Il Manchester City resta al centro di uno dei procedimenti finanziari più delicati della storia recente della Premier League. Dopo la decisione resa pubblica il 29 settembre 2026, il club è stato ritenuto responsabile delle gravi violazioni esaminate dalla commissione indipendente. Le sanzioni, però, non sono ancora state stabilite e saranno oggetto di una successiva udienza. In questo clima Ferran Soriano, amministratore delegato del City, ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti durante una riunione dei club europei a Copenaghen.
Manchester City, cosa viene contestato
Le contestazioni riguardano le stagioni comprese tra il 2009/10 e il 2017/18 e coinvolgono il modo in cui sarebbero stati rappresentati nei conti del club ricavi, sponsorizzazioni e costi.
Secondo quanto accertato dalla commissione, oltre 830 milioni di sterline registrati come ricavi commerciali sarebbero stati in realtà riconducibili a risorse provenienti dalla proprietà. Il punto centrale riguarda alcuni accordi di sponsorizzazione con soggetti di Abu Dhabi: una parte delle somme indicate nei contratti sarebbe stata sostenuta direttamente da Abu Dhabi United Group Investment & Development, allora proprietaria del Manchester City.
La differenza è sostanziale perché una sponsorizzazione viene contabilizzata come ricavo commerciale, mentre il denaro immesso direttamente dalla proprietà rappresenta un apporto del socio.
Diritti d’immagine e costi fuori dai bilanci
Un altro capitolo riguarda l’operazione legata ai diritti d’immagine dei calciatori e a Fordham. La commissione ha ritenuto che il meccanismo avesse consentito di far confluire risorse della proprietà attraverso una struttura differente e, contemporaneamente, di lasciare fuori dai bilanci alcuni costi collegati al club.
Nel dettaglio vengono indicati 24,5 milioni di sterline di ricavi considerati sovrastimati e 49,414 milioni di costi ritenuti esclusi in maniera non corretta. A questi si aggiungerebbero quasi 17 milioni di sterline di remunerazioni finanziate dalla proprietà e non inserite nei conti.
La ricostruzione della commissione ha quindi portato a ricalcolare entrate e uscite, arrivando alla conclusione che i limiti finanziari previsti dalla Premier League e dalla UEFA fossero stati superati.
Un’indagine durata anni
La vicenda ha radici lontane. L’indagine era iniziata nel dicembre 2018, mentre gli addebiti formali erano arrivati nel febbraio 2023. Il procedimento davanti alla commissione si è sviluppato in 42 giornate e si è concluso nel dicembre 2024.
Per arrivare alla decisione sono state esaminate circa 7.000 pagine di trascrizioni, oltre alla documentazione e alle argomentazioni presentate dalle parti.
La commissione ha affrontato anche il comportamento del Manchester City durante l’inchiesta. Tre delle quattro contestazioni relative agli obblighi di collaborazione e buona fede sono state accolte, con rilievi anche sul modo in cui alcune informazioni sarebbero state fornite agli investigatori.
La posizione del Manchester City
Il Manchester City respinge le conclusioni e ha annunciato ricorso. La società sostiene di avere prove a sostegno della propria posizione e contesta sia la ricostruzione dei fatti sia alcuni aspetti dell’applicazione delle regole.
Uno dei punti sui quali insiste la difesa riguarda proprio la provenienza delle somme transitate attraverso gli sponsor. Soriano ha sostenuto che la documentazione bancaria e le testimonianze disponibili dimostrerebbero un’origine dei fondi diversa rispetto a quella individuata dalla commissione.
Il club ha tempo fino a venerdì 2 ottobre per presentare formalmente l’impugnazione. Il ricorso sarà valutato da un collegio di tre membri, con la possibilità di confermare, modificare o annullare la decisione contestata.
Soriano incalzato a Copenaghen
Mentre la battaglia legale prosegue, Ferran Soriano è stato avvicinato a Copenaghen durante una riunione dei club europei. Le domande hanno riguardato le accuse, le conseguenze per i tifosi, la fiducia nell’esito del ricorso e soprattutto le possibili sanzioni sportive.
Al dirigente è stato chiesto anche se fosse preoccupato per una penalizzazione in classifica o per l’ipotesi, ancora tutta da verificare, di una retrocessione.
Soriano non ha però voluto commentare. Di fronte alla raffica di domande, si è limitato a rispondere: «Grazie».
Sanzioni ancora da stabilire
La decisione sulla responsabilità del club non chiude quindi il procedimento. Resta infatti aperta la fase relativa alle conseguenze disciplinari.
La commissione potrà valutare diverse misure, dalle sanzioni economiche alle penalizzazioni di punti, oltre ad altri provvedimenti sportivi. Al momento non è stato stabilito né il tipo di sanzione né il momento in cui potrebbe essere applicata.
Anche l’ipotesi di una retrocessione, circolata nelle ultime ore, resta per ora soltanto uno degli scenari teoricamente possibili. Tutto dipenderà dalla decisione sulla pena e dall’esito del ricorso annunciato dal Manchester City.