Franco Baresi è morto all’età di 66 anni. La notizia è stata comunicata dal Milan nella giornata di venerdì 31 luglio 2026, lasciando un profondo dolore nel mondo del calcio italiano e internazionale. Baresi è stato uno dei più grandi difensori della storia e un simbolo assoluto del Milan, club nel quale ha trascorso l’intera carriera professionistica.
Il club rossonero ha ricordato Baresi come una figura inseparabile dalla propria storia e dal proprio DNA. Dopo il ritiro, avvenuto nel 1997, la società aveva ritirato la sua iconica maglia numero 6, rendendo ancora più evidente il legame tra il difensore e i colori rossoneri.
Una carriera interamente rossonera
Nato in Lombardia nel maggio del 1960, Baresi entrò nelle giovanili del Milan nel 1974 e arrivò in prima squadra nel 1978, a soli 17 anni. In breve tempo conquistò un posto da titolare e, appena ventiduenne, divenne capitano.
La sua carriera con il Milan è durata quasi vent’anni. Con la fascia al braccio ha guidato una delle squadre più forti della storia del calcio europeo, conquistando sei campionati italiani e tre Coppe dei Campioni, l’attuale Champions League. In totale ha collezionato 719 presenze con il club, un dato superato nella storia rossonera soltanto da Paolo Maldini.
Il libero che trasformò la difesa in arte
Baresi non era il classico difensore basato esclusivamente sulla forza fisica. Pur avendo un fisico relativamente esile, compensava con una straordinaria capacità di lettura del gioco, senso della posizione, tecnica, anticipo e personalità.
Il suo modo di interpretare il ruolo contribuì a cambiare il concetto stesso di difensore. Era capace di guidare la linea, anticipare gli attaccanti e impostare l’azione dalla propria area. Al suo fianco, nel grande Milan degli anni Ottanta e Novanta, formarono una difesa leggendaria giocatori come Paolo Maldini, Mauro Tassotti e Alessandro Costacurta.
Il secondo posto al Pallone d’Oro
La grandezza di Baresi fu riconosciuta anche a livello individuale. Nel 1989 arrivò secondo nella classifica del Pallone d’Oro, alle spalle del compagno di squadra Marco van Basten.
Un risultato particolarmente significativo per un difensore, in un’epoca nella quale i principali riconoscimenti individuali erano generalmente riservati agli attaccanti e ai giocatori offensivi.
La Nazionale italiana e il rimpianto del 1994
Baresi ha indossato la maglia della Nazionale italiana 81 volte. Fece parte del gruppo che vinse il Mondiale del 1982, anche se non scese in campo durante quella competizione. Nel corso della sua esperienza azzurra arrivò anche a essere protagonista di alcune delle pagine più dolorose della storia del calcio italiano.
Nel Mondiale del 1990, giocato in Italia, gli Azzurri furono eliminati in semifinale ai calci di rigore contro l’Argentina. Quattro anni più tardi Baresi fu invece capitano dell’Italia nella finale del Mondiale statunitense contro il Brasile.
Quella partita rimane uno dei ricordi più amari della sua carriera. Baresi giocò 120 minuti nonostante fosse rientrato da poco dopo un intervento al ginocchio e la sfida si concluse ancora una volta ai rigori, con il successo del Brasile.
L’ultimo capitolo dopo il ritiro
Baresi ha lasciato il calcio giocato nel 1997, ma non ha mai interrotto il proprio rapporto con il Milan. La società lo ha successivamente coinvolto in diversi ruoli e nel 2020 lo ha nominato vicepresidente onorario.
Nel 2024 il Milan lo ha inoltre scelto come primo membro ufficiale della propria Hall of Fame, un ulteriore riconoscimento al ruolo che ha avuto nella storia del club.
Il problema di salute e l’ultimo periodo
Nell’agosto del 2025 Baresi era stato sottoposto a un intervento chirurgico per l’asportazione di una nodulazione polmonare. Il Milan aveva comunicato che l’operazione era andata bene e che il decorso postoperatorio non aveva presentato complicazioni.
La causa della morte non è stata specificata nel comunicato relativo al suo decesso. La notizia arriva poco meno di un anno dopo quell’intervento.
Un’eredità che va oltre i trofei
Franco Baresi lascia un’eredità che va oltre i numeri e i trofei conquistati. Per il Milan è stato capitano, leader e simbolo di un’epoca irripetibile. Per il calcio italiano rappresenta ancora oggi uno dei modelli più alti di professionalità e interpretazione del ruolo difensivo.
La sua storia è quella di un giocatore rimasto fedele per tutta la carriera a una sola maglia, diventandone uno dei simboli più riconoscibili. Il numero 6 ritirato dal Milan racconta meglio di qualsiasi statistica il rapporto tra Baresi e il club rossonero.
Con la sua scomparsa, il calcio italiano perde una delle sue figure più rappresentative. Ma il nome di Franco Baresi resterà indissolubilmente legato alla storia del Milan e alla grande tradizione dei difensori italiani.
