F1, Domenicali incorona il Madring: “Sarà un GP unico. Impatto da 450 milioni”

Il CEO della Formula 1 Stefano Domenicali presenta il debutto del Madring tra circuito impegnativo, grande risposta del pubblico, impatto economico e prospettive future per la Formula 1 in Spagna.

La Formula 1 si prepara al debutto del Madring, il nuovo circuito che dall’11 al 13 settembre ospiterà a Madrid il Gran Premio di Spagna. A pochi giorni dal primo weekend sul tracciato, Stefano Domenicali ha fatto il punto sul progetto, sulle caratteristiche della pista e sulle prospettive future.

«C’è moltissima attesa»

Per Domenicali uno degli aspetti più importanti riguarda il coinvolgimento della città. «C’è moltissima attesa a Madrid per questo evento. Ed è quello che vogliamo. È qualcosa di straordinario ed è quello che vogliamo vedere», ha spiegato.

Il CEO della Formula 1 ha anche anticipato il probabile tutto esaurito: «Credo che la notizia che i biglietti sono esauriti arriverà presto. Non so se domani o dopodomani, ma i biglietti sono finiti. Quindi è un buon segnale».

Domenicali ha sottolineato anche la differenza rispetto al passato: «Quando correvamo a Barcellona un paio di anni fa, a Barcellona nessuno sapeva che c’era una gara. E quello era un messaggio sbagliato. Adesso è diverso, grazie a Dio».

Un circuito nuovo e senza margine di errore

Grande curiosità riguarda il Madring, definito dallo stesso Domenicali un circuito particolare. «È una configurazione un po’ atipica, ma questa è precisamente la bellezza di avere qualcosa di nuovo».

La pista, però, si annuncia anche molto impegnativa. «Il circuito non sarà facile. Avete visto durante i test di F2 e F3 molta azione, con le macchine che sfioravano i muri. È un circuito molto esigente e non c’è molto margine per commettere errori».

Secondo Domenicali proprio l’incertezza potrebbe rendere il fine settimana ancora più interessante: «Il primo giorno di prove ci sarà molta azione in pista, perché tutti dovranno scoprire il circuito. Questo apre la possibilità di avere qualifiche e gara incredibili».

«Se sbagli, il conto sarà più alto»

Le numerose bandiere rosse viste durante i test delle categorie inferiori hanno acceso il dibattito sulla difficoltà del tracciato. Domenicali non si è mostrato preoccupato.

«È fantastico perché dimostreranno se i piloti sono abbastanza bravi per i soldi che vengono pagati. Se non sono bravi, forse se ne parlerà con loro», ha scherzato.

Poi ha aggiunto: «Quando vai su un circuito in cui le barriere sono vicine, i piloti devono portare la macchina al limite».

Il rischio di errore sarà concreto: «Qui non c’è spazio per uscire e recuperare. È sicuramente molto difficile e molto esigente». E ancora: «Se commetti un errore, il conto sarà più alto, sicuramente».

La Monumental, il tratto simbolo del Madring

Tra i punti destinati a caratterizzare il circuito c’è la curva sopraelevata chiamata “La Monumental”.

«Credo che sia bellissima», ha detto Domenicali. «Il banking è uno dei segni distintivi di questo circuito».

Il CEO della F1 ha raccontato anche le sensazioni raccolte dai piloti che hanno già provato quel tratto: «Ho parlato con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, che hanno guidato lì, e hanno detto che è piuttosto impressionante perché senti la pressione».

«Madrid non sarà come Valencia»

Uno dei passaggi più netti ha riguardato il paragone con il precedente Gran Premio urbano di Valencia.

«Si tratta di un investimento privato del gruppo IFEMA e non è stato effettuato alcun tipo di grande investimento pubblico da parte della Comunidad de Madrid», ha spiegato Domenicali.

