’esibizione all’Auditorium Parco della Musica di Roma il 24 maggio.
La malattia e l’interruzione dei concerti
Nell’agosto del 2025, Concato aveva rivelato ai suoi fan di essere affetto da un tumore, motivo per cui era stato costretto a interrompere la tournée estiva. In un messaggio sui social, aveva scritto: “Cari amici, devo dirvi che sono stato costretto a interrompere i concerti a fine giugno a causa di un tumore. Mi sto curando con molta fiducia e sono tranquillo”. Durante il periodo di cure, il cantautore ha ricevuto numerosi messaggi di sostegno da parte di colleghi e fan, tra cui quelli di Serena Brancale, Malika Ayane e Fiordaliso, che gli hanno inviato parole di affetto e incoraggiamento.
Il percorso di cura e la ripresa
Nel dicembre 2025, Concato aveva aggiornato i suoi fan sulle sue condizioni di salute, dichiarando: “Qualche piccolo intoppo legato alle terapie ma tutto procede bene, sono sereno e ottimista”. In un’intervista a La Repubblica, ha raccontato le sue paure durante la malattia: “Temevo di uscirne stortignaccolo, di dover reimparare a parlare”. Ha inoltre espresso gratitudine verso la sanità pubblica e i medici che lo hanno seguito, sottolineando l’importanza dell’immunoterapia nel suo percorso di cura.
Il ritorno sul palco e i progetti futuri
La decisione di tornare alla musica non è stata immediata. Concato ha confessato: “Fino a un mese fa non sapevo nemmeno se avrei voluto ricominciare”. Tuttavia, il desiderio di esibirsi è riemerso, sebbene con la promessa di adottare ritmi più sostenibili: “In estate mi fermo, non voglio più spremermi come un limone”. Il ritorno a Milano non è casuale, poiché è la città a cui deve tutto. Concato ha sottolineato l’importanza dell’affetto ricevuto dai fan e dai colleghi durante la malattia, citando in particolare Eros Ramazzotti per la sua presenza discreta ma costante.
