Addio ad Afrika Bambaataa, pioniere dell’hip hop e innovatore dell’electro-funk

Afrika Bambaataa, figura chiave nella nascita dell'hip hop e dell'electro-funk, è morto a 68 anni in Pennsylvania a causa di complicazioni legate al cancro.

Afrika Bambaataa, figura chiave nella nascita dell’hip hop e dell’electro-funk, è morto a 68 anni in Pennsylvania a causa di complicazioni legate al cancro.

Dalle origini nel Bronx alla fondazione della Universal Zulu Nation

Nato il 17 aprile 1957 nel Bronx, Bambaataa, il cui vero nome era Lance Taylor, ha avuto un ruolo centrale nello sviluppo della cultura hip hop negli anni ’70. Durante l’adolescenza, è stato membro della gang Black Spades, dove ha ricoperto il ruolo di “warlord”. Successivamente, ha trasformato la sua esperienza in uno strumento di pacificazione, fondando la Universal Zulu Nation per promuovere unità, pace e creatività tra i giovani.

Successi musicali e impegno sociale

Tra i suoi successi discografici più celebri ci sono i singoli “Zulu Nation Throwdown” (1980), “Planet Rock” (1982) e “Looking for the Perfect Beat” (1983), brani che hanno contribuito a definire l’electro-funk e a influenzare generi come house, techno e Miami bass. Nel 1985, ha partecipato al progetto anti-apartheid “Sun City”, insieme ad artisti come U2, Run-D.M.C. e Joey Ramone.

Accuse di abusi sessuali e controversie legali

Negli ultimi anni, la carriera di Bambaataa è stata offuscata da accuse di abusi sessuali. Nel 2016, un’inchiesta di Vice ha riportato testimonianze di diversi uomini che lo accusavano di abusi risalenti agli anni ’80 e ’90. Nonostante le accuse, non è stato mai formalmente incriminato. 

magazine Attualità