La finale di Supercoppa del Brasile, disputata al Mané Garrincha di Brasilia, è stata segnata da una decisione arbitrale che ha scatenato una polemica senza precedenti. Più del successo del Corinthians, vincitore per 2-0, a far discutere è l’espulsione di Jorge Carrascal del Flamengo, arrivata in un momento e con modalità che hanno lasciato perplessi tifosi, addetti ai lavori e protagonisti in campo.
L’episodio prima dell’intervallo
Tutto nasce nei minuti finali del primo tempo. I giocatori del Corinthians protestano per un presunto colpo al volto di Breno Bidon da parte di Carrascal. Il centrocampista resta a terra a lungo, mentre dalla panchina e dal campo si chiede l’intervento del VAR. La revisione, però, non arriva e l’arbitro Rafael Klein manda tutti negli spogliatoi, dando l’impressione che l’azione sia stata valutata e archiviata.
La svolta inattesa a inizio ripresa
Il colpo di scena si consuma all’inizio del secondo tempo. Con le squadre già rientrate in campo, Klein si dirige improvvisamente alla postazione VAR per rivedere l’episodio avvenuto prima dell’intervallo. Dopo il controllo, la decisione che gela il Flamengo: cartellino rosso diretto a Carrascal per aggressione. Un provvedimento tardivo e inaspettato, che lascia i rossoneri in dieci uomini e completamente spiazzati.
La rabbia del Flamengo e la partita compromessa
La reazione del Flamengo è immediata. Giocatori e staff contestano duramente una revisione arrivata a distanza di diversi minuti, quando la partita sembrava già ripartita su presupposti chiari. Il Corinthians, forte della superiorità numerica, gestisce il match e colpisce con Gabriel Paulista e Yuri Alberto, chiudendo la finale sul 2-0 e alzando il trofeo.
Lo sfogo di Filipe Luís: “Mai visto nulla del genere”
Nel dopo gara, l’allenatore del Flamengo Filipe Luís non nasconde lo sconcerto. L’ex difensore sottolinea come una situazione simile non gli fosse mai capitata in carriera: la squadra aveva preparato la ripresa convinta di giocare undici contro undici. Senza cercare alibi per la sconfitta, il tecnico mette però in discussione la gestione arbitrale e la tempistica dell’intervento VAR.
La versione della CBF e il blackout
A tentare di spegnere l’incendio interviene la Confederazione Brasiliana di Calcio. In una nota ufficiale, la CBF attribuisce il ritardo a problemi elettrici verificatisi durante l’intervallo, che avrebbero reso inutilizzabile la sala VAR per un certo periodo. Secondo la federazione, le prime immagini non fornivano prove sufficienti, mentre solo una verifica successiva avrebbe chiarito l’infrazione, portando alla raccomandazione di revisione e all’espulsione.
Un caso destinato a far discutere
Le spiegazioni ufficiali non bastano a placare le polemiche. L’episodio riapre con forza il dibattito sui limiti e sulle procedure del VAR, soprattutto riguardo ai tempi di intervento. In Brasile, la Supercoppa verrà ricordata meno per i gol e più per una decisione arbitrale che ha sollevato interrogativi profondi sull’equità e sulla gestione tecnologica del gioco.
