Abbi Pulling: “Una donna tornerà in Formula 1, è solo questione di tempo”

Abbi Pulling guarda al futuro della Formula 1 e alla possibilità di rivedere una donna al via: «Non è una questione di se, ma di quando».

Abbi Pulling continua a farsi strada nel motorsport e il suo percorso sta riportando al centro dell’attenzione una domanda che la Formula 1 non affronta con una risposta concreta da ormai cinquant’anni: quando tornerà una donna a gareggiare nel massimo campionato automobilistico?

La pilota britannica, campionessa della F1 Academy nel 2024, ha recentemente conquistato un risultato storico nella GB3. È stata la prima donna a ottenere la pole position nella categoria dall’introduzione dell’attuale denominazione nel 2021 e ha poi trasformato la partenza al primo posto in una vittoria.

Intervistata da Feeder Series, Pulling ha però invitato a guardare oltre il singolo risultato. «Non è una questione di se accadrà, è una questione di quando. Ma non possiamo darle una data», ha spiegato parlando del possibile ritorno di una donna in Formula 1.

Cinquant’anni senza una donna al via

Il dato storico resta significativo. Soltanto due donne sono riuscite a prendere il via in una gara ufficiale di Formula 1: le italiane Maria Teresa de Filippis e Lella Lombardi.

Lombardi è stata l’ultima a riuscirci, nel Gran Premio d’Austria del 1976. Da allora nessun’altra pilota è riuscita a partecipare a un Gran Premio di Formula 1. Giovanna Amati ci andò vicino nel 1992, quando tentò per tre volte di qualificarsi, senza però riuscire a prendere il via.

Anche la presenza femminile nelle sessioni ufficiali è rimasta estremamente limitata. Susie Wolff partecipò a due sessioni di prove libere con la Williams nel 2014: da allora nessun’altra donna ha preso parte a una sessione ufficiale di Formula 1.

Il vero ostacolo è la parte alta della piramide

Per Pulling, il problema non riguarda soltanto la possibilità di emergere nelle categorie di base. Il passaggio più complicato arriva successivamente, quando una giovane pilota deve trovare il sostegno necessario per salire verso Formula 3 e Formula 2.

«Il primo obiettivo è semplicemente partecipare alle FP1, ai test per giovani piloti e cose così. È quello a cui si potrebbe puntare in questo momento», ha dichiarato.

La GB3 rappresenta infatti un passaggio intermedio nella carriera di Pulling: è una categoria superiore alla F4 e alla F1 Academy, ma ancora al di sotto di Formula 3 e Formula 2, considerate le tappe più importanti per chi punta concretamente alla Formula 1.

Ed è proprio qui che emerge una delle principali difficoltà. «Parliamo sempre di competere in F1, ma non c’è ancora nemmeno una donna in F2 o in F3», ha sottolineato Pulling.

Le ultime presenze femminili in queste categorie risalgono a Tatiana Calderón, in Formula 2 nel 2022, e a Sophia Flörsch, in Formula 3 nel 2024.

Nessuna scorciatoia verso la Formula 1

La pilota britannica non chiede però scorciatoie. Al contrario, ritiene che la futura rappresentante femminile debba arrivare in Formula 1 con una preparazione adeguata, proprio per poter affrontare l’enorme pressione che inevitabilmente accompagnerebbe il suo debutto.

«Non possiamo avere fretta, perché la persona, la donna, che si lancerà in questa sfida deve essere preparata. Dovrà affrontare una pressione enorme, qualsiasi donna che entrerà in Formula 1», ha spiegato.

Il percorso passa anche dalla superlicenza, indispensabile per poter partecipare alle sessioni ufficiali della Formula 1. Formula 2, Formula 3 e IndyCar sono tra le categorie che consentono di accumulare i punti necessari.

Il ruolo decisivo di squadre e sponsor

Secondo Pulling, il talento da solo non basta. Servono investimenti, opportunità e soprattutto continuità nel sostegno da parte delle squadre e degli sponsor.

«Servirà ancora molto lavoro da parte dei vertici. Non si tratta solo dei tifosi che fanno pressione e lo desiderano. Si tratta delle persone che hanno influenza su queste questioni, di chi ricopre posizioni di responsabilità in F1 e nelle squadre di F1, che possono offrire alle ragazze opportunità su monoposto più potenti, con maggiore carico aerodinamico».

È un passaggio cruciale perché, secondo la pilota, molte ragazze riescono ad arrivare nelle categorie propedeutiche, ma diventano sempre meno numerose man mano che la piramide si restringe.

La F1 Academy non è il traguardo

La F1 Academy ha aumentato la visibilità del movimento femminile e creato nuove opportunità per le giovani pilota, ma Pulling ritiene che il campionato non possa essere considerato una soluzione definitiva.

«La F1 Academy non risolve tutti i problemi. In fin dei conti, la F1 Academy fa un lavoro magnifico, ma ciò che conta è quello che succede dopo la F1 Academy e tutto ciò che avviene successivamente».

Il punto, dunque, è garantire continuità alle carriere anche dopo l’esperienza nella categoria femminile.

Pulling ne è un esempio diretto. Dopo aver conquistato il titolo nel 2024, ha concluso il proprio percorso nell’academy di Alpine ed è passata alla GB3 con Rodin. «Non è un segreto che, appena sono uscita dalla F1 Academy, ho lasciato Alpine e sono passata a correre in GB3 con Rodin. Mi hanno sostenuta moltissimo, ma è un peccato che le cose siano andate così», ha raccontato.

Il precedente di Doriane Pin

Pulling ha citato anche Doriane Pin, campionessa della F1 Academy nel 2025 e sostenuta da Mercedes dopo il successo.

«Doriane ha ricevuto un enorme sostegno da parte di Mercedes, ma non dipende da una sola persona. Tutti devono fare la propria parte perché questo accada, e credo che sia ciò che la gente non vede davvero», ha osservato.

Il problema, quindi, non riguarda soltanto l’individuazione di un talento, ma la capacità dell’intero sistema di accompagnarlo nelle fasi successive della carriera.

Il caso di Maya Weug

Un esempio emblematico è quello di Maya Weug. La pilota olandese, nata a Valencia, ha avuto un percorso importante nel settore giovanile ed è stata la prima donna a entrare nell’academy piloti della Ferrari.

Dopo essere passata dalla FRECA alla F1 Academy, anche con l’obiettivo di aumentare la propria visibilità, Weug ha ottenuto il terzo posto nel campionato 2024 e il secondo nel 2025. Nonostante questi risultati, nel 2026 non ha trovato un programma stabile in una categoria di riferimento.

La stessa Weug ha raccontato sui social di essersi trovata senza ulteriori opportunità agonistiche. «Non voglio guardare, voglio competere», aveva scritto, denunciando le difficoltà incontrate nel proseguire la propria carriera.

Una strada ancora lunga

Il successo di Pulling in GB3 rappresenta quindi un risultato personale importante, ma anche un’occasione per riaprire una discussione più ampia sul futuro delle donne nel motorsport.

La Formula 1 Academy ha contribuito a creare un percorso dedicato e ad aumentare la visibilità delle giovani pilota. Il passaggio successivo, però, resta il nodo principale: trasformare quei percorsi iniziali in carriere competitive nelle categorie superiori.

Pulling non si sbilancia sui tempi, ma sulla possibilità è categorica: il ritorno di una donna in Formula 1, secondo lei, non è una questione di «se», bensì di «quando».

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