Messi infinito: gol numero 117 e record nell’amichevole vinta dall’Argentina

Messi segna su rigore nel 3-0 dell'Argentina contro l'Islanda nell'ultima amichevole prima dei Mondiali. Scaloni schiera una formazione sperimentale davanti a 88.000 spettatori ad Auburn, Alabama.

L’Argentina conclude la propria preparazione in vista del Mondiale 2026 con una vittoria netta e convincente. Nell’ultimo test amichevole prima del debutto iridato, la formazione guidata da Lionel Scaloni supera l’Islanda per 3-0, confermando ottime sensazioni sotto il profilo del gioco e della condizione generale.

Le note positive sono diverse: nessun nuovo infortunio, una prestazione autorevole e il ritorno in campo di Lionel Messi, protagonista anche con un nuovo primato personale.

Messi rientra e scrive un’altra pagina di storia

Partito inizialmente dalla panchina, il capitano argentino è entrato nel finale disputando circa venti minuti. Tanto è bastato per lasciare il segno.

Messi ha servito un assist decisivo e ha realizzato il calcio di rigore del momentaneo 2-0, firmando il suo 117° gol con la maglia dell’Albiceleste nel giorno della sua 199ª presenza in nazionale.

Con questa rete, a 38 anni, 11 mesi e 14 giorni, il fuoriclasse argentino è diventato il marcatore più anziano nella storia della selezione argentina, superando il precedente record appartenente ad Ángel Labruna.

Scaloni fa le prove generali

Il commissario tecnico ha scelto di gestire le energie del gruppo, concedendo spazio a diversi elementi meno utilizzati. Tra i titolari hanno trovato posto Gerónimo Rulli tra i pali, Facundo Medina sulla corsia sinistra, Nico Paz dopo il recupero dall’infortunio e José Manuel López nel ruolo di centravanti.

Nonostante i cambi di interpreti, l’identità della squadra è rimasta invariata: possesso palla, costruzione ragionata e continua ricerca delle combinazioni offensive, con Exequiel Palacios e Giovani Lo Celso a guidare il centrocampo e Giuliano Simeone e Valentín Barco ad allargare il gioco sulle fasce.

Barco sblocca il risultato

Dopo un brivido iniziale provocato da una conclusione di Mikael Ellertsson terminata sopra la traversa, l’Argentina ha preso in mano il controllo della gara.

A sbloccare il punteggio è stato Valentín Barco, autore di un preciso sinistro che si è infilato accanto al palo dopo appena otto minuti di gioco. I campioni del mondo hanno continuato a gestire il match senza particolari difficoltà, sfiorando anche il raddoppio con Nico Paz.

Il vantaggio di misura all’intervallo rispecchiava fedelmente quanto mostrato sul terreno di gioco.

La qualità dei titolari cambia il ritmo

Nella ripresa Scaloni ha inserito numerosi protagonisti abituali. Sono entrati Cristian Romero, Rodrigo De Paul, Alexis Mac Allister, Enzo Fernández e Lautaro Martínez, ai quali si sono aggiunti successivamente Thiago Almada, Nicolás González, Gonzalo Montiel e infine Messi.

L’Argentina ha aumentato ulteriormente il proprio dominio. Mac Allister e Lautaro hanno colpito i legni della porta islandese, sfiorando il raddoppio che sembrava ormai nell’aria.

Il rigore di Messi e il sigillo finale

L’episodio decisivo nasce proprio dai piedi del numero dieci. Alla prima vera giocata, Messi libera Lautaro Martínez davanti al portiere, costretto a fermarlo fallosamente.

Dal dischetto il capitano non sbaglia, trasformando con freddezza il rigore del 2-0 e celebrando così il nuovo record personale.

Nel finale arriva anche il terzo gol: Messi guida la ripartenza, Rodrigo De Paul rifinisce l’azione e Thiago Almada conclude nel migliore dei modi, fissando il punteggio sul definitivo 3-0.

Debutto contro l’Algeria con grande fiducia

L’ultimo appuntamento prima del Mondiale lascia quindi in eredità entusiasmo e certezze. Pur dovendo monitorare le condizioni di alcuni giocatori alle prese con problemi fisici, come Julián Álvarez, Emiliano Martínez, Nahuel Molina e Leandro Paredes, lo staff tecnico può guardare con ottimismo al debutto nella competizione.

L’Argentina si presenterà alla sfida inaugurale contro l’Algeria forte della propria identità, della profondità della rosa e di un Lionel Messi ancora capace di fare la differenza e di aggiornare continuamente la storia del calcio albiceleste.

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