Milly Carlucci interviene sul caso Alberto Ravagnani e racconta come la squadra di Ballando con le Stelle sia stata vicina al concorrente dopo l’intervista a BellaMa’. Nella diretta del 7 novembre, la conduttrice descrive la solidarietà espressa dietro le quinte all’ex sacerdote, al centro delle polemiche per le domande di Pierluigi Diaco.
Milly Carlucci racconta il sostegno ad Alberto Ravagnani
Il riferimento a quanto accaduto arriva attraverso il racconto del rapporto costruito tra il programma e i suoi protagonisti. Carlucci parla della squadra di Ballando con le Stelle come di una famiglia, nella quale le difficoltà di un componente coinvolgono anche gli altri. “Se viene aggredito un membro della famiglia, si fanno male tutti”, afferma in diretta, spiegando il sentimento condiviso durante la settimana delle polemiche. La conduttrice precisa poi come sia stata manifestata la vicinanza al concorrente: “Ci siamo stretti intorno ad Alberto, ma non pubblicamente”. Il sostegno, nelle sue parole, è passato attraverso la solidarietà e il rispetto, senza essere affidato soltanto agli interventi davanti alle telecamere. Carlucci non rivolge un attacco diretto a Diaco: concentra il proprio intervento su Ravagnani e sul legame che unisce chi prende parte alla trasmissione, richiamando la fiducia che accompagna il percorso dei concorrenti.
Le domande a BellaMa’ e la reazione di Ravagnani
Le polemiche erano nate dall’intervista durante la quale Pierluigi Diaco aveva rivolto all’ex sacerdote domande sul suo orientamento sessuale e sulla vita intima dopo la decisione di lasciare il sacerdozio. Il conduttore aveva insistito su questi argomenti, mettendo in difficoltà l’ospite. Successivamente Ravagnani aveva spiegato di stare bene, definendo però quel confronto “un attacco violento e scorretto” e manifestando la speranza che la vicenda si fermasse lì. Carlucci aveva già giudicato inaccettabile quanto accaduto, prima di tornare sull’argomento nell’apertura della puntata del 7 novembre. Nel suo intervento a Ballando, la conduttrice ha anche spiegato che il racconto delle storie personali deve avvenire nel rispetto dell’individualità dei partecipanti, senza pressioni. Ha ricordato l’impegno richiesto dalla gara, tra dolori, infortuni e confronti con una giuria che può mettere i concorrenti in difficoltà, sottolineando la fiducia con cui questi ultimi si affidano al programma.
Diaco difende l’intervista e si dice disponibile a chiarire
Diaco, tornando sulle contestazioni, ha confermato la propria posizione sul taglio dato all’incontro televisivo. Il conduttore ha dichiarato di essere disponibile a spiegare le ragioni delle sue domande qualora fosse chiamato a risponderne: “Sarò ben lieto di chiarire con pazienza, consapevolezza e serenità la mia scelta professionale”. Nella sua replica ha contestato quella che considera una disparità tra le reazioni ricevute e quelle riservate ad altri racconti televisivi della sfera privata. Ha citato la copertura del caso di Garlasco, facendo i nomi di Chiara Poggi, Alberto Stasi e Andrea Sempio, e richiamato anche le vicende Corona-Signorini e Sangiuliano-Boccia. A suo giudizio, quei contenuti non avevano provocato una quantità di condanne online paragonabile a quella registrata dopo l’intervista a Ravagnani. Il conduttore ha quindi ribadito la disponibilità a chiarire come e perché avesse scelto di affrontare in quel modo il confronto con l’ospite.