Jaylen Brown, la delusione dopo l’addio ai Celtics: “Ho lanciato il telefono dall’altra parte della stanza”

Jaylen Brown racconta la delusione per il trasferimento dai Celtics ai Sixers e guarda alla nuova sfida al fianco di LeBron James.

Jaylen Brown non ha nascosto la propria amarezza per il modo in cui si è conclusa la sua lunga esperienza con i Boston Celtics. L’ala di 29 anni, grande appassionato del Barcellona, è stata trasferita ai Philadelphia 76ers nell’ambito di un’operazione che ha portato Boston a ricevere Paul George, due scelte al primo giro e due al secondo giro del Draft.

Brown ha raccontato senza filtri le sue prime reazioni alla notizia del trasferimento. «All’inizio, quando sono stato ceduto, ho semplicemente lanciato il telefono dall’altra parte della stanza», ha dichiarato durante la sua presentazione con i Sixers.

La sua delusione non sembra essere legata soltanto alla cessione in sé, ma soprattutto al modo in cui la franchigia ha gestito la situazione e comunicato con lui durante le trattative.

Dieci anni a Boston e un rapporto ormai interrotto

Brown era stato scelto dai Celtics con la terza chiamata assoluta nel Draft e aveva trascorso circa un decennio a Boston, diventando uno dei simboli della squadra insieme a Jayson Tatum.

Nel 2024 aveva conquistato il titolo NBA proprio con Tatum, venendo inoltre premiato come MVP delle Finali grazie anche al suo rendimento difensivo nella serie contro i Dallas Mavericks di Luka Doncic.

Per questo motivo, il trasferimento ha avuto un peso particolare per il giocatore. Dopo tanti anni nella stessa città e nella stessa franchigia, Brown si è ritrovato improvvisamente a dover ricominciare da capo con una squadra che, per un decennio, era stata una delle principali rivali dei Celtics.

Le critiche e il caso Giannis Antetokounmpo

Brown ha rivelato che durante l’estate la situazione aveva raggiunto un punto di rottura. Il suo nome era stato inserito anche nelle trattative per un possibile trasferimento di Giannis Antetokounmpo.

«Si è arrivati a un limite quest’estate, più alto di quanto fosse mai successo in passato, in cui alcune persone hanno attaccato il mio carattere. Qualcuno è arrivato persino a dire che avevo una malattia», ha spiegato l’ex Celtics.

L’operazione per portare Antetokounmpo a Boston non è però andata in porto. Tra i motivi della mancata conclusione ci sarebbe stata anche la volontà dei Celtics di non inserire nella trattativa il giovane Hugo González.

Boston, inoltre, avrebbe già cercato in precedenza di cedere Brown. A febbraio, prima della chiusura del mercato, i Celtics avrebbero proposto l’ala ai Golden State Warriors in cambio di quattro scelte al primo giro, ma la franchigia californiana avrebbe rifiutato.

«Sono stato ceduto ai Sixers, una delle mie rivali»

Il passaggio a Philadelphia ha rappresentato una trasformazione importante per Brown, che si è ritrovato dall’altra parte della rivalità.

«È stata una transizione folle, ma nulla di tutto questo è così sorprendente. Essere ceduto ai Sixers, che sono stati rivali negli ultimi dieci anni, è stato anche un processo», ha spiegato.

Brown ha comunque cercato di mantenere un atteggiamento professionale: «Non mi sto lamentando, ma è quello che è. Le persone affrontano situazioni simili ogni giorno. Bisogna cambiare, andare da un’altra parte e giocare».

L’ala ha poi lasciato intendere che, in futuro, potrebbero emergere ulteriori dettagli sulla vicenda: «Sinceramente, sono andato avanti. Forse un giorno condivideremo i dettagli di come è successo tutto e dei vari fattori che hanno avuto un ruolo».

Il rapporto con Jayson Tatum

Uno degli aspetti più discussi riguarda il rapporto tra Brown e Jayson Tatum. I due hanno condiviso per anni il ruolo di leader dei Celtics, fino alla conquista del titolo NBA nel 2024.

