L’Unione Europea compie un nuovo passo nella protezione degli animali domestici con un regolamento che punta a uniformare le norme sul benessere e sulla tracciabilità di cani e gatti in tutti gli Stati membri. Il provvedimento, concordato dal Parlamento europeo e dal Consiglio nel novembre 2025, entrerà in vigore a partire dalla metà del 2028 e introdurrà, per la prima volta, regole comuni sulla gestione di allevamenti, negozi di animali e strutture di accoglienza.
L’obiettivo principale è garantire standard condivisi in tutta Europa, evitando differenze tra i singoli Paesi e rafforzando i controlli sul trattamento degli animali.
Visite periodiche dei veterinari nei rifugi e nelle strutture professionali
Tra le novità più rilevanti figura l’obbligo di controlli veterinari periodici per tutte le strutture professionali che supereranno una determinata soglia di cani e gatti ospitati. La misura riguarderà allevatori, negozi di animali e rifugi.
Il regolamento stabilisce l’esistenza di una soglia minima, ma il numero preciso di animali che farà scattare l’obbligo sarà definito nel testo definitivo atteso per l’estate del 2026.
Secondo le informazioni attualmente disponibili, la prima visita veterinaria dovrà essere effettuata entro il primo anno dall’applicazione della norma, quindi indicativamente entro la metà del 2029. I successivi controlli saranno stabiliti in base al livello di rischio individuato dalle autorità competenti.
Controlli per garantire il benessere degli animali
La nuova normativa nasce con l’intento di fare in modo che la tutela degli animali non dipenda esclusivamente dalla sensibilità dei gestori delle strutture, ma venga affidata anche a una supervisione professionale e sistematica.
Nel corso delle ispezioni, i veterinari potranno individuare eventuali problematiche che incidono sul benessere di cani e gatti. Qualora emergessero situazioni particolarmente gravi, i professionisti saranno incoraggiati a segnalarle alle autorità competenti.
L’indipendenza professionale dei veterinari
Il testo prevede inoltre che i veterinari mantengano un adeguato grado di indipendenza rispetto ai gestori delle strutture controllate. È prevista anche una formazione continua, necessaria per restare aggiornati sui progressi scientifici e professionali.
Tra gli aspetti che potrebbero rientrare nei percorsi formativi vi è anche il riconoscimento di situazioni di violenza o maltrattamento sugli animali, con l’obiettivo di migliorare la capacità di individuare segnali di disagio e intervenire tempestivamente.
Possibili modifiche nel testo definitivo
Nella formulazione attuale, il regolamento sottolinea che il veterinario possiede una responsabilità morale e professionale nell’agire e nel segnalare eventuali criticità, ma non prevede sanzioni dirette in caso di mancata comunicazione alle autorità.
Tuttavia, la versione definitiva del testo potrebbe introdurre modifiche o un ulteriore irrigidimento delle disposizioni prima della pubblicazione ufficiale prevista per l’estate del 2026.
Verso una normativa europea più uniforme
La nuova disciplina rappresenta un cambiamento importante nel quadro normativo europeo dedicato agli animali da compagnia. L’intenzione delle istituzioni comunitarie è creare un sistema più omogeneo e controllato, capace di rafforzare il benessere degli animali e garantire standard più elevati in tutti i Paesi dell’Unione.