La NBA alza il livello dello scontro contro il tanking e mette nel mirino gli Utah Jazz. La franchigia di Salt Lake City è stata multata con 500.000 dollari per la gestione dei riposi dei propri giocatori, una cifra pesante che rappresenta un segnale forte. Sanzionati anche gli Indiana Pacers con 100.000 dollari. Al centro della bufera c’è il sospetto di sconfitte “strategiche” per migliorare le probabilità al Draft.
La partita contro Portland e le assenze pesanti
Tutto nasce attorno alla sfida persa dai Jazz contro i Portland Trail Blazers per 135-119. Una gara indirizzata nel terzo quarto (40-23) e controllata nel finale, nonostante un tentativo di rimonta ospite.
I Jazz si sono presentati con assenze significative: Keyonte George fermo per un problema alla caviglia, Lauri Markkanen a riposo e Jaren Jackson Jr operato e fuori per il resto della stagione. Inoltre, veterani come Kevin Love e Jusuf Nurkic sono rimasti in panchina per tutta la partita.
In campo si sono messi in luce i giovani: Brice Sensabaugh (28 punti), Ace Bailey (15) e Isaiah Collier (15 con 9 assist). Una scelta tecnica o un chiaro segnale di ricostruzione? È qui che entra in gioco il tema tanking.
Tanking e integrità competitiva
Gli Utah Jazz stanno seguendo un percorso di rebuilding, accumulando sconfitte per aumentare le chance di ottenere una scelta alta al Draft. Una strategia già vista in passato e adottata da squadre oggi vincenti come gli Oklahoma City Thunder o i San Antonio Spurs, che hanno costruito il proprio futuro attraverso selezioni altissime.
Il problema, però, è l’impatto sull’immagine della Lega. Con la riforma della lottery voluta dal commissioner Adam Silver, le probabilità sono più distribuite e il sistema dovrebbe scoraggiare chi perde volontariamente. Ma il fenomeno non è scomparso, anzi.
Nel comunicato ufficiale, la NBA ha spiegato di voler contrastare “movimenti che compromettono l’integrità della competizione” e ha chiarito che “non saranno tollerati”.
Le parole di Adam Silver
Il commissioner è stato netto:
“Comportamenti come questi, che in modo evidente danno priorità alla posizione al Draft rispetto alle vittorie, minano le basi competitive della NBA. Risponderemo a qualsiasi azione che comprometta l’integrità delle partite”.
Silver ha anche annunciato che la Lega sta lavorando a modifiche regolamentari per limitare il fenomeno, tra cui possibili restrizioni sulle protezioni delle scelte cedute e una revisione delle tempistiche della lottery.
Il nodo delle scelte protette
Gli Utah Jazz devono mantenere la propria scelta 2026 tra le prime otto per non perderla. In caso contrario finirebbe agli Oklahoma City Thunder. Un dettaglio che rende ancora più delicata la loro posizione: più sconfitte significano maggiori probabilità di restare nella fascia protetta.
Il sistema delle scelte protette, sempre più complesso, costringe le franchigie a fare calcoli precisi sul numero di sconfitte necessarie per non perdere asset fondamentali.
La difesa degli Utah Jazz
Il proprietario Ryan Smith non ha accettato la sanzione:
“Mi permetto di non essere d’accordo con la multa. Abbiamo persino vinto la partita di Miami e comunque veniamo sanzionati… non ha senso”.
Smith ha anche replicato alle critiche mediatiche, accusando alcuni analisti di avere una memoria selettiva. Dal canto suo, l’allenatore Will Hardy ha difeso la gestione di Markkanen:
“Ho fatto ciò che hanno raccomandato i nostri medici, e il mio obiettivo sarà sempre proteggere la salute di Lauri”.
Il punto, dunque, non è solo se i Jazz stiano facendo tanking — cosa che appare evidente — ma perché il focus sia caduto soprattutto su di loro mentre altre squadre adottano strategie simili.
Anche i Pacers sotto osservazione
Gli Indiana Pacers sono stati multati per aver lasciato fuori Pascal Siakam e altri giocatori senza apparenti problemi fisici proprio contro Utah. Anche qui, però, la situazione è complessa: la squadra è priva della sua stella Tyrese Haliburton e ha incentivi a preservare la scelta 2026, protetta top 4, per non cederla ai Clippers.
Ancora una volta emerge la domanda: la NBA sta applicando le regole in modo uniforme?
Un problema destinato a cambiare le regole
Il tanking è da sempre una zona grigia della NBA, ma quando diventa fenomeno diffuso rischia di trasformarsi in un problema sistemico. La Lega vuole intervenire, ma ogni modifica potrebbe generare effetti collaterali sul mercato e sulla gestione delle scelte future.
Utah Jazz e Indiana Pacers si chiedono se le sanzioni siano state applicate con equità. La NBA, invece, vuole dare un segnale forte. La battaglia sull’integrità competitiva è appena iniziata e potrebbe portare a una nuova rivoluzione regolamentare già dalla prossima estate.