Dopo vent’anni di carriera e 25 trofei conquistati, Pedro Rodríguez ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo. L’ex attaccante di Barcellona, Chelsea, Roma e Lazio, campione del mondo e d’Europa con la Spagna, ha ripercorso la propria carriera in una lunga intervista concessa a Mundo Deportivo, svelando alcuni retroscena sul rapporto con Pep Guardiola, Tito Vilanova e Luis Enrique.
Pedro e la scelta del ritiro: «Devo essere onesto con me stesso»
A 39 anni, Pedro ha scelto di fermarsi nonostante le richieste della famiglia di continuare a giocare. Una decisione maturata dopo alcune stagioni complicate sul piano fisico.
«Cerco di essere onesto con me stesso e credo che fosse arrivato il momento di smettere, anche se le persone a me vicine mi chiedevano di continuare», ha spiegato lo spagnolo.
Ripensando agli inizi nella Masia, ha ricordato anche le difficoltà lontano da Tenerife: «Ho pianto molto e ho chiesto a mio padre di riportarmi a casa, ma oggi capisco che tutti quei sacrifici sono valsi la pena».
Guardiola, la finale di Wembley e quella domanda inaspettata
Uno dei passaggi più curiosi dell’intervista riguarda la finale di Champions League del 2011. Pedro ha raccontato che Guardiola lo convocò nel suo ufficio pochi giorni prima della sfida contro il Manchester United.
«Mi chiese se avessi voglia di giocare la finale oppure se me la stessi facendo sotto. Gli risposi che ero pronto. Allora mi disse che sarei partito titolare».
Il tecnico gli chiese di pressare, attaccare e cercare la conclusione, senza cambiare il proprio modo di giocare. «Ha sempre avuto molta fiducia in me e sapeva come motivarmi», ha ricordato Pedro.
Tito Vilanova e la battuta sui gol che non arrivavano
Un altro ricordo riguarda Tito Vilanova, al quale Pedro ha dedicato parole di profonda stima.
«Era una persona straordinaria, una delle più oneste e leali che abbia conosciuto nel calcio».
L’ex attaccante ha raccontato anche una curiosa conversazione avvenuta durante un periodo senza gol. Vilanova gli disse: «Pedro, non riesci a segnare nemmeno all’arcobaleno. Mi dispiace, ma devo lasciarti in panchina e dare spazio ad altri».
Una decisione che il calciatore accettò riconoscendo le proprie difficoltà.
L’addio al Barcellona e il futuro della squadra di Flick
Pedro ha ricordato con amarezza anche la separazione dal Barcellona durante la gestione di Luis Enrique.
«Amavo il Barça, ma vedevo che avevo sempre meno opportunità. Abbiamo deciso che la cosa migliore fosse provare altre esperienze».
Il trasferimento al Chelsea e le successive esperienze italiane gli hanno permesso di conoscere differenti interpretazioni del calcio.
Infine, uno sguardo al Barcellona di Hansi Flick, nel quale Pedro intravede alcune somiglianze con la squadra dei suoi anni migliori. Secondo l’ex attaccante, il talento dei giovani, a cominciare da Lamine Yamal, potrebbe aprire un nuovo ciclo vincente, destinato a durare anche più a lungo di quello vissuto sotto la guida di Guardiola.