L’ondata di caldo che sta interessando l’Italia e gran parte dell’Europa continua a mantenere livelli eccezionali. Da giorni le temperature risultano superiori alla media stagionale, con valori che in molte aree si avvicinano ai 40 gradi. L’alta pressione di origine africana resta infatti saldamente ancorata sul Mediterraneo e, secondo le previsioni, nei prossimi giorni potrebbe addirittura rafforzarsi ulteriormente.
La situazione non riguarda soltanto il nostro Paese. Anche Regno Unito, Spagna, Francia e Germania stanno facendo i conti con temperature eccezionalmente elevate e con numerose allerte emesse dalle autorità competenti.
Da venerdì il cuore dell’anticiclone sopra l’Italia
Secondo gli esperti de ilMeteo.it, a partire dal 26 giugno la parte più calda dell’anticiclone africano raggiungerà il bacino del Mediterraneo centrale, coinvolgendo direttamente l’Italia. Questo potrebbe determinare un ulteriore incremento delle temperature massime, con punte che in diverse zone del Paese potrebbero raggiungere o superare i 40 gradi.
Il fine settimana si preannuncia quindi come il momento più critico dell’intera fase di caldo. Bernardo Gozzini, direttore del Consorzio Lamma del Cnr, ha spiegato che la massa d’aria rovente attualmente presente su Francia, Spagna e Gran Bretagna si sposterà verso l’Europa centrale e l’Italia, intensificando ulteriormente l’afa.
Un’ondata di calore senza precedenti
Secondo il Consorzio Lamma-Cnr, l’episodio in corso presenta caratteristiche eccezionali per durata e intensità. Gozzini ha sottolineato che finora non era mai stata registrata un’ondata di calore così lunga.
Nel Centro-Nord si stanno registrando fino a 11 giorni consecutivi con temperature superiori ai 36 gradi. I valori più elevati sono attesi tra Firenze e la Pianura Padana, dove tra sabato e lunedì il termometro potrebbe toccare i 40-41 gradi.
Arrivano le “notti super tropicali”
L’intenso riscaldamento non riguarderà soltanto le ore diurne. Nei prossimi giorni aumenteranno sensibilmente anche le temperature minime notturne.
I meteorologi parlano di “notti super tropicali”, una definizione utilizzata per descrivere situazioni nelle quali il termometro non scende sotto i 25 gradi nemmeno durante la notte. Le tradizionali notti tropicali, invece, sono quelle in cui la temperatura minima resta sopra i 20 gradi.
Con il cuore dell’anticiclone previsto sull’Italia a partire dal 26 giugno, diverse città potrebbero sperimentare proprio questo fenomeno, con notti particolarmente afose e difficili da sopportare.
Cresce il numero delle città da bollino rosso
L’emergenza caldo trova conferma anche nei bollettini del Ministero della Salute. Dopo le 17 città da bollino rosso registrate il 25 giugno, il numero salirà a 18 nella giornata del 26 giugno.
Tra i capoluoghi interessati dall’allerta massima figurano Ancona, Bari, Bologna, Bolzano, Brescia, Firenze, Frosinone, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Torino, Venezia, Verona e Viterbo.
L’afa, inizialmente concentrata soprattutto al Centro-Nord, sta progressivamente coinvolgendo anche il Sud. Bari, ad esempio, è passata dal livello arancione al livello rosso di allerta.
Di fronte all’aggravarsi della situazione, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha convocato una riunione tecnica dedicata all’emergenza, sottolineando la necessità di proteggere soprattutto anziani, persone fragili e bambini.
Quando potrebbe arrivare la svolta
Le ultime elaborazioni del Centro Europeo indicano che la fase più intensa del caldo potrebbe concludersi con la fine di giugno.
Tra il 1° e il 2 luglio un flusso di aria più fresca proveniente dall’Atlantico potrebbe infatti indebolire la vasta cupola anticiclonica che attualmente domina il continente europeo. Si tratta però di una tendenza che necessita ancora di conferme nei prossimi aggiornamenti previsionali.
Il ciclone dall’Islanda che può cambiare lo scenario
Alla base del possibile cambiamento ci sarebbe una vasta area di bassa pressione attualmente posizionata sull’Islanda.
Secondo gli esperti de ilMeteo.it, questo sistema depressionario potrebbe guidare un fronte temporalesco verso il cuore dell’Europa, costringendo l’anticiclone africano a ritirarsi parzialmente verso sud. L’aria fresca e instabile di origine nord-atlantica riuscirebbe così a superare la barriera alpina e a infiltrarsi lungo i margini settentrionali dell’alta pressione.
Il rischio di fenomeni estremi
L’arrivo dell’aria più fresca non significherebbe necessariamente una fase tranquilla dal punto di vista meteorologico.
Dopo settimane caratterizzate da temperature comprese tra 35 e 40 gradi e da una forte evaporazione delle superfici marine, l’atmosfera si presenta ricca di calore e umidità. L’incontro tra le correnti più fresche in quota e l’aria calda accumulata nei bassi strati potrebbe generare un’elevata energia potenziale.
Gli esperti spiegano che questo contrasto termico potrebbe trasformarsi in una vera e propria “polveriera atmosferica”, favorendo lo sviluppo di fenomeni intensi.
Grandinate, nubifragi e raffiche di vento
Se le previsioni verranno confermate, l’inizio di luglio potrebbe essere accompagnato da temporali di forte intensità.
Tra i fenomeni possibili figurano nubifragi improvvisi, grandinate con chicchi di grandi dimensioni e downburst, ovvero violente raffiche di vento generate dai temporali. Si tratta di eventi che potrebbero provocare danni sia alle persone sia al territorio.
La diminuzione delle temperature, dunque, potrebbe coincidere con una fase di maggiore instabilità atmosferica, tipica delle transizioni tra masse d’aria molto diverse.
L’Europa soffoca sotto l’afa
L’emergenza caldo non riguarda soltanto l’Italia. In Francia è stata registrata una delle giornate più calde mai osservate nel mese di giugno, con una temperatura media giornaliera di 30 gradi tra valori diurni e notturni. Nel Paese continuano inoltre a essere segnalate vittime legate alle condizioni estreme.
Anche il Regno Unito ha stabilito un nuovo record per giugno: a Charlwood, nel Surrey, il termometro ha raggiunto 35,7 gradi, superando il precedente primato risalente al 1976. Le autorità britanniche hanno disposto la chiusura precauzionale di oltre mille scuole.
L’intero continente europeo resta quindi nella morsa di una delle più intense e prolungate ondate di calore degli ultimi anni, con la speranza che l’arrivo delle correnti atlantiche possa riportare condizioni più sopportabili nei primi giorni di luglio.