Un mistero familiare che si trasforma in un thriller tra deserto, interessi economici e segreti mai raccontati. Stasera, sabato 5 settembre, alle 21.20 su Rai 2 va in onda Amore e morte in Namibia, film diretto da Florian Baxmeyer con Julia Koschitz, Michael Klammer e Gustav Schmidt.
Al centro della storia c’è Hannah Jansen, una cassiera tedesca che parte per l’Africa dopo aver ricevuto una notizia sconvolgente sul figlio Dominik. Quello che inizialmente sembra un viaggio per riportarlo a casa finisce però per aprire una vicenda molto più complessa.
La scomparsa di Dominik
Hannah vive a Berlino e lavora come cassiera in un supermercato nel quartiere di Wedding. Il rapporto con il figlio Dominik si è interrotto da anni e la donna conosce pochissimo della vita che lui si è costruito in Namibia.
Tutto cambia quando arriva una comunicazione dalla polizia locale. Dominik risulta scomparso dopo un problema alla sua automobile nel deserto. Hannah decide quindi di partire immediatamente per cercarlo.
La donna vorrebbe raggiungere da sola il punto in cui il figlio è stato visto l’ultima volta, ma le distanze e le difficoltà del territorio rendono il viaggio estremamente rischioso. È in questo momento che incontra Vincent, una guida turistica che accetta di accompagnarla.
Un’auto manomessa e una pista inquietante
Quella di Dominik non sembra però una semplice sparizione. Nel corso delle ricerche emergono elementi che rendono la vicenda sempre più sospetta, a partire dall’automobile manomessa.
Dominik era arrivato in Namibia con l’intenzione di lavorare su un progetto legato all’approvvigionamento di acqua potabile. Successivamente si era trovato coinvolto anche in una valutazione tecnica collegata all’estrazione dell’uranio.
Il suo lavoro lo aveva così portato vicino a interessi economici molto rilevanti. Alla vicenda si aggiunge inoltre la scomparsa di un giornalista e il sospetto che dietro tutto possa esserci una rete di persone intenzionate a impedire che determinate informazioni diventino pubbliche.
Il computer che può nascondere la verità
Durante la ricerca Hannah entra in possesso del computer portatile del figlio. All’interno potrebbero esserci documenti e informazioni capaci di spiegare che cosa sia realmente accaduto a Dominik.
Da quel momento la protagonista non è più soltanto una madre alla ricerca del figlio. Senza volerlo diventa anche la custode di materiale potenzialmente compromettente.
La sua presenza in Namibia inizia quindi a rappresentare un problema per chi avrebbe interesse a mantenere nascosta la verità.
Hannah scopre di avere un nipote
Alle ombre legate alla scomparsa si aggiunge una rivelazione personale ancora più dolorosa. Hannah scopre che Dominik aveva una famiglia della quale lei non sapeva nulla.
Incontra Sima Shilongo, la compagna o moglie del figlio, e il piccolo Robin. La notizia la sconvolge: in pochi istanti comprende non soltanto di essere diventata nonna, ma anche quanto fosse ormai distante dalla vita di Dominik.
La ricerca assume così un significato ancora più profondo. Hannah deve fare i conti con anni di silenzi e con una parte dell’esistenza del figlio che le era rimasta completamente sconosciuta.
Vincent diventa il punto di riferimento di Hannah
Ad accompagnarla in questo percorso c’è Vincent, interpretato da Michael Klammer. Inizialmente il suo ruolo è soprattutto pratico: conosce il territorio e può aiutare Hannah a muoversi in zone che per lei rappresentano un mondo del tutto nuovo.
Con il passare del tempo, però, tra i due nasce una maggiore vicinanza. La componente sentimentale si inserisce nella trama senza sostituirsi al mistero principale e accompagna l’evoluzione della protagonista.
Hannah, abituata a contare soltanto su se stessa, è infatti costretta dalle circostanze a imparare a fidarsi di qualcuno.
Uranio e acqua al centro del mistero
Uno dei fili conduttori di Amore e morte in Namibia riguarda lo sfruttamento delle risorse naturali. Il progetto al quale Dominik stava lavorando lo aveva portato a confrontarsi con l’estrazione dell’uranio e con i possibili effetti sulla disponibilità e sulla contaminazione dell’acqua.
Questa componente ambientale diventa parte integrante del meccanismo thriller. Più Hannah prova a ricostruire gli ultimi movimenti del figlio, più appare chiaro che Dominik potrebbe essere entrato in possesso di informazioni scomode.
La sua scomparsa finisce quindi per intrecciarsi con interessi molto più grandi della sua vicenda personale.
Un thriller tra mistero e dramma familiare
La storia si sviluppa su più livelli. C’è innanzitutto la ricerca di Dominik, poi il rapporto irrisolto tra madre e figlio e infine il legame che nasce tra Hannah e Vincent.
Il punto di unione resta però la trasformazione della protagonista. Hannah non è una investigatrice né una donna preparata ad affrontare situazioni estreme. È una persona comune che viene trascinata in una realtà completamente diversa dalla propria.
Il suo viaggio nel deserto diventa così anche un percorso dentro la vita di Dominik e dentro tutto ciò che lei non aveva mai saputo di lui.
Il deserto diventa parte della storia
I paesaggi della Namibia hanno un ruolo importante nel film. Le grandi distese e l’isolamento aumentano il senso di pericolo e rendono ogni spostamento più complicato.
Parte delle riprese è stata realizzata anche a Gran Canaria, soprattutto per alcune scene in interni, mentre in Namibia sono state utilizzate location come l’area della fattoria Wüstenquell.
La fotografia è curata da Sten Mende, mentre le musiche sono firmate da Michael Kadelbach e Martina Eisenreich.
Quando va in onda Amore e morte in Namibia
Amore e morte in Namibia va in onda stasera, sabato 5 settembre, alle 21.20 su Rai 2. Il film, della durata di circa 100 minuti, mescola thriller, dramma familiare e avventura attraverso la storia di una madre costretta a scoprire troppo tardi quanto poco conoscesse davvero la vita del figlio.