Eros Ramazzotti interviene nel dibattito sulle proteste e sugli scontri che hanno interessato Milano, esprimendo solidarietà a Marracash e agli studenti scesi in piazza. Il cantautore, attraverso un messaggio diffuso il 22 ottobre 2026, ha difeso il diritto di manifestare e di denunciare le disuguaglianze sociali, prendendo però nettamente le distanze dagli episodi di violenza e dalle devastazioni avvenute nel centro della città. Per Ramazzotti è fondamentale distinguere le rivendicazioni dei manifestanti pacifici dalle azioni di chi ha provocato disordini, evitando che queste ultime facciano dimenticare i problemi del Paese.
Eros Ramazzotti difende Marracash: «Sto con chi è sceso in piazza»
Il cantante ha preso posizione dopo le polemiche suscitate dalle dichiarazioni di Marracash, finito al centro delle critiche per il suo intervento sulle proteste milanesi. Ramazzotti ha spiegato di condividere il sostegno del rapper agli studenti e alle loro richieste.
«Sto con Marracash perché sta con gli studenti che sono scesi in piazza per far sentire la propria voce e perché il dissenso è un diritto e va difeso».
Una posizione che riconosce la legittimità della protesta e la necessità di ascoltare chi manifesta, senza confondere le ragioni del dissenso con gli episodi di violenza.
La condanna degli scontri: «Non sto con chi ha devastato la città»
Il sostegno a Marracash non significa, tuttavia, giustificare quanto accaduto durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre, quando gruppi di giovani hanno danneggiato vetrine e attività commerciali nel centro di Milano.
Ramazzotti ha condannato esplicitamente quei comportamenti: «Non sto certamente con quel centinaio di ragazzi che hanno devastato la città e che hanno fatto perdere ragione e attenzione a chi protestava in modo pacifico».
Il cantautore sottolinea così come gli episodi di vandalismo abbiano finito per oscurare le richieste di chi aveva partecipato alle manifestazioni senza ricorrere alla violenza.
Il diritto di parlare delle disuguaglianze anche per gli artisti di successo
Un altro punto sul quale Ramazzotti si trova d’accordo con Marracash riguarda le critiche rivolte agli artisti benestanti che intervengono sulle difficoltà sociali. Il rapper aveva respinto l’idea che il successo economico impedisca di esprimersi sulle ingiustizie, ricordando che la propria storia personale non viene cancellata dalla ricchezza raggiunta.
Anche Ramazzotti condivide questa riflessione: «Sto con lui anche quando dice che quel diritto di esprimersi lo ha anche chi ha più possibilità nella vita, chi si è guadagnato quello che ha con onestà, chi paga le tasse e vive a fronte di quello che succede nel suo paese».
Per il cantante, dunque, la possibilità di prendere posizione sui problemi collettivi non dovrebbe dipendere dalla condizione economica di chi interviene.
Ramazzotti richiama le responsabilità dello Stato
Nelle sue dichiarazioni trova spazio anche una riflessione sul ruolo delle istituzioni e sulla necessità di tutelare i diritti dei cittadini.
«Penso altresì che il mondo non è nostro e il diritto di viverci è di tutti e che sta ad uno stato che lavora solo esclusivamente per il popolo e non per i propri interessi, il dovere di farlo rispettare».
Ramazzotti invita quindi a non ridurre il confronto pubblico alla sola condanna degli scontri, ma a considerare anche le difficoltà economiche e sociali che hanno portato tante persone a manifestare.
Le proteste di Milano e il confronto tra gli artisti
Le parole di Ramazzotti si aggiungono a quelle di numerosi esponenti della musica italiana. Marracash aveva inizialmente scritto che «con le buone non cambi le cose», precisando successivamente di non aver mai incoraggiato la violenza e invitando a interrogarsi sulle ragioni del malessere giovanile.
Anche Ghali aveva chiesto di distinguere chi manifesta pacificamente da chi ricorre alla violenza, mentre Fedez aveva sollevato il tema delle contraddizioni di alcuni artisti che criticano le disuguaglianze pur promuovendo modelli di successo legati al lusso.
Ramazzotti conclude il suo intervento con un richiamo alla necessità di non perdere di vista le questioni che hanno dato origine alle proteste: «Detto questo, concentrarsi solo sui facinorosi dimenticando tutto quello che sta passando il paese, penso che sia la cosa più sbagliata».