Hollywood saluta Eva Marie Saint, una delle ultime grandi interpreti dell’età d’oro del cinema americano. L’attrice, premio Oscar per Fronte del porto e indimenticabile protagonista di Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, è morta il 6 ottobre 2026 all’età di 102 anni. Si è spenta per cause naturali nella sua casa di Los Angeles, circondata dalla famiglia e dalle persone a lei più care.
L’addio a Eva Marie Saint
La notizia della morte è stata comunicata dal suo rappresentante. Eva Marie Saint aveva attraversato oltre settant’anni di spettacolo, dividendosi tra cinema, teatro e televisione e mantenendo un legame con la recitazione fino a un’età molto avanzata.
Nata il 4 luglio 1924 a Newark, nel New Jersey, aveva compiuto 102 anni pochi mesi prima della scomparsa. Con la sua morte se ne va una delle ultime testimoni dirette della Hollywood classica.
L’Oscar arrivò con il primo film
Il debutto cinematografico di Eva Marie Saint fu di quelli destinati a entrare immediatamente nella storia. Nel 1954 Elia Kazan la scelse per interpretare Edie Doyle in Fronte del porto, accanto a Marlon Brando.
La sua interpretazione le valse l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Era il suo primo film per il grande schermo e quella prova la impose subito tra le attrici più apprezzate della sua generazione. Fronte del porto conquistò complessivamente otto premi Oscar.
Intrigo internazionale e l’incontro con Hitchcock
Un altro ruolo destinato a definire la sua carriera arrivò nel 1959 con Intrigo internazionale. Alfred Hitchcock la volle nei panni della misteriosa Eve Kendall, al fianco di Cary Grant.
Saint costruì un personaggio elegante, ambiguo e affascinante, molto diverso dalla giovane donna vulnerabile interpretata in Fronte del porto. Il film divenne uno dei grandi classici di Hitchcock e la figura di Eve Kendall rimase tra le immagini più riconoscibili della carriera dell’attrice.
Da Marlon Brando a Cary Grant e Paul Newman
Nel corso degli anni Eva Marie Saint lavorò accanto ad alcuni dei più importanti protagonisti del cinema americano.
Dopo Marlon Brando e Cary Grant arrivarono, tra gli altri, Paul Newman in Exodus, Montgomery Clift, Warren Beatty, Richard Burton e Gregory Peck. La sua filmografia fu relativamente selettiva rispetto alla durata della carriera, anche perché Saint scelse più volte di privilegiare la famiglia rispetto alle richieste dello star system.
Una carriera anche in televisione
Il cinema rappresentò soltanto una parte del suo percorso. Prima ancora di arrivare sul grande schermo, Eva Marie Saint aveva maturato esperienza nella televisione dal vivo e a teatro.
Negli anni successivi continuò a lavorare frequentemente per il piccolo schermo. Nel 1990 conquistò un Emmy grazie alla miniserie People Like Us, aggiungendo un altro importante riconoscimento a una carriera capace di attraversare epoche e linguaggi differenti.
Il ritorno sul grande schermo con Superman Returns
Anche negli ultimi decenni Saint non abbandonò completamente il cinema. Nel 2006 interpretò Martha Kent, madre adottiva di Superman, in Superman Returns.
Tra le sue apparizioni più recenti sul grande schermo ci fu anche Storia d’inverno del 2014. La sua attività proseguì inoltre attraverso lavori televisivi e interpretazioni vocali, dimostrando una longevità professionale rara nel mondo dello spettacolo.
Il matrimonio con Jeffrey Hayden
Accanto alla carriera ci fu una lunga storia personale con il regista Jeffrey Hayden, sposato nel 1951.
Il loro matrimonio durò 65 anni, fino alla morte di Hayden nel 2016. La coppia ebbe due figli. Saint aveva più volte scelto di rallentare l’attività professionale proprio per dedicare maggiore tempo alla famiglia, mantenendosi lontana da alcuni degli eccessi legati alla notorietà hollywoodiana.
Una delle ultime stelle della Hollywood classica
Eva Marie Saint lascia una carriera che ha attraversato generazioni diverse. Dal realismo drammatico di Fronte del porto all’eleganza e alla suspense di Intrigo internazionale, riuscì a legare il proprio nome ad alcuni dei film più importanti degli anni Cinquanta senza restare imprigionata in un solo tipo di personaggio.
Era inoltre la più anziana vincitrice di un premio Oscar ancora in vita. Con la sua scomparsa, a 102 anni, Hollywood perde una delle ultime protagoniste di un’epoca che ha contribuito in maniera decisiva alla storia del cinema americano.