Le stime economiche sono importanti: «Prevediamo un impatto economico sulla città di circa 400-450 milioni di euro, con circa 6.000 posti di lavoro creati, forse anche di più».

E sul confronto con Valencia ha chiarito: «Madrid sarà diversa da Valencia. Le basi sono differenti e per questo non credo sia positivo confrontare la situazione attuale con quella di allora».

Trasporti pubblici e vicinanza all’aeroporto

Un altro punto centrale riguarda la logistica. Domenicali ha evidenziato come il circuito possa essere raggiunto facilmente dal centro della capitale.

«Il 90% dei tifosi, se viene dal centro, può utilizzare il trasporto pubblico».

Una caratteristica ritenuta importante anche dal punto di vista ambientale: «Questo significa minimizzare la complessità logistica e rispettare gli obiettivi di sostenibilità».

La vicinanza con l’aeroporto rappresenta un ulteriore vantaggio. «La logistica è un punto molto importante, perché permette anche di evitare il traffico».

Possibile ritorno dei test in Spagna

Domenicali ha aperto anche alla possibilità di riportare in Spagna alcuni test prestagionali.

Alla domanda sulla possibilità di utilizzare Barcellona o Madrid ha risposto senza esitazioni: «Sì. Sicuramente sì».

Madrid potrebbe dunque diventare una candidata in futuro: «Se Madrid avrà le date o la disponibilità del circuito, oltre a Barcellona, potrebbe potenzialmente essere un luogo dove questo potrebbe accadere».

È invece esclusa una gara aggiuntiva nel 2026: «Se ti riferisci alla possibilità che venga organizzata un’altra gara quest’anno, posso dire categoricamente di no».

Diritti tv, «presto ottime notizie»

Domenicali ha lasciato intendere che novità importanti sono vicine anche per i diritti televisivi della Formula 1 in Spagna.

«State attenti. Non dovrete aspettare troppo», ha detto.

Poi l’anticipazione: «Credo che presto ci saranno notizie interessanti. Molto, molto presto. Ottime notizie».

Il calendario resta confermato fino ad Abu Dhabi

Per quanto riguarda il calendario della stagione, al momento non sono previsti cambiamenti.

«Il calendario è confermato così com’è oggi fino alla fine ad Abu Dhabi. Se succederà qualcosa di nuovo, naturalmente vi terremo informati».

La Formula 1 continua comunque a seguire l’evoluzione della situazione insieme a FIA, promotori e resto del paddock.

Domenicali ha sottolineato anche il momento positivo della categoria: «Lo sport non potrebbe essere in un momento migliore. Abbiamo il dovere di assicurarci che continui a funzionare così».

«Madrid e Barcellona devono essere entrambe forti»

Nel progetto della Formula 1, Madrid non deve essere letta come una sfida politica contro Barcellona.

«Non è una decisione politica per fare una cosa contro l’altra», ha chiarito Domenicali.

L’obiettivo, piuttosto, è rafforzare entrambe le realtà: «Ci piace vedere un Paese unito, ci piace restare fuori dalla politica e vogliamo vedere Barcellona forte e Madrid forte, per il bene del nostro sport».

Il Madring rappresenta quindi per la Formula 1 un esperimento nuovo: circuito ibrido, città coinvolta, collegamenti rapidi e un progetto con un contratto di dieci anni. Un debutto sul quale Domenicali ripone grandi aspettative: «Vedo davanti a noi un’opportunità incredibile per mostrare al mondo quello che la Spagna, come Paese, sta preparando per la Formula 1».

È probabilmente questo il punto che sintetizza meglio la linea di Domenicali: utilizzare Madrid per ampliare il peso della Formula 1 in Spagna, senza cancellare ciò che già esiste. Il Madring rappresenta una scommessa importante, ma anche uno dei progetti attraverso i quali il Circus sta provando a costruire una Formula 1 sempre più vicina alle città, al pubblico e ai nuovi mercati.

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