Vanja Milinkovic-Savic, intervistato da Hernanes per MySkills su Dazn, ha raccontato il suo passato da attaccante e la decisione di diventare portiere. Il giocatore ha spiegato come la sua attitudine in campo sia sempre stata orientata al gol, prima di scegliere il ruolo tra i pali.
Milinkovic-Savic: “Ero un bomber, non vi immaginate”
“Non sono nato per parare, ma per segnare”, ha dichiarato Milinkovic-Savic durante l’intervista. Il portiere ha ricordato i suoi inizi nel calcio: “Ero un attaccante, un bomber che non vi immaginate, col tiro che ho! Mi giravo e calciavo, non la passavo mai, ero un egoista, devo dirlo. Vedevo solo la porta, volevo essere io a fare gol”. Milinkovic-Savic ha poi spiegato il motivo del cambio di ruolo: “Quando poi ho visto quello che dovevano fare le punte nel calcio di oggi, tanti scatti, tante corse… Allora meglio andare in porta, si correva di meno”.
La voglia di vincere a Napoli
Nel corso dell’intervista, Milinkovic-Savic ha parlato anche della sua mentalità vincente e della motivazione che lo spinge a dare il massimo. “Voglia di vincere a Napoli? Certo, siamo tutti qua per vincere. Non gioco se non voglio vincere, qualsiasi cosa faccia nella vita io voglio vincere. Anche quando avrò dei figli, non lascerò mai vincere nemmeno loro. Io devo vincere, a tutti i costi”.
Il rapporto con il fratello Sergej
Milinkovic-Savic ha raccontato anche del rapporto con il fratello Sergej, ora all’Al Hilal. “Un po’ gli manca l’Italia, si vede perché torna spesso. Come dice lui, sono le abitudini: quando ti abitui all’Italia è difficile cambiare”. Parlando delle sfide tra fratelli, il portiere ha aggiunto: “Contro di me non ha mai segnato, e non lo farà mai: è una sfida tra noi, tra fratelli, da quando siamo piccoli”.
