I Cosmonauti Borghesi si sono raccontati ai microfoni di Radio Kiss Kiss, ospiti di Stefano Piccirillo a Io, tu e Kiss Kiss, tra influenze musicali degli anni Ottanta, aneddoti sulla nascita del gruppo e il nuovo album In analogico dirsi ti amo, dedicato anche all’importanza dei rapporti umani. Durante l’intervista, Leonardo, Alessandro e Marco hanno raccontato gli esordi, l’amicizia che li unisce e il percorso che li ha portati a realizzare il nuovo album In analogico dirsi ti amo. Una conversazione tra musica e ricordi, con spazio anche per qualche battuta sulle abitudini dei tre componenti.
Cosmonauti Borghesi, un’amicizia nata tra le band del liceo
Tre ragazzi di Roma Sud, uniti dalla musica e da esperienze condivise fin dall’adolescenza. La storia dei Cosmonauti Borghesi comincia tra i banchi di scuola, quando i futuri componenti suonavano ancora in gruppi differenti.
«Noi, a livello di tradizioni, prendiamo tanto da Roma, anche perché l’abbiamo vissuta tantissimo. Abbiamo tanti amici musicisti e a Roma c’è veramente tanta musica», hanno spiegato.
La nascita della band è arrivata quasi naturalmente, attraverso una reciproca ammirazione.
«Noi più che altro ci invidiavamo a vicenda. C’erano i primi gruppi del liceo che cominciavano a formarsi e ci guardavamo: che bravo quel batterista di quel gruppo, che bravo il cantante di quell’altro gruppo. Quando alla fine quei gruppetti si sono sciolti, ci siamo uniti noi».
Un rapporto che nel tempo si è trasformato in un progetto artistico, mantenendo l’amicizia al centro della loro esperienza musicale.
Gli anni Ottanta e gli Eurythmics: «L’incontro tra musica suonata ed elettronica»
Tra gli argomenti affrontati con Stefano Piccirillo, grande spazio è stato riservato alla musica degli anni Ottanta, uno dei principali riferimenti artistici del gruppo.
Il conduttore ha citato gli Eurythmics, i Simple Minds e i Roxy Music, chiedendo ai ragazzi di individuare una delle canzoni più rappresentative del duo formato da Annie Lennox e Dave Stewart. La scelta è ricaduta su Sweet Dreams.
Ma cosa rende quel decennio così importante per i Cosmonauti Borghesi?
«Perché c’è proprio il punto d’incontro fra la musica suonata e la musica elettronica. Noi veniamo comunque dai Beatles e poi dall’evoluzione di quella musica, con le tastiere e i sintetizzatori».
Un legame che caratterizza le sonorità della band, capace di recuperare gli elementi della musica del passato reinterpretandoli attraverso una sensibilità contemporanea.
In analogico dirsi ti amo, il nuovo album: «Ci siamo ricordati perché abbiamo iniziato»
Il nuovo lavoro discografico rappresenta un momento di riflessione per i Cosmonauti Borghesi. Con In analogico dirsi ti amo, il gruppo ha scelto di concentrarsi non soltanto sulla musica, ma anche sul rapporto personale tra i suoi componenti.
«Questo disco è la prima volta in cui abbiamo cercato veramente di guardarci dentro, intanto come amici, perché se non si fa questo passaggio qui anche la musica non riesce ad arrivare nel modo giusto».
Per realizzarlo, i tre musicisti hanno deciso di allontanarsi temporaneamente dalla quotidianità e trascorrere del tempo insieme in una casa di campagna.
«Ci siamo chiusi in una bellissima casa in campagna, riprendendo gli strumenti analogici in mano e ricordandoci perché abbiamo iniziato a fare musica».
Una scelta che rispecchia il titolo del progetto e il desiderio di recuperare un rapporto più immediato con la creatività e con le persone.
Il rapporto con gli smartphone: «Non abbiamo neanche il tempo di pensare»
Il nuovo album ha offerto lo spunto per affrontare un argomento particolarmente attuale: le difficoltà dei giovani nel vivere le relazioni personali in un mondo dominato dalla tecnologia.
«Siamo tutti alienati, siamo tutti bombardati da una serie di immagini che scorrono velocissimamente. È difficile non essere continuamente distratti».
Una condizione nella quale gli stessi componenti della band hanno ammesso di riconoscersi.
«Ti distrae lo smartphone e non riesco a parlare con la persona. Purtroppo, a volte, veramente non hai neanche il modo di pensare. Io vorrei pensare, fare, invece se tu stai con lo smartphone e scorri lì, non pensi, sei in una bolla».
Proprio da questa consapevolezza nasce l’esigenza di riscoprire le relazioni dirette, un tema che attraversa il loro nuovo progetto discografico.
Le differenze caratteriali: «Alessandro vuole sempre andare a dormire»
La conversazione ha assunto anche toni più leggeri quando Stefano Piccirillo ha chiesto ai ragazzi di raccontare le proprie abitudini lontano dal palcoscenico.
Alla domanda su chi fosse il componente più tranquillo della band, la risposta è arrivata immediatamente: «Alessandro è quello che vuole andare sempre a dormire».
Una caratteristica apparentemente in contrasto con l’energia mostrata durante le esibizioni.
«Nonostante sia quello forse più energico, questo suo investimento continuo di energie lo porta ad andare a letto molto presto».
Gli altri componenti hanno invece raccontato di essere maggiormente propensi a trascorrere le serate fuori, anche se convincere l’intero gruppo non è sempre semplice.
Dal palco di Salerno alla reinterpretazione di Mango e Gianni Togni
Durante l’intervista, Stefano Piccirillo ha ricordato anche l’esibizione dei Cosmonauti Borghesi a Pizza & Friends, a Salerno, sottolineando l’energia mostrata dal gruppo sul palco.
Spazio inoltre alla loro esperienza a X-Factor, durante la quale hanno presentato una reinterpretazione che univa La rondine di Mango e Giulia di Gianni Togni.
Piccirillo ha raccontato di aver particolarmente apprezzato il collegamento tra i due brani e ha ricordato la tranquillità con la quale i musicisti avevano accolto i giudizi negativi ricevuti.
I ragazzi hanno riconosciuto che situazioni di questo genere possono essere particolarmente difficili per un artista, ma fanno parte del percorso musicale.
Un’esperienza che si aggiunge ai concerti e alle collaborazioni attraverso le quali i Cosmonauti Borghesi continuano a sviluppare la propria identità, mantenendo un legame con le sonorità degli anni Ottanta e uno sguardo rivolto alla musica contemporanea.