Nba, nuovo capitolo nello scandalo Kawhi: “Un modo per eludere il tetto salariale”

Nuove rivelazioni sul caso Kawhi Leonard: un presunto accordo multimilionario con Daktronics riaccende i sospetti sull’elusione del tetto salariale NBA.

Lo scandalo che coinvolge Kawhi Leonard, i Los Angeles Clippers e il rispetto del tetto salariale della NBA si arricchisce di un nuovo capitolo. A quasi un anno dalle prime rivelazioni del giornalista Pablo Torre, continuano infatti a emergere elementi che alimentano i sospetti su presunti accordi di sponsorizzazione utilizzati per aggirare le regole economiche della lega.

La vicenda era iniziata con il presunto accordo tra Leonard e Aspiration, società finanziaria ormai al centro delle indagini. Secondo le accuse iniziali, attraverso quella sponsorizzazione sarebbero stati corrisposti al giocatore circa 28 milioni di dollari al di fuori del normale contratto NBA, con l’obiettivo di consentire ai Clippers di trattenere la propria stella senza incidere pienamente sul tetto salariale.

L’indagine della NBA è ancora in corso e non è stata quindi emessa una decisione definitiva.

Il nuovo accordo con Daktronics

L’ultima rivelazione arriva ancora una volta da Pablo Torre, che nel suo podcast ha parlato di un secondo presunto accordo di sponsorizzazione riguardante Leonard. Questa volta il nome coinvolto è Daktronics, azienda specializzata nella produzione di grandi schermi e sistemi audiovisivi, compresi quelli installati nell’Intuit Dome, il nuovo impianto dei Clippers.

Secondo quanto riferito da Torre, Leonard avrebbe avuto un accordo multimilionario con l’azienda. La particolarità dell’intesa avrebbe attirato l’attenzione perché Daktronics non è normalmente associata a campagne pubblicitarie con celebrità sportive di questo livello.

Le nuove informazioni, sempre secondo il giornalista, proverrebbero da fonti interne alla struttura e da un ex dirigente dei Clippers.

“Un modo per eludere il tetto salariale”

Una delle fonti citate da Torre, un lavoratore sotto contratto con l’Intuit Dome, avrebbe descritto l’accordo come un’operazione finalizzata ad aggirare le regole salariali della NBA.

La fonte avrebbe raccontato che alcuni dipendenti di Daktronics scherzavano apertamente sulla natura dell’accordo, arrivando a definirlo, in termini estremamente netti, come un modo per eludere il tetto salariale.

Si tratta naturalmente di accuse e testimonianze riportate nel corso dell’inchiesta giornalistica e non di fatti definitivamente accertati. Sarà la NBA, attraverso la propria indagine, a stabilire se siano state effettivamente violate le regole della lega.

Il percorso del denaro sotto esame

Secondo la ricostruzione fornita da Pablo Torre, il punto più delicato riguarderebbe il possibile collegamento finanziario tra i Clippers, Daktronics e Leonard.

Il giornalista sostiene di aver ricevuto informazioni secondo cui l’accordo avrebbe avuto un valore di diversi milioni di dollari. La sua ricostruzione ipotizza inoltre che il denaro potesse essere finanziato indirettamente dai Clippers e successivamente trasferito attraverso Daktronics fino al giocatore.

È proprio questo eventuale meccanismo a rendere la vicenda particolarmente importante per gli investigatori della NBA. Se venisse dimostrato che un contratto di sponsorizzazione era stato utilizzato per trasferire compensi al giocatore al di fuori del contratto NBA, potrebbero emergere conseguenze significative.

L’indagine della NBA non è ancora conclusa

La NBA sta ancora esaminando il caso e non ha comunicato una decisione definitiva. Eventuali violazioni potrebbero coinvolgere sia Kawhi Leonard sia i Los Angeles Clippers, oltre alla proprietà della franchigia guidata da Steve Ballmer.

La lega dovrà quindi stabilire se gli accordi di sponsorizzazione fossero autentici e indipendenti oppure se fossero stati concepiti, direttamente o indirettamente, per aggirare le regole del sistema salariale.

Fino alla conclusione dell’indagine, ogni ricostruzione deve essere considerata alla luce delle accuse e delle testimonianze riportate, senza trasformarle in responsabilità già accertate.

Anche il trasferimento ai Toronto Raptors resta bloccato

La situazione ha conseguenze anche sul mercato NBA. Kawhi Leonard è stato infatti coinvolto alla fine di giugno in uno scambio che avrebbe dovuto riportarlo ai Toronto Raptors, con Brandon Ingram e Gradey Dick inseriti nell’operazione.

Il trasferimento, tuttavia, rimane sospeso proprio a causa dell’indagine in corso. Prima di poter procedere definitivamente, la NBA dovrà arrivare a una conclusione sul caso.

Il verdetto del commissioner Adam Silver potrebbe dunque avere un peso decisivo sia sul futuro di Leonard sia sulle responsabilità della franchigia californiana.

Un caso destinato a far discutere ancora

Il cosiddetto “caso Kawhi” si conferma quindi una delle vicende più delicate e controverse degli ultimi anni nella NBA. A distanza di mesi dalle prime accuse, l’emergere di nuovi presunti accordi di sponsorizzazione mantiene alta l’attenzione sul rapporto tra contratti commerciali e regolamenti salariali.

La questione centrale resta ancora senza risposta: gli accordi con società esterne erano normali operazioni commerciali oppure rappresentavano un sistema per trasferire ulteriori compensi a Leonard aggirando il tetto salariale?

La risposta definitiva spetterà alla NBA. Fino ad allora, le nuove rivelazioni di Pablo Torre aggiungono soltanto un altro tassello a un’inchiesta che sembra ancora lontana dalla conclusione.

magazine Attualità