Edoardo Bennato: «I più bravi? Zucchero e Jovanotti». Il racconto tra musica, Maradona e nuovi concerti

Edoardo Bennato, in un’intervista al Corriere della Sera, racconta il nuovo tour, ricorda Maradona e indica Zucchero e Jovanotti tra i migliori artisti italiani.

In una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera, Edoardo Bennato ripercorre la sua carriera, parla dei colleghi che stima maggiormente, ricorda Diego Armando Maradona e presenta il nuovo tour “Quando sarò grande”, sei concerti evento che partiranno il 6 luglio da piazza San Marco a Venezia per chiudersi il 18 settembre a Milano.

Il cantautore, tra i pionieri del rock italiano e primo artista capace di riempire quindici stadi consecutivi in un mese, si racconta con il consueto tono ironico e diretto.

Il nuovo tour e i ricordi degli stadi pieni

Guardando al passato, Bennato ha ricordato la stagione dei grandi concerti negli stadi italiani, vissuta da protagonista assoluto.

«Il giorno prima del concerto facevamo sempre una partita a calcio. Ho segnato in tutti gli stadi d’Italia».

Un ricordo che restituisce il clima leggero e travolgente di quegli anni, quando i live del cantante rappresentavano un evento nazionale.

Il ricordo di Maradona

Tra gli episodi più curiosi emersi nell’intervista c’è quello legato a Diego Armando Maradona, incontrato durante i Mondiali del 1990.

«Ricordo un pomeriggio a San Siro, stavamo facendo le prove e dall’altra parte del prato spuntò Maradona: voleva conoscere Gianna Nannini, a lui piacevano le artiste».

Il rapporto con il campione argentino proseguì anche in altre occasioni, come racconta Bennato.

«Uscivamo spesso. Una volta in un ristorante a Roma a un certo punto non lo vidi più. Era andato tra i tavoli a distribuire 50mila lire a tutti, si sentiva sempre in debito con il Padreterno, in qualche modo doveva restituire quello che aveva avuto».

I migliori artisti italiani secondo Bennato

Alla domanda su chi siano oggi i migliori musicisti italiani, il cantautore risponde con ironia.

«Io sono il più bravo di tutti in senso assoluto, ma è meglio non dirlo».

Poi indica i nomi che considera ai vertici della scena.

«I più bravi sono Zucchero e Jovanotti, sia a livello professionale, sia a livello di emozione che trasmettono. Anche Morgan è pazzesco. Con lui cominciavamo a lavorare verso le 2, le 3 di notte. E poi Clementino: è grandioso, bravissimo. Però anche lui è vulnerabile, come Morgan».

Gli inizi difficili e la gavetta

Bennato ha ricordato anche il periodo iniziale della carriera, segnato da molti rifiuti e da una lunga gavetta.

«Ho fatto tante prove, tanta gavetta, tanti concorsi in cui venivo scartato».

E sui fallimenti aggiunge una riflessione personale.

«I fallimenti ti fanno acquisire consapevolezza. E lì capisci una cosa fondamentale: nella musica non esiste un parametro oggettivo».

La bocciatura e il successo arrivato dopo

Tra gli episodi raccontati, anche quello legato al giudizio ricevuto agli inizi da un importante dirigente discografico.

«Mi disse: il suo album l’abbiamo messo negli scaffali dei negozi, ma i programmatori della Rai hanno detto che la sua canzone è sgraziata e sgradevole; si laurei e si levi dai piedi».

Poi, con il passare del tempo, arrivò la rivincita.

«Il direttore della Ricordi mi richiamò: “Sei diventato una leggenda”».

L’Italia di oggi e la politica

Nel corso dell’intervista Bennato offre anche una lettura critica del presente.

«Non certo politici e imbonitori, che ci stanno portando allo scatafascio».

Secondo il cantante, bisognerebbe guardare di più a modelli fondati sulla competenza tecnica e sulla concretezza.

Gli 80 anni e lo spirito di sempre

Il 23 luglio Edoardo Bennato compirà 80 anni, ma affronta il traguardo con leggerezza.

«Ma da tempo mi sono fermato a 55».

Una battuta che sintetizza perfettamente il suo stile: ironico, libero e ancora pienamente proiettato verso il palco.

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