Maurizio Sarri ha raccontato le sue sensazioni riguardo agli ultimi mesi vissuti sulla panchina della Lazio. L’allenatore ha spiegato che, prima di accettare l’incarico, si aspettava una stagione molto complicata. “Penso che siano stati i cinque mesi più difficili della mia carriera, tra le altre cose però anche divertenti. La componente gusto c’è, questo è già tanto”, ha dichiarato Sarri nel format della Lega Serie A realizzato in collaborazione con DAZN.
Rapporto con i presidenti: meglio uno tosto che un fondo straniero
Sul tema dei rapporti con i presidenti dei club, Sarri ha spiegato: “È sempre meglio un presidente tosto che un fondo straniero. È ovvio che il presidente sia una figura dominante, io per tutta la carriera ho avuto presidenti così. A volte meglio una litigata faccia a faccia che un fondo quando non sai con chi parlare”. L’allenatore ha sottolineato l’importanza di avere un riferimento chiaro all’interno della società, preferendo il confronto diretto rispetto a situazioni meno trasparenti.
Obiettivi e ricordi di carriera
Parlando degli obiettivi stagionali, Sarri ha affermato: “Sarebbe bello riuscire a creare una base di calciatori che con due o tre innesti possa farti arrivare a un livello sopra rispetto a quello dove siamo. La speranza è che tutte le componenti ci diano una mano”. Guardando al passato, Sarri ha ricordato il periodo al Napoli: “Da quando lo faccio di professione la sensazione di andare a lavorare non ce l’ho mai avuta”. Ha poi aggiunto: “Il Napoli giocava un calcio straordinario, divertente da vedere. Non abbiamo vinto niente ma è stato un calcio bellissimo. Nessuna squadra che ho avuto in seguito ha avuto la possibilità di replicarlo”. Infine, Sarri ha espresso il desiderio di concludere la carriera con la Lazio, auspicando che il club possa ottenere lo stadio Flaminio e che la prima partita si giochi con lui in panchina e lo stadio intitolato a Tommaso Maestrelli.
