La stella dei Portland Trail Blazers ha conquistato per la terza volta in carriera il concorso del tiro da tre punti dell’All-Star Weekend, raggiungendo un’élite riservata soltanto a due monumenti della pallacanestro come Larry Bird e Craig Hodges.
Sul parquet dell’Intuit Dome di Inglewood, in California, il fuoriclasse americano ha firmato una finale da 29 punti, prestazione che gli ha permesso di completare la rimonta e di iscrivere nuovamente il suo nome nell’albo d’oro. Un successo che pesa ancora di più considerando che Lillard non ha ancora debuttato in stagione a causa della lesione al tendine d’Achille subita lo scorso anno.
Una finale da campione vero
Il concorso era partito con otto partecipanti, ma soltanto in tre hanno conquistato l’accesso alla finale. Il migliore nel primo turno era stato Devin Booker, guardia dei Phoenix Suns, con 30 punti. Alle sue spalle, appaiati a quota 27, lo stesso Lillard e Kon Knueppel dei Charlotte Hornets.
Fuori dai giochi nomi importanti come Donovan Mitchell dei Cleveland Cavaliers (24 punti), Norman Powell dei Miami Heat (23), Jamal Murray dei Denver Nuggets (18), Tyrese Maxey dei Philadelphia 76ers (17) e Bobby Portis Jr. dei Milwaukee Bucks (15).
In finale, Knueppel ha fatto segnare 17 punti, un bottino insufficiente per impensierire i rivali. Booker ha alzato il livello con 27 punti, mettendo pressione a Lillard e lasciando presagire un epilogo apertissimo. Ma il pubblico californiano ha assistito all’ennesimo capolavoro del numero 0, glaciale nei momenti decisivi e capace di chiudere con 29 punti, sufficienti per completare il sorpasso proprio negli ultimi secondi.
Un posto tra i più grandi
Con questo trionfo, Lillard entra definitivamente nella leggenda del tiro da tre punti. Solo Bird, dominatore dal 1986 al 1988, e Hodges, vincitore dal 1990 al 1992, erano riusciti a conquistare tre titoli nella competizione. Ora, anche il leader dei Blazers si unisce a questo club esclusivo, confermando la sua fama di tiratore straordinario e di uomo dei grandi palcoscenici.
È l’ennesima dimostrazione del talento e del carisma di un giocatore capace di lasciare il segno anche lontano dalle partite ufficiali. In attesa di rivederlo protagonista in campo, Lillard continua a costruire la propria leggenda, un tiro da tre alla volta.