Il braccio di ferro tra Cristiano Ronaldo e il fondo saudita che gestisce l’Al-Nassr entra in una fase delicata. La Saudi Pro League, visibilmente irritata, ha deciso di intervenire con un comunicato duro nei toni dopo lo sciopero del campione portoghese, che si è rifiutato di scendere in campo nelle ultime settimane.
Ronaldo, al momento, non si è ancora espresso pubblicamente sul suo malcontento, ma il gesto di protesta ha creato forte tensione all’interno del calcio saudita. Il nodo della questione riguarda il fondo di gestione che controlla i conti non solo dell’Al-Nassr, ma anche di altri tre club della lega, accusato – secondo indiscrezioni – di favorire alcune società rispetto ad altre.
Di fronte a questa situazione, la lega ha scelto di rispondere in maniera indiretta ma estremamente chiara, ribadendo i principi su cui si fonda il campionato.
«Come ogni atleta d’élite, Cristiano vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, prende decisioni al di fuori del proprio club», afferma la Saudi Pro League in dichiarazioni riportate dalla BBC.
Un messaggio che suona come un richiamo netto al rispetto dei ruoli e delle competenze. La lega sottolinea infatti l’autonomia gestionale delle singole società, respingendo l’idea di interferenze esterne nelle strategie sportive.
«I club hanno il proprio consiglio di amministrazione, la propria dirigenza e la propria gestione sportiva. Sono loro a determinare la strategia di mercato», prosegue la nota.
Un passaggio che arriva dopo le critiche attribuite a Ronaldo, secondo cui il fondo di gestione eserciterebbe un’influenza squilibrata sulle politiche di investimento, favorendo alcuni club a scapito di altri.
La Saudi Pro League ribadisce infine che tutte le operazioni economiche avvengono all’interno di regole comuni e vincolanti.
«Le spese e i trasferimenti vengono effettuati all’interno di un quadro finanziario che deve garantire sostenibilità e concorrenza leale. Questo quadro si applica a tutti i club. Nessuno riceve un trattamento preferenziale», conclude l’organizzazione.
Parole forti, che certificano un clima di tensione crescente attorno alla figura di Cristiano Ronaldo e che lasciano aperti molti interrogativi sul futuro del portoghese in Arabia Saudita. Tra ipotesi di addio e tentativi di mediazione, la vicenda rischia di diventare uno dei casi più delicati nella giovane storia della Saudi Pro League.
