Una notte destinata a restare nella storia della NBA. Shai Gilgeous-Alexander ha firmato una prestazione straordinaria trascinando gli Oklahoma City Thunder alla vittoria contro i Denver Nuggets per 129-126 grazie a una tripla decisiva negli ultimi secondi.
Con quella partita la stella canadese ha raggiunto un traguardo impressionante: 126 partite consecutive con almeno 20 punti segnati, eguagliando il primato stabilito da Wilt Chamberlain, il leggendario autore della celebre gara da 100 punti. Un record che risaliva agli anni tra il 1961 e il 1963 e che sembrava destinato a restare intoccabile.
Il canestro decisivo contro Denver
La partita si è decisa nel finale. Con appena sei secondi rimasti sul cronometro, Gilgeous-Alexander ha trovato lo spazio per realizzare il tiro da tre punti che ha regalato il successo ai Thunder.
La sua prestazione è stata completa: 35 punti e 15 assist, il miglior dato personale in carriera per passaggi decisivi in una singola gara. Numeri necessari anche per rispondere alla grande prova del leader di Denver Nikola Jokić, autore di una tripla doppia da 32 punti, 14 rimbalzi e 13 assist.
Un record che arriva da un’altra epoca
Il dato raggiunto dal playmaker canadese è particolarmente significativo perché arriva in un’epoca molto diversa rispetto a quella di Chamberlain. Negli anni Sessanta il basket aveva ritmi e abitudini differenti, mentre oggi anche le superstar tendono a gestire le energie durante la stagione.
Proprio per questo la striscia di 126 partite consecutive con almeno 20 punti rappresenta una statistica quasi irreale nel contesto della NBA moderna.
Dopo la gara, Gilgeous-Alexander ha commentato con la consueta calma il traguardo raggiunto:
«Se devo essere sincero, cerco di non pensarci troppo durante la stagione, perché succedono tante cose. Ma essere accostato a qualcuno come Wilt Chamberlain è speciale. È incredibile pensare dove fossi dieci anni fa e trovarmi qui oggi».
Il lavoro e l’esempio di Steve Nash
Nato a Toronto 27 anni fa, Gilgeous-Alexander è considerato uno dei simboli della nuova generazione del basket canadese. Tra le figure che lo hanno ispirato c’è anche Steve Nash, due volte MVP della lega.
Proprio Nash fu protagonista di un episodio che contribuì a raccontare la mentalità del giovane talento. Nell’estate del 2016, quando il giocatore stava per compiere 18 anni, l’allora selezionatore del Canada si accorse che il ragazzo non era salito sul bus della squadra per andare all’allenamento. In realtà si trovava già in palestra all’alba ad allenarsi proprio insieme a Nash.
Una stella dal gioco “vintage”
Il modo di giocare di Gilgeous-Alexander viene spesso definito “vintage”. Il motivo è soprattutto il suo uso costante del tiro dalla media distanza, una soluzione oggi meno frequente in una NBA dominata da triple e conclusioni vicino al ferro.
Il playmaker canadese continua invece a costruire il suo gioco tra palleggio e arresto, muovendosi con grande controllo anche nelle zone più affollate del campo. Una scelta tecnica che lo rende uno dei realizzatori più particolari della lega.
A un passo dalla storia assoluta
Il record di Chamberlain è stato eguagliato, ma la possibilità di superarlo è già dietro l’angolo. I Thunder torneranno infatti in campo contro i Boston Celtics, in una sfida che potrebbe permettere a Gilgeous-Alexander di salire a 127 partite consecutive con almeno 20 punti.
Se dovesse riuscirci, il canadese trasformerebbe una stagione già straordinaria in una pagina di storia della NBA, confermando il suo status di leader di una squadra che guida la Western Conference.