Il mondo del calcio piange Alex Manninger, ex portiere austriaco scomparso all’età di 48 anni in un drammatico incidente stradale avvenuto nei pressi di Salisburgo. Secondo le prime ricostruzioni, l’auto sulla quale viaggiava sarebbe stata travolta da un treno mentre attraversava un passaggio a livello.
L’impatto si è verificato poco dopo le 8 del mattino. Nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, per l’ex calciatore non c’è stato nulla da fare. Illesi invece i passeggeri presenti sul convoglio ferroviario e il macchinista.
Una carriera tra Italia e grandi club europei
Manninger era un volto molto conosciuto anche nel calcio italiano. Nel corso della sua lunga carriera aveva difeso i pali di Fiorentina, Torino, Bologna, Brescia, Siena e Juventus, lasciando il segno in diverse piazze della Serie A.
Con la maglia bianconera aveva totalizzato 42 presenze in quattro stagioni, prima di chiudere la sua esperienza torinese nel 2012 e proseguire il percorso professionale all’estero.
A livello internazionale aveva vestito anche la maglia dell’Arsenal tra il 1997 e il 2002, conquistando una Premier League e una FA Cup. Successivamente aveva fatto ritorno in Inghilterra al Liverpool, dove concluse la carriera senza scendere in campo in partite ufficiali.
Il legame con la nazionale austriaca
Con la selezione del suo Paese era stato convocato in 33 occasioni, diventando per anni uno dei riferimenti del calcio austriaco. La sua esperienza internazionale e la continuità mostrata nei club lo avevano reso una figura stimata dentro e fuori dal campo.
Il cordoglio del calcio
Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati dopo la notizia della sua morte. La Juventus ha ricordato l’ex portiere con parole di grande affetto: “Oggi è un giorno tristissimo. Se n’è andato non solo un grande atleta, ma un uomo dai valori rari: umiltà, dedizione e una serietà professionale fuori dal comune”.
Anche dalla federazione austriaca è arrivato un tributo importante. Il direttore sportivo Peter Schottel lo ha definito “un ambasciatore eccezionale del calcio austriaco”, sottolineandone professionalità, calma e affidabilità.
L’ultima intervista
Solo pochi giorni fa Manninger aveva parlato del calcio di ieri e di oggi, ripercorrendo alcune tappe della sua carriera. In quell’occasione aveva raccontato di aver vissuto come “un onore fare il secondo di Gigi Buffon”, confermando ancora una volta la sua umiltà e il rispetto verso i grandi compagni incontrati lungo il cammino.
