La situazione attorno a Kawhi Leonard e ai Los Angeles Clippers continua a tenere in sospeso la NBA. L’indagine della lega su una possibile elusione delle regole del tetto salariale non è ancora arrivata a una conclusione e, mentre emergono nuove indiscrezioni, si è aperto anche un confronto pubblico tra la NBA ed ESPN. Sullo sfondo resta inoltre bloccato il possibile trasferimento della stella a Toronto.
Il caso Kawhi Leonard divide NBA ed ESPN
Secondo quanto riportato da ESPN, gli investigatori della NBA non avrebbero trovato prove che il proprietario dei Clippers, Steve Ballmer, abbia fatto transitare illegalmente denaro attraverso alcuni sponsor per aumentare indirettamente i compensi destinati a Leonard.
La ricostruzione ha però provocato una reazione immediata da parte della lega, che ha contestato diversi aspetti dell’articolo e ha sottolineato come l’inchiesta sia ancora in corso.
Il caso nasce dalle rivelazioni diffuse nel 2025 dal giornalista investigativo Pablo Torre, secondo il quale i Clippers avrebbero aggirato il tetto salariale attraverso accordi commerciali collegati al giocatore.
L’accordo da 28 milioni con Aspiration
Uno degli elementi centrali dell’indagine riguarda un contratto di sponsorizzazione da 28 milioni di dollari, sottoscritto da Leonard nel 2022 con Aspiration, società attiva nel settore della finanza sostenibile e successivamente fallita.
Secondo le accuse emerse, l’accordo sarebbe stato utilizzato per riconoscere ulteriori somme al giocatore senza inserirle direttamente nel monte salari della franchigia.
La vicenda si è complicata ulteriormente dopo il procedimento giudiziario che ha coinvolto Joe Sanberg, cofondatore dell’azienda, condannato a 14 anni di carcere dopo essersi dichiarato colpevole di una frode da 248 milioni di dollari.
Il rapporto tra Aspiration e i Clippers
Aspiration aveva rapporti economici importanti anche con la franchigia di Los Angeles. I Clippers avevano infatti sottoscritto con la società un accordo di sponsorizzazione da 300 milioni di dollari.
L’azienda era diventata inoltre uno dei primi partner coinvolti nel finanziamento dell’Intuit Dome, la nuova arena della squadra costata oltre due miliardi di dollari.
Alle verifiche su Aspiration si sarebbero aggiunti anche altri rapporti commerciali. Torre ha infatti riferito dell’esistenza di un accordo di Leonard con Daktronics, società specializzata in tabelloni e sistemi video, che secondo le accuse potrebbe essere stato utilizzato con modalità simili.
Un’indagine che dura da undici mesi
La NBA sta esaminando la situazione dei Clippers da circa undici mesi. Gli approfondimenti riguarderebbero anche i rapporti della franchigia con altre tre aziende, tra cui Boingo Wireless, società che fornisce servizi di connessione senza fili.
Secondo ESPN, gli investigatori starebbero ora cercando di stabilire soprattutto se il semplice fatto di aver messo Leonard in contatto con uno sponsor della squadra possa rappresentare una violazione delle norme contro l’elusione del tetto salariale.
Il punto, dunque, non riguarderebbe soltanto l’eventuale passaggio diretto di denaro, ma anche la natura dei rapporti commerciali costruiti intorno al giocatore.
Il trasferimento di Leonard a Toronto resta fermo
Le conseguenze dell’inchiesta non sono soltanto disciplinari. La situazione sta infatti influenzando direttamente anche il mercato NBA.
Il possibile ritorno di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors è ancora in sospeso. L’operazione prevederebbe il passaggio ai Clippers di Brandon Ingram, Gradey Dick e ulteriori risorse legate al Draft, ma il trasferimento non dovrebbe essere completato prima della conclusione dell’indagine.
Secondo l’esperto di mercato Marc Stein, una decisione dovrebbe arrivare prima dell’inizio del training camp. Leonard, nel frattempo, attenderebbe il via libera per tornare in Canada, prospettiva considerata possibile anche da alcuni osservatori vicini ai Raptors.
Il precedente dei Minnesota Timberwolves
Per valutare un’eventuale sanzione, la NBA starebbe prendendo in considerazione anche un precedente risalente al 2000, quando i Minnesota Timberwolves furono puniti per un accordo irregolare con Joe Smith.
In quella circostanza la lega inflisse alla franchigia una multa da 3,5 milioni di dollari e inizialmente cancellò cinque scelte al primo giro del Draft. Le selezioni relative al 2003 e al 2005 furono successivamente restituite.
Il precedente viene quindi studiato come possibile parametro nel caso in cui l’indagine sui Clippers dovesse accertare una violazione delle regole salariali.
La NBA contesta la ricostruzione di ESPN
La presa di posizione più netta è arrivata attraverso il portavoce della NBA, Mike Bass, che ha respinto parte della ricostruzione pubblicata dall’emittente statunitense.
«L’articolo di ESPN relativo all’indagine sui Los Angeles Clippers, alla quale la NBA ha rifiutato di collaborare, contiene numerose e significative inesattezze. I risultati della vicenda saranno resi chiari una volta conclusa l’indagine», ha dichiarato la lega.
Una risposta che lascia quindi aperto ogni scenario. Fino alla conclusione ufficiale delle verifiche non è possibile stabilire se i Clippers abbiano effettivamente violato le regole, quali eventuali responsabilità possano emergere e se il futuro di Kawhi Leonard sarà ancora a Los Angeles oppure nuovamente a Toronto.

