Caso Manchester City, riflettori di nuovo su Rui Pinto

Rui Pinto, fondatore di Football Leaks, torna al centro dell’attenzione per il caso Manchester City: oggi vive sotto protezione dopo anni di processi, collaborazioni con la giustizia e rivelazioni sul calcio internazionale.

Il nome di Rui Pinto torna al centro dell’attenzione dopo gli sviluppi del caso Manchester City. Il portoghese, oggi 37enne, è l’uomo che diede vita a Football Leaks, il progetto che dal 2015 rese pubblici milioni di documenti riservati legati al calcio internazionale. Le sue rivelazioni contribuirono ad aprire numerose inchieste e furono alla base anche degli accertamenti sulle finanze del club inglese. Oggi Pinto vive sotto protezione e la sua posizione personale è profondamente cambiata rispetto agli anni in cui agiva dietro lo pseudonimo “John”.

Da studente di Storia a Football Leaks

Tifoso del Porto e appassionato di informatica da autodidatta, Pinto aveva studiato Storia all’università. Nel 2015, quando aveva 25 anni, iniziò a pubblicare attraverso Football Leaks una quantità enorme di materiale riservato proveniente dal mondo del calcio.

Tra il 2015 e il 2018 furono diffusi oltre 18 milioni di documenti. Quelle informazioni contribuirono a portare alla luce contratti, stipendi, rapporti economici e operazioni finanziarie riguardanti club, giocatori, dirigenti e istituzioni sportive.

Le rivelazioni che arrivarono fino al Manchester City

Una parte della documentazione riguardava anche il Manchester City e il modo in cui venivano contabilizzati alcuni ricavi e accordi commerciali. Quelle carte alimentarono prima gli accertamenti della UEFA e poi la lunga indagine della Premier League.

Il caso è tornato di strettissima attualità dopo che una commissione indipendente ha ritenuto il City responsabile della quasi totalità delle violazioni finanziarie contestate. Secondo quanto emerso negli ultimi giorni, il club sarebbe stato giudicato colpevole su 114 delle 115 contestazioni originarie. Il Manchester City continua però a respingere le accuse ed è intenzionato a proseguire la battaglia legale.

Rui Pinto arrestato nel 2019

La vicenda personale di Pinto è stata altrettanto complessa. Nel gennaio 2019 venne arrestato a Budapest e successivamente estradato in Portogallo.

Rimase per oltre un anno in custodia cautelare. Nel 2023 fu condannato a quattro anni di reclusione con pena sospesa per una serie di reati informatici e per un tentativo di estorsione. In Francia aveva inoltre ricevuto una condanna sospesa per l’accesso illecito alle email di dirigenti del Paris Saint-Germain.

La collaborazione con la giustizia e la protezione

Nel 2020 Pinto iniziò però a collaborare con le autorità portoghesi, consentendo agli investigatori di accedere a supporti informatici precedentemente protetti da sistemi di crittografia e mettendo a disposizione informazioni utili ad altre indagini.

Da quel momento ha assunto anche lo status di testimone protetto. Vive in località mantenute riservate e le sue attuali coordinate non vengono rese pubbliche per ragioni di sicurezza. Le ricostruzioni più recenti parlano di un programma di protezione che ha modificato radicalmente la sua vita quotidiana e la sua identità pubblica.

L’assoluzione nel secondo processo

Nell’aprile 2026 Pinto è stato inoltre assolto in un secondo procedimento nel quale era accusato di 241 episodi relativi all’accesso illecito a sistemi informatici di organismi sportivi, studi legali, magistrati e autorità fiscali.

Il tribunale ha dichiarato invalide quelle accuse, ritenendo che riguardassero fatti già affrontati in precedenza. La decisione ha eliminato uno dei principali fronti giudiziari ancora aperti nei suoi confronti, anche se la sua complessa vicenda legale non può considerarsi completamente conclusa.

Il caso City riporta Football Leaks al centro della scena

Le ultime notizie sul Manchester City hanno riportato inevitabilmente l’attenzione sul materiale raccolto da Football Leaks. Pinto ha definito il pronunciamento contro il club una decisione storica per il calcio inglese, sostenendo che confermi l’importanza dei documenti diffusi anni fa.

Il City, dal canto suo, continua a sostenere la propria innocenza. Le eventuali sanzioni non sono ancora state definite e il procedimento potrebbe proseguire attraverso ulteriori ricorsi. Sul tavolo restano ipotesi che vanno dalle multe alle penalizzazioni sportive, ma al momento non esiste ancora una decisione definitiva sulla pena.

Da hacker ricercato a figura centrale di uno dei casi più importanti del calcio

La storia di Rui Pinto resta quindi sospesa tra due letture opposte. Da una parte c’è chi lo considera l’uomo che ha permesso di far emergere meccanismi rimasti nascosti nel calcio internazionale; dall’altra resta il fatto che per ottenere parte di quei documenti abbia utilizzato metodi che gli sono costati arresti e condanne.

A oltre dieci anni dalla nascita di Football Leaks, il suo nome torna però inevitabilmente al centro di uno dei casi finanziari più importanti nella storia recente della Premier League.

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