Marc Marquez ha scelto di non partecipare alla gara di kart organizzata a Motegi alla vigilia del GP del Giappone. Il pilota Ducati, impegnato nella lotta per il titolo mondiale, ha preferito concentrarsi sul recupero fisico e sulla preparazione della corsa. Una decisione che gli è costata un richiamo da parte degli organizzatori, ma che il numero 93 ha difeso senza esitazioni.
La gara di kart organizzata dopo il warm-up
L’iniziativa era stata pensata per offrire ai tifosi un momento più leggero e avvicinare i protagonisti della MotoGP al pubblico.
Dopo quanto visto in Thailandia, dove i piloti si erano sfidati sui tuk-tuk, a Motegi era stata organizzata una gara di kart subito dopo il warm-up. La sessione mattutina era stata inoltre allungata eccezionalmente a 20 minuti per permettere ai piloti di provare la nuova carcassa dura Michelin.
L’idea prevedeva che i protagonisti passassero direttamente dai box alla griglia dei kart, praticamente senza avere il tempo di togliersi la tuta.
Marquez preferisce recuperare prima della gara
Marc Marquez ha però deciso di non prendere parte all’evento. A poche ore dalla gara domenicale e nel pieno della lotta per il Mondiale, il pilota di Cervera ha ritenuto più importante dedicarsi al recupero.
“C’è un limite. Ovviamente capisco lo spettacolo, ma siamo qui per lottare per un campionato, non per perdere tempo girando con i kart”.
Marquez aveva infatti programmato una sessione con il ghiaccio subito dopo il warm-up e non ha voluto modificare la propria preparazione.
Al posto di Marc Marquez arriva un sosia
L’assenza del numero 93 ha però dato vita a uno dei momenti più curiosi del fine settimana. Sulla griglia dei kart si è infatti presentato un presunto Marc Marquez.
In realtà si trattava di un componente della squadra Ducati, travestito con casco, felpa e guanti del pilota spagnolo.
Marquez ha raccontato con ironia come sia nata l’idea: “Alla fine del warm-up ho detto che dovevo fare la mia sessione con il ghiaccio. Un membro della squadra ha detto che sarebbe stato bello mandare un sosia. Gli ho chiesto se avesse davvero il coraggio di farlo. Alla fine l’hanno scoperto”.
Il richiamo degli organizzatori
La scelta di non partecipare all’iniziativa ufficiale non è passata inosservata. Marquez ha ammesso di essere stato richiamato dai responsabili del campionato.
Il pilota, però, non ha mostrato pentimento: “È così. Ovviamente mi hanno tirato le orecchie, ma in questo momento bisogna essere egoisti e pensare a se stessi per essere il più preparati possibile e rendere al massimo quando conta davvero, cioè in gara”.
La priorità resta il Mondiale MotoGP
Dietro la decisione c’è soprattutto la situazione di classifica. Marquez è impegnato in una lotta serrata per il titolo e ogni dettaglio della preparazione può diventare importante.
Per questo ha preferito rinunciare a un momento di spettacolo per concentrarsi completamente sulla gara. Una scelta che, alla luce del risultato ottenuto a Motegi, ha trovato conferma in pista.
Il giorno successivo Marquez ha infatti conquistato la vittoria nel GP del Giappone, completando la doppietta dopo il successo nella Sprint e avvicinandosi ulteriormente alla vetta del Mondiale.