Dopo il trasferimento, tuttavia, Brown ha ammesso di non aver ancora parlato con il suo ex compagno. Questo ha alimentato le indiscrezioni su una possibile frattura tra i due.

Brown ha però cercato di ridimensionare le speculazioni, sottolineando il rispetto che continua a provare nei confronti di Tatum.

«Abbiamo vinto un campionato insieme. Chiunque vinca un campionato con te diventa parte di una sorta di fratellanza o di eredità per tutta la vita. Ovviamente, ci sono alti e bassi in qualsiasi rapporto, ma da parte mia non c’è altro che rispetto», ha spiegato.

I numeri di una stagione da protagonista

Nella scorsa stagione Brown ha avuto un ruolo ancora più importante nei Celtics, soprattutto durante l’assenza di Tatum per il grave infortunio.

L’ala ha chiuso l’annata con una media di 28,7 punti, 7 rimbalzi e 5 assist a partita, tirando con il 47,7% dal campo e il 34,7% da tre punti, su una media di 5,7 tentativi dall’arco.

Numeri che testimoniano il peso avuto da Brown nella squadra e che contribuiscono a spiegare anche l’elevato valore economico del suo contratto.

Un contratto pesante per Boston

Il costo di Brown sarebbe stato uno degli elementi che hanno spinto i Celtics a valutare la sua cessione. Il giocatore ha un contratto valido fino al 2029 da circa 185 milioni di dollari ed è inoltre eleggibile per un’ulteriore estensione biennale da 142 milioni.

Per Boston, mantenere contemporaneamente diversi contratti molto onerosi avrebbe rappresentato un impegno significativo sul futuro finanziario della franchigia.

La cessione ha quindi avuto anche una motivazione economica, oltre alle valutazioni puramente sportive.

Philadelphia costruisce un quintetto stellare

Se da una parte Brown ha dovuto fare i conti con la delusione per l’addio a Boston, dall’altra il trasferimento ai Philadelphia 76ers gli offre una prospettiva sportiva estremamente ambiziosa.

La nuova squadra potrebbe infatti schierare un quintetto di enorme talento formato da LeBron James, Joel Embiid, Tyrese Maxey, VJ Edgecombe e lo stesso Jaylen Brown.

I Sixers si candidano così a essere una delle principali potenze della Eastern Conference, insieme ai New York Knicks, campioni in carica.

Brown pronto a imparare da LeBron James

La presenza di LeBron James rappresenta per Brown anche un’opportunità di crescita.

«Ci sono ovviamente tanti giocatori di talento e tanti ego», ha ammesso Brown parlando del nuovo gruppo. «Ma per vincere bisogna essere disposti a sacrificarsi, avere fiducia e comunicare».

L’ala ha spiegato di voler affrontare la nuova esperienza con grande apertura: «Voglio essere trasparente, voglio mettere tutto sul tavolo. Sono qui per questo. Voglio vincere e dobbiamo trovare il modo di giocare insieme nel rispetto reciproco».

Tra i suoi principali punti di riferimento ci sarà proprio LeBron.

«Non vedo l’ora di imparare da LeBron. È semplicemente tutto ciò che ha affrontato durante la sua carriera, dentro e fuori dal campo», ha detto Brown, sottolineando la sua voglia di assorbire quante più informazioni possibili dal veterano.

Dal Barcellona a una nuova sfida NBA

Brown è noto anche per la sua simpatia nei confronti del Barcellona. Nell’estate del 2022 aveva visitato il Camp Nou e aveva reso pubblico il suo legame con i colori blaugrana.

Ora, però, il suo obiettivo principale è scrivere un nuovo capitolo della propria carriera NBA.

La ferita lasciata dall’addio ai Celtics sembra ancora recente, ma Brown ha scelto di guardare avanti. A Philadelphia lo aspetta una squadra piena di stelle, grandi ambizioni e inevitabili difficoltà nella gestione degli equilibri.

La sfida sarà trasformare un gruppo ricco di talento individuale in una squadra capace di sacrificarsi per un obiettivo comune. E Brown, dopo la dolorosa separazione da Boston, vuole essere uno dei protagonisti di questa nuova avventura.